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Meglio che niente? Non di solo Matteo vive l’uomo

renzi3_MGzoomLa stupidità umana ha una caratteristica che le permette di sopravvivere attraverso i secoli: trova sempre un rifugio, una caverna platonica al riparo dalle idee, un giaciglio intrecciato di alibi e frasi fatte, persino accoglienti nicchie sociali dove il conformismo può mascherarsi da atteggiamento critico. Per fortuna essa lascia sempre una chiara traccia della sua esistenza, indizi su dove rintracciarla, parole d’ordine e slogan come le briciole di Pollicino. Così quando diventa impossibile difendere la riforma renziana della Costituzione, quando diventa evidente che il ventilato risparmio sui costi della politica è poco meno di una presa in giro, che il Senato rimane, ma diventa una Camera non elettiva, a disposizione del governo e sottratta ai cittadini, quando si è costretti a riconoscere che tutto questo non aiuta il processo legislativo, ma anzi rischia di appesantirlo ecco che arriva in soccorso la famosa frase “meglio Renzi che niente”.

Costruita sulla struttura sintattica di un detto popolare  in grado di aggrapparsi agli strati particolarmente sottili di materia grigia, è in realtà un non senso perché Renzi è già di per sé il niente e quindi si dovrebbe più realisticamente dire che meglio il Niente che il niente, bitter notinesse of notinesse per dirla nel pidgin del guappetto di provincia. Ora la sola idea che Renzi per qualche misterioso motivo sia necessario è un delirio: basta prendere qualcuno a caso per strada è avrà buone probabilità di essere più competente e più intelligente del giovane avanzo di sacrestia e loggia, tanto arrogante, quanto servile. Ma anche questo è un depistaggio perché guitto Matteo è molto peggio che niente: la manipolazione costituzionale che ha presentato è in realtà idealmente ispirata alle linee dettate da J.P. Morgan che del resto è stata all’origine della sua ascesa e pasticciata nei particolari da grassatori alla Verdini, è un attentato a ciò che resta della democrazia. Tuttavia diffondere l’idea che senza il ciuco c’è il niente, ricorrere a questo ennesimo inganno, è l’ultima spiaggia argomentativa di chi non ha argomenti.

Ed è efficace perché in ampie parti dell’elettorato, compreso quello critico verso il referendum, si è conservata traccia di una diversa concezione della politica dove alleanze parlamentari, partiti, correnti,  in qualche raro caso persino le idee avevano un ruolo. Dunque ci si interroga sul dopo Renzi, in maniera convenzionale, come se si trattasse di un governo del pentapartito. Però tutto questo non conta più nulla oggi, quella forma politica è seppellita, assieme a buona parte degli ideologismo che vi facevano riferimento: oggi esistono solo due posizioni, quella che serve il pensiero unico e quella che si oppone ai suoi dogmi e alla sua antropologia. Lo so che è semplicistico, ma si adatta perfettamente a un mondo occidentale in qualche nodo neo primitivo, dove non c’è più posto per l’homo sapiens o l’homo faber, ma solo per l’homo ludens incapace di elaborazione, schiavo dei propri umori e l’homo pecuniosus, ovvero ricco e potente. Sono questi oggi i riferimenti della politica che paiono ormai quelli del basso impero. Basta del resto leggere le innumerevoli inchieste e studi sui Millenials, ovvero sui giovani e ormai anche meno giovani Usa nati fra gli anni 80 e i primi 2000 a cui il pensiero unico ha tolto la capacità di ideare strategie, che vivono l’incubo di essere stati allevati nel sogno americano prima di vederselo scippare, ma senza alcuna capacità di elaborare una via d’uscita e dismettere il narcisismo nativo. Sono infatti la gallina d’oro delle agenzie di pubblicità e al tempo stesso quelli che votano meno.

Dunque state tranquilli,  la finanza che ha creato di Renzi, ne trova alri mille, non è certo un problema sostituire un premier inadeguato e mai eletto da nessuno con qualcuno che faccia promesse a vanvera che non si avvereranno mai, che dica bugie dalle pensioni ad Equitalia. al terremoto dove comincia ad emergere il marcio e la noncuranza. Il problema è solo nostro, quello  che dopo la riforma costituzionale non saremo più in grado nemmeno di dire No.

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One response to “Meglio che niente? Non di solo Matteo vive l’uomo

  • Anonimo

    “giovani Usa nati fra gli anni 80 e i primi 2000 a cui il pensiero unico ha tolto la capacità di ideare strategie, che vivono l’incubo di essere stati allevati nel sogno americano ”

    “they call it the American Dream because you have to be asleep to believe it.”

    George Carlin

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