Scheda referendum: colpo di mano del regime

received_1854700744759362Quando si dice regime probabilmente molti anche fra i critici del renzusconismo lo prendono come un modo di dire, come un’iperbole o come una metafora facendo fatica a rendersi conto di come si stia scivolando verso uno stato autoritario, di come stia capitando a loro e sotto i lori occhi una di quelle maligne mutazioni di cui si parla sempre al passato. Eppure il facsimile della scheda elettorale per il referendum costituzionale, rende evidente questo stato di cose, proponendo uno scenario guatemalteco dove il testo, oltre a non specificare i contenuti come sarebbe essenziale in una consultazione di questa importanza, è di per se stesso un atto di indebita propaganda. Insomma un broglio elettorale preventivo e consustanziale.

Come si può vedere nell’immagine di apertura (cliccare per ingrandirla) il quesito proposto agli elettori recita: ” Approvate il testo della legge concernente disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costo di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione?” Come si vede è un  misto di tecnicismo grossolano e genrico, nel quale non compare mai la parola Senato che invece è quella principale del pasticcio renziano, dentro il quale figura invece un twitter bugiardo, ovvero quello che riguarda l’ipotetico contenimento dei costi. Che appunto è soltanto un ipotesi visto che le spese dipendono da molti fattori e potrebbero anche aumentare, ma se si voleva proprio citare questo elemento di propaganda occorreva, per correttezza, quantificare la misura di questo risparmio che corrisponde al 3% delle spese del Parlamento e allo 0,06% delle spese totali dello Stato. In soldoni di 49 milioni di euro che non solo sono pochissimo rispetto alla spesa pubblica, ma sono un risparmio infimo rispetto all’obiettivo che è di fatto la distruzione del Senato come camera elettiva, come rappresentanza del popolo mantenendolo invece come ” Camera dei Lord”, dei lordi nel caso italiano, come assemblea delle elites  E per quello che non si parla di bicameralismo perfetto, ma di bicameralismo paritario, perché in effetti il Senato continua ad esistere e a spendere valanghe di soldi, ma al di fuori del controllo e della rappresentanza popolare.

Ma spiegare qual è in effetti il risparmio sarebbe stato come fare propaganda contro se stessi. E non parliamo poi dell’accenno al titolo V° dal quale nessun cittadino disinformato o infornato dalle televisioni di regime, due condizioni che si sovrappongono alla perfezione, non può dedurne che la cosa riguardi tutto il sistema delle autonomie locali con uno scopo molto preciso: non incontrare più resistenze nello sfascio del territorio o nella resistenza alle multinazionali dell’alimentazione, dei farmaci e via dicendo. Lo stato ridiventa centralistico per poter meglio distribuire la sua perdita di sovranità ormai ceduta all’Europa e attraverso di essa ai potentati economici e finanziari. Nemmeno si cita la dizione estesa e corretta del Cnel, ovvero Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro per evitare che qualcuno sia indotto a chiedersi perché questa decapitazione, né esiste alcun al fatto che viene triplicato il numero delle firme necessarie per la richiesta di referendum p che si intende alzare il quorum per questi ultimi. E se di mezzo ci fosse stata anche la legge elettorale tanto valeva dire volete la democrazia o un sosia che fa solo finta di esserlo?

Da persona che ha vissuto nella comunicazione faccio notare che anche graficamente la
casella del Si cade sulla sinistra, appena alla fine del testo, mentre il No appare  marginale e anche questo è un  enorme aiuto. Forse non sarà la scheda diversa e riconoscibile utilizzata per il plebiscito fascista del 29 o il trucco usato da Hitler nel novembre del 1933 dove lo “Ja” era quattro volte più grande del “Nein”, ma anche se meno evidente e più sofisticato anche questo è un trucco. Di fatto con questa formulazione della domanda e questa struttura della scheda una vittoria del ” No” diventa più difficile, semplicemente perché non è neutrale come dovrebbe. Bisognerebbe mobilitarsi quando meno perché la domanda referendaria sia esposta in maniera più costituzionale, presentasse l’articolazione dei punti in questione o quanto meno fosse priva di propaganda. Adesso si capisce perché si è tanto nicchiato: per far trovare gli italiani di fronte alla fatto compiuto. Anzi trattandosi di Renzi, del fattaccio.

Ma c’è qualcosa di più: questa scheda, anzi questo colpo di mano sotto forma cartacea i cui ideatori meriterebbero la prigione, è suscettibile di essere impugnata per invalidare il referendum. E ciò paradossalmente potrebbe essere sfruttato dallo stesso regime, sia per un rinvio, sia in caso di sconfitta. Questo è quello che accade quando ci si lascia irretire dalla volgarità e dal malaffare politico.

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16 responses to “Scheda referendum: colpo di mano del regime

  • Fate ‘a carità, rinviate ‘o referendùm | infosannio

    […] per aver supposto , quando venne diffuso il facsmile della scheda truffaldina e bugiarda ( Scheda referendum: colpo di mano del regime ), che proprio questa natura al limite della legalità e della presa in giro elettorale, avrebbe […]

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  • Fate ‘a carità, rinviate ‘o referendùm | Il simplicissimus

    […] per aver supposto , quando venne diffuso il facsmile della scheda truffaldina e bugiarda ( Scheda referendum: colpo di mano del regime ), che proprio questa natura al limite della legalità e della presa in giro elettorale, avrebbe […]

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  • stanco

    Ed ora arriveremo ad uno stato di schiavitu’.

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  • alberto del buono

    Ho l’impressione che la nuova costituzione sia incostituzionale, almeno in parte. Mi spiego: l’articolo 1 dichiara che la sovranità appartiene al popolo. L’esercizio di questa sovranità si esercita, purtoppo, solo o quasi con la delega ai deputati. I senatori non li eleggeremo più noi. L’articolo 11…..: consente, in condizioni
    di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni;
    la nuova costituzione affida in esclusiva al Senato di nominati (non eletti) la ratifica delle decisioni comunitarie. Quindi la nostra sovranità non potrà più essere esercitata su tutto quel che concerne la cessione di sovranità. Penso ci sia materia per la più lunga controversia sia mai sopravvenuta in materia di costituzionalità. I gaglioffi che hanno scritto la norma dovrebbero proprio cambiare mestiere.

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  • Roberto Casiraghi

    Sulla base del fatto che l’Italia non è mai stata una democrazia autoctona ma una democrazia voluta e presieduta dagli Stati Uniti che continuano a decidere per noi cosa dobbiamo essere e cosa dobbiamo diventare non c’è molta differenza tra la costituzione attuale in cui l’autoritarismo e la mancanza di sovranità sono abilmente mascherate e quella di Renzi dove l’autoritarismo sarà più esplicito, dove il cittadino, che già non conta nulla, conterà ancora meno di nulla. Non sarà la peggiore Costituzione possibile, sia perché al peggio non c’è mai limite, sia perché in un contesto di assolutismo, peraltro esercitato legalmente dall’Unione Europea, la pretesa stessa di avere una Costituzione è addirittura ingenua e impropria in quanto la Costituzione non ci può più difendere perché tutto viene deciso a Bruxelles e se la Costituzione non ha saputo difendere l’Italia dal ratto della sovranità, come vogliamo che sia capace di difendere qualsiasi altro nostro valore o esigenza? Ormai è carta straccia, sia quella presente, sia quella nuova eventuale. E ciò che la rende carta straccia è l’articolo che riconosce la superiorità dei trattati internazionali firmati dall’Italia rispetto alla stessa carta costituzionale, quello che potremmo chiamare il nuovo peccato originale che ci troviamo a dover scontare e a far scontare ai nostri figli.
    Per noi cittadini si tratta dunque di passare da un’autoillusione di democrazia, in cui siamo più o meno caduti tutti, ad una nuova chiarezza, ad una nuova percezione di autoritarismo o fascismo che dir si voglia. Il fascismo non comincerà però con l’eventuale nuova Costituzione ma è già cominciato da anni con l’avvento dell’Unione Europea che distrugge il nostro stato, la nostra lingua e la nostra cultura e persegue apertamente piani di rimescolamento di popolazioni e di genocidio economico di cui ben pochi si avvedono. Il fascismo è già cominciato anche con lo spionaggio totalitario di ciò che diciamo, pensiamo, scriviamo e facciamo tramite internet e telefono nonostante la Costituzione attuale reciti all’articolo 15 “La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.” Dopo questo grandioso incipit, però, la Costituzione non riesce a rimanere al medesimo livello e prosegue con una deludente doccia fredda: “La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’Autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.” Uno pensa, beh, l’atto in deroga sarà motivato e poi ci sono le garanzie stabilite dalla legge. Però, piano piano, con l’avanzare del tempo, il dettato costituzionale viene via via eroso e alla fine si arriva ai nostri magistrati inquirenti che lavorano ormai solo quasi tramite intercettazioni, telefoniche o basate su malware informatico, quest’ultimo recentemente “sdoganato” dalla Corte di Cassazione che, evidentemente, giudica la privacy di un pc o di uno smartphone un mero orpello. A questo punto sorge spontaneamente il dubbio che la Costituzione sia stata una montatura sin dall’inizio e che sarebbe più onesto riformulare l’articolo 15 (Renzi, siamo ancora in tempo?) e scrivere che “la libertà e la segretezza di ogni altra forma di comunicazione sono violabili, anzi violabilissime, e non solo da parte dei magistrati inquirenti ma anche da parte di qualsiasi azienda del settore internet e telecomunicazioni.” Almeno sapremmo di che morte dobbiamo morire.
    Potrei continuare su questa linea parlando di lavoro scaduto a volontariato, di pensioni future inesistenti, di disoccupazione e indebitamento crescenti delle famiglie italiane, di casa ormai impossibile per le nuove coppie che si formano, di vita media sempre più breve a causa dei tagli della sanità, di emigrazione praticamente obbligata eccetera. Ma vorrei invece segnalare, come elemento di fascismo appurabile e innegabile, il fagocitamento di tutta l’intellighentsia nazionale sotto le ali protettive di un neoliberismo dal volto brutale, che mescola totale indifferenza per le sorti di coloro che ha deciso di condannare a non più lavorare, a non più curarsi, a emigrare o a suicidarsi.
    Il fagocitamento è innegabile. Si veda, come mero esempio, come si sviluppa la campagna del no. Non si sviluppa, non esiste. Avete voi ricevuto una qualche missiva o email o segno di vita da parte del fronte del no? La risposta è no, presumo. Si sta preparando qualcosa? La risposta è no, presumo. È così difficile attivarsi presso la popolazione? La risposta è certamente no. È così costoso e organizzativamente impossibile stampare un depliant, un poster, un opuscolo e inviarlo ai cittadini elettori? Incontrarli in una piazza, in un mercato? La risposta è ovviamente no, tenendo presente che molti dei raggruppamenti del no godono di lauti rimborsi elettorali o altre prebende. Eppure non succede nulla. E non succede nulla perché la quasi totalità di coloro che dicono no, sono dalla parte del sì. Sono dei fagocitati. Dicono no, ma agiscono da sì, perché non si attivano, fanno gli ignavi, fanno le belle statuine, quando va bene si limitano alle dichiarazioni di facciata che non sensibilizzano nessuno e non muovono nulla.
    È chiaro che in queste condizioni Renzi vincerebbe anche in assenza di furbate come la mendace formulazione del quesito referendario di cui parla giustamente Mr. Simplicissimus.

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    • Roberto Casiraghi

      Correggo l’aggettivo “mendace” del mio commento che sostituisco con “manipolante” in quanto non mi ero accorto che, come ci dice Amaryllide, si tratta del titolo della legge e non di un testo realizzato ad hoc per la scheda referendaria. La furbata qui è consistita nel dare alla legge un titolo che invita al sì ben sapendo che lo si sarebbe utilizzato nella futura scheda referendaria in funzione di spot promozionale.

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      • Anonimo

        “la Costituzione non ci può più difendere perché tutto viene deciso a Bruxelles e se la Costituzione non ha saputo difendere l’Italia dal ratto della sovranità, come vogliamo che sia capace di difendere qualsiasi altro nostro valore o esigenza?”

        Casiraghi, si guardi il video qui sopra…

        chi può sporga denuncia, contro gli eversori della democrazia.

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      • Anonimo

        Casiraghi si guardi il video qui sopra… chi può sporga denuncia contro gli eversori della democrazia.

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  • amaryllide

    purtroppo la scheda è legalmente inoppugnabile, perchè corrisponde esattamente al titolo della legge di “riforma”, non hanno aggiunto i presunti benefici a posteriori per imbellettare il pacco. Un livello di abiezione che nemmeno Berlusconi ha mai raggiunto.

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  • Anonimo

    guardate ( l’addestramento per l’anti sommossa ucraina…quella dei fascisti…):

    http://www.pandoratv.it/?p=11284

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  • Giulio Mario Palenzona

    Colpo di scena finale !
    Ora le BALLE osano persino, sicuri della loro impunibilità, METTERLE PER ISCRITTO in una SCHEDA ELETTORALE TRUFFALDINA e FAZIOSA.
    Ma non c’è più nessun organo di garanzia a tutela del cittadino, per questo nostro Wanna Renzie Marchi Premier ?

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