tragedy_grexit-300x169Ieri avevo cominciato a scrivere qualcosa sul complottismo, ovvero su un fenomeno divenuto pervasivo e prepotente grazie alla rete, ma di cui si fornisce una definizione  ambigua, pretestuosa e indistinta che tende a conglobare sia l’informazione alternativa e non maistream, sia le più assurde cazzate con lo scopo di disorientare prima le persone e poi di riorientarle secondo la bussola del potere. In realtà è difficile trovare qualcosa di più assurdo e generalmente insensato delle narrazioni ufficiali che spesso non godono che del vantaggio di essere ripetute all’infinito e in luoghi considerati credibili per tradizione.

Volevo terminare oggi e mandarlo come post se non mi fossi imbattuto in un magnifico esempio di giornata di informazione “corretta” che in realtà è un depistaggio economico e politico. Campeggia infatti universalmente la notizia che i risparmiatori greci avrebbero ritirato dai bancomat 3 o 4 miliardi temendo l’incontro di lunedì e un possibile inizio del Grexit: un atto di accusa implicito all’irresponsabilità di Tsipras nella sua parziale ribellione al dogma liberista e un colpo di turibolo alla responsabilità della Ue. Bene, come prima cosa  trovo delizioso quel vocabolo di “risparmiatori” tratto direttamente dal dizionario dell’ipocrisia economica, che in realtà designa praticamente tutti i cittadini, compresi quelli al di sotto della soglia di povertà, che sono costretti, grazie all’Europa, a servirsi comunque delle banche e a donare loro l’obolo dovuto. Ovviamente una fuga dalle banche ci sta, è logica, quasi banale nella situazione attuale. Ma le fughe non riguardano solo la Grecia, bensì anche il cuore vero o presunto dell’economia finanziaria:  l’ Associazione americana degli investitori individuali (in questo caso risparmiatori reali) fa sapere che a maggio i propri membri hanno diminuito dal  67,9% al 57,8%  la quota dei loro fondi investiti in azioni. Dunque c’è anche una fuga da Wall Street di cui è difficile sapere qualcosa, semplicemente perché le uniche notizie che vengono generalmente riferite in merito a questa associazione sono i report settimanali della percentuale di rialzisti e ribassisti. Insomma cazzatine di questo tenore, in parte con valenza auto avverante e che tuttavia non dicono nulla sul reale stato delle cose.

Allora potremmo chiederci da che parte sta l’irresponsabilità che causa l’abbandono del mercato azionario da parte di quella fascia residuale di investitori singoli, nel cosiddetto “mercato” dominato dai colossi della finanza che raccolgono la stragrande massa del risparmio o dei fondi pensione o di quelli comuni o dei semplici depositi all’occorrenza. Non possiamo saperlo prima di tutto perché non ci viene facilmente concessa la notizia e secondo perché il mercato non conosce altro peccato se non quello di non venerare il mercato stesso e dunque viene considerano assolutamente naturale che i soldi facili del Qe della Federal reserve servano alla fine a molte aziende per comprare le loro stesse azioni e far salire le quotazioni oltre ogni plausibile parametro economico. Può darsi che un battito d’ali ad Atene possa mettere in crisi questo delicato disequilibrio. Dunque i complottisti della narrazione ufficiale puntano il dito su Tsipras e sulla democrazia come bestemmiatori della verità scritta sui bond, come se fosse l’unica cosa che non funziona nel loro mondo trucibaldo.

Quasi quasi mi verrebbe da dire una cosa veramente complottista: che si è disposti a far cadere ufficialmente  la Grecia e a inasprire il conflitto con Mosca per punzecchiare la bolla finanziaria che va crescendo senza limiti, tentando di far uscire in maniera controllata un po’ di gas di valori fasulli prima che esplodano rovinosamente, facendo pagare il conto ai cittadini e per giunta dando la colpa a un governo di sinistra. Ma che dico, devo essere pazzo: una cosa simile non si legge sui giornali e non si sente in Tv, non si è detto al Bilderberg e anche Alesina, noto giocoliere di dati sulla pubblica piazza, lo negherebbe.  Dunque è assolutamente impossibile che sia così.