troll21“Siamo a Sud di Roma” ” Se l’Italia scende in guerra il mediterraneo sarà colorato di sangue dei suoi cittadini”. Oibò adesso ci si mette anche l’Isis a minacciare il nostro Paese con proclami che paiono persino più pericolosi di quanto non lo siano quelli renziani e dei molti da che da essi pendono come certe parti molli . Ma chi tenta di intimorirci: il califfo, qualche armata del deserto o Allah in persona? No, uno sconosciuto, un tale Hamel Bochra, che  in un altrettanto sconosciuto sito web in lingua araba scrive i suoi deliri in spagnolo.

Nessuno ci farebbe caso se queste preziose perle non venissero riportate, amplificate e accreditate da organizzazioni informative il cui massimo esempio e il Site (Search for International Terrorist Entities) diretto da Rita Katz, ultra sionista con sfumaure razziste e vicina al Tea party, finanziato da agenzie governative Usa e da imprecisati gruppi economici privati. E’ quella la fonte pressoché esclusiva da cui i media occidentali e persino i servizi (naturalmente a pagamento) prendono notizie con relativa traduzione e video, che come è accaduto anche per la contestata decapitazione dei copti o per la distruzione di tesori artistici che poi si sono rivelate banali copie in gesso. Si tratta di un vero e proprio monopolio giustificato dal fatto che il Site sarebbe in grado di infiltrarsi nelle stanze virtuali segrete dell’estremismo mussulmano e da lì prendere i materiali senza tuttavia svelare mai le fonti.

Materiali tuttavia che per quel che se ne sa potrebbero anche essere fabbricati di sana pianta. In ogni caso le notizie che ci giungono dal medioriente  passano attraverso questa cruna dell’ago sostanzialmente finanziata e tenuta in piedi dagli Usa e le cui fonti rimangono sconosciute. Non sembrerebbe proprio una situazione nella quale ci si può fare un’idea realistica di ciò che accade e tuttavia tutto quello che giunge dal Site viene diffuso come se si trattasse di una verità incontestabile, comprese le minacce ad orologeria, senza nemmeno curarsi di citare la fonte più vicina. Così basta andare un po’ a fondo, come  Augusto Rubei sul “Fatto”, per scoprire  che le minacce all’Italia sono in realtà l’intervento di uno sconosciuto che fa la sua sparata sul web in un sito senza importanza. E per di più in una lingua del tutto sconosciuta ai suoi lettori.

Insomma è un’informazione a la carte che rivela ciò che fa comodo o è utile in quel momento coniugando soldi, servizi, fanatismo, interessi per orientare le opinioni pubbliche. Non che sia una cosa nuova: è uno dei tanti metodi di alterazione della realtà come per esempio quella utilizzata proprio ieri di contrapporre una brutta notizia consistente (il crollo del commercio) con una inconsistente e frutto di stime facilmente maneggiabili (l’aumento della fiducia dei consumatori). Ma nel caso del medioriente l’affidarsi a una sola fonte unica non propriamente disinteressata e condizionata alla radice è come fare i finti tonti. Un dialogo ideale potrebbe essere: Da chi sappiamo questo? Dal Site. E il Site da chi l’ha presa? E’ un  segreto, non lo sappiamo. Avete altre conferme? No, tutto ci arriva dal Site. Ma il Site da chi viene finanziato? Dagli Usa. Se questo dialogo si svolgesse apertamente, se quantomeno si premettesse che le cose stanno così secondo il Site e non venisse presentata come la verità che si nasconde nell’occhio di Dio, le cose andrebbero diversamente e un po’ di dubbi formerebbero un humus diverso e più vicino alla realtà. Certo i media non ci farebbero un’eccellente figura. Ma essere così embedded costa poco e non dà fastidio al potere che gioca con le paure e le speranze.