TSIPRAS_LAB_POSTER_Zoom1Oggi in Italia arriva Tsipras e l’aereo sul quale atterrerà è anche una macchina del tempo: lo porta in un luogo che come Il mondo perduto di Conan Doyle è governato e rappresentato da fossili viventi: un antico tycoon, il suo pupillo boy scout e da pochissimi giorni anche da un reperto storico dell’era democristiana. Niente come il leader greco può evidenziare le ragnatele italiane e non tanto perché la lista creatasi a suo nome per le europee tutto era tranne che somigliante a Syriza, non tanto perché le forze che si sono ribellate all’austerità in Grecia sono quelle che da noi stringono il turibolo per il pio Mattarella, quanto perché Tsipras è espressione del nuovo mondo che si va creando, dei nuovi asset, dei nuovi conflitti che si delineano.

Vedete l’altro giorno Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’eurogruppo era andato ad Atene con la spada di Brenno per imporre alla Grecia i diktat della troika pensando di vincere facile, come del resto era accaduto negli anni passati: tutto era pronto con le banche e gli istituti finanziari amici per innescare durante gli stessi colloqui una caduta a picco della borsa da mettere come ricatto sul piatto della bilancia. Ma il ministro delle finanze Yanis Varoufakis non si è fatto impressionare più di tanto: sapeva che l’attacco sarebbe stato rintuzzato e infatti proprio in quelle ore la società finanziaria Kennedy Talbot stava acquistando titoli greci a miliardi per conto della Mendelssohn di Vienna, una società finanziaria dietro la quale operano sia la Banca d’Israele che la Gazprom.

E’ noto che dopo le sanzioni contro Mosca Israele è diventato uno dei maggiori fornitori di derrate alimentari alla Russia, è noto che questo avviene con il benestare dell’Iran che anzi ha concluso nuovi contratti con Tel Aviv ed è anche noto che la Ue aveva tentato nei giorni scorsi di parare la mossa greca anticipando, senza nemmeno consultarla, una sua contrarietà a ulteriori sanzioni nei confronti della Russia e tuttavia dichiarando contemporaneamente che su di esse c’era unanimità, in un crescendo di patetica confusione di menzogne. Da tutto questo emerge il profondo cambiamento di quadro internazionale a cui stiamo andando incontro, la sempre più evidente multipolarità mondiale e il logoramento a cui sono andate incontro le strategie dei gruppi conservatori americani che tuttavia detengono la maggioranza azionaria nella Ue e che stanno trascinando il continente a un confronto globale con la Russia oltre che ai massacri sociali.

Ora mi chiedo, sia pure a fronte della mediocrità assoluta delle élite politiche europee, se la governance italiana con i suoi grandi vecchi imbalsamati, giovani pescecani, schiere di cerchi magici e di grassatori, tutori dello statu quo addirittura recuperati dai secondi e terzi piani delle epoche passate, tutti insieme cantati da media maistream  in una impressionante e interessata logomachia, sia in grado di affrontare con lucidità e con efficacia la situazione che si sta creando. Se questo Parlamento, questi partiti, questi leader, questi nominati, queste opposizioni, questi presidenti saranno in grado di afferrare la prospettiva di cui è portatore Tsipras e se saranno in grado di tenerne conto viste le loro origini, i loro finanziatori, la loro roba, la vetustà dei loro riferimenti. Se saranno in grado di afferrare l’occasione.

Francamente non ci credo, anzi temo che la visione di un continente come era stato immaginato, sia del tutto scomparsa, lasciando il posto ai memi del pensiero unico che bollono nel tea party dei super ricchi. Benevolmente pasticcioni, servilmente pasticcini, niente di più.