BonanniTrovo particolarmente appropriato che Bonanni sia stato costretto a dare le dimissioni da segretario della Cisl per evitare al sindacato confindustriale l’onta di avere a capo uno che mentre svendeva i pensionati si preoccupava di salvare la propria pensione d’oro. Appropriato perché questa parabola rappresenta icasticamente e nelle forme di grossolana ipocrisia e doppia morale che ben si addicono al personaggio, il piatto di lenticchie per il quale molto sindacalismo italiano ha svenduto la propria primogenitura. E forse non è un caso che quasi contemporaneamente sia stato pure estromesso il segretario del fascio sindacato Ugl, quello della Polverini, in questo caso vista la cultura di fondo, per appropriazione indebita: 250 mila euro dell’organizzazione finiti in una casa.

Probabilmente i complici e i pali a questo punto non servono più, anzi sono dannosi per la credibilità delle operazioni di smantellamento delle tutele del lavoro e le svendite contrattuali che Bonanni aveva portato avanti con tanta appassionata determinazione. Ed ecco che compaiono i dossier compromettenti sulla pensione da 4800 euro netti, ottenuti giocando proprio sulla conoscenza dei tempi nei quali il sistema sarebbe passato da retributivo a contributivo e grazie alla velocità record, poche ore, con la quale l’Inps ha passato la pratica. Ma probabilmente questo è solo un pretesto per lasciare spazio a “un rinnovamento del gruppo dirigente” funzionale attraverso un ‘operazione di riverginamento ad altre e nuove rese. Del resto è lo stesso Bonanni che si è preso la briga di indicare il suo successore nella persona del suo vice Anna Maria Furlan.

Sono sconvolto da tanta novità che poi consisterebbe nel fatto che la Furlan è di sesso femminile, perché del personaggio si sa pochissimo eccetto una plaudente prefazione a un libro del catto economista Berrini il cui senso è che il sindacato si trova in mezzo al guado ” tra un antagonismo ormai logoro” alle spalle e “e una sponda partecipativa che non si riesce a raggiungere”. Quale sindacato possa nascere dal rifiuto della battaglia in favore dei lavoratori e l’ansia di partecipare ai massacri, è presto detto: la Cisl di Bonanni. Anzi quasi quasi mi viene il sospetto che il segretario abbia frettolosamente dato le dimissioni non tanto per il piccolo scandalo della pensione dorata, ma proprio per non dover difendere nemmeno pro forma l’articolo 18 e macchiarsi così di lesa maestà.

Del resto il complice di Marchionne, espressione di un mondo cattolico più interessato al settarismo ambiguo dei neocatucumenali, alle massonerie devote di Sua Santità che ai modelli sociali, il vecchio bambino che già in parrocchia e a scuola faceva la spia ai compagni, potrà seguire questa evoluzione del sindacato come opera caritatevole e patronato, dagli scranni del parlamento dove con quasi certezza verrà collocato. A meno che come premio non venga elevato alla presidenza dell’Inps o magari a quella dell’ agenzia per l’occupazione che dovrà assumere alcuni compiti dell’ente previdenziale. Di certo lui non potrà rimanere a piedi dopo aver fatto tanto per mettere il mondo del lavoro col culo per terra.