combo Renzi le 5 donne cndidate pdAnna Lombroso per il Simplicissimus

So pochissimo di Pietro Pelù, mentre sono costretta a sapere molto di Alessandra Moretti. Forse per via del fatto che cantanti e attori sono meno presenti in televisione di leader, parlamentari, candidati e condannati, ai quali pur nell’avvicendamento dei governi, è ormai richiesta bella presenza, lingua biforcuta, voce altisonante e tono perentorio, sempre più necessari a coprire inopportune critiche, faziose obiezioni e lamenti del popolo oppresso.

Il Pelù ha pronunciato da un palco molto schierato e davanti, mi augurio malgrado le brutte canzoni, molto più numeroso del pubblico di Mattino 5, parole semplici e di buonsenso, di quelle che una volta era lecito venissero in mente a tutti, società civile e non, al mercato, in treno o in tinello, quando il popolo si accorgeva di essere preso per i fondelli.

È che la nostra controparte nella lotta di classe alla rovescia e molto estesa anche contro ceti che una volta sfioravano il benessere o addirittura ci si accomodavano, è formata da scimmiette ammaestrate. Che ci fosse poco da gioire per la folta presenza femminile al governo e nelle liste si sapeva, in fondo proprio Berlusconi aveva aperto la via e siccome i criteri di selezione del personale non sono molto differenti, poco importa se siedono nella compagine governativa o in cima alle liste per le europee ex starlette di Canale 5, ospiti gradite a cene eleganti, oppure professioniste brillanti. Quando quello che si chiede loro è di prestare il volto al ventriloquo per propagandare le stesse nefandezze, iniquità ancora più elevate, cancellazioni di diritti.

L’ostensione delle graziose quanto tracotanti donzelle viene preferita a quella di analoghi inadeguati, omologhi incompetenti, simili approssimativi, uguali impreparati, grazie a quella supposta, superiore capacità di persuasione e a quella maggiore credibilità attribuita alle molto pubblicizzate specificità e qualità di genere: sensibilità, sintonia con i deboli per via dell’appartenenza a una minoranze, ancorché più numerosa della maggioranza, contatto quotidiano con le sfide ormai ardue della quotidianità e così via. Fino ad arrivare agli stereotipi più vieti e per questo più consolidati: non c’è miglior amministratore di una madre di famiglia, nessuno conosce i problemi del popolo meglio di lei. Finendo così di dar credito alle lacrime della Fornero, al Welfare secondo la Lorenzin e perfino al tunnel della Gelmini, che in fondo poteva esser preso per una testimonianza di giuliva ingenuità.

È per questo che oggi ci troviamo a subire l’oltraggio del chilometrico scontrino della Picierno, che contempla anche qualche innocente peccatuccio sotto forma di Nutella a dimostrazione che l’obolo renziano appaga anche il futile, le censure della Moretti al buonsenso sorprendente di uno tatuato in ogni parte visibile del corpo e che si accredita come maestro di trasgressione, ambedue le renzi’s girls nelle vesti improbabili di festose massaie rurali, cui si aggiungerebbe volentieri la Boschi, inappagata zitella che probabilmente non fa la spesa e si nutre di take away. Tutte a difendere come le dame di San Vincenzo una avvilente elemosina, con la quale, a loro dire, si può pagare la mensa a un figlio, fare provviste una volta alla settimana o offrirsi l’iscrizione a una palestra, così magari per tenere il corpo in esercizio e lasciar riposare la testa che ne è una parte pericolosa.

All’anima della rottamazione di un ceto politico distante e separato dai cittadini, quando le signore del Parlamento approvvigionavano il carrello spinto da solerti guardie del corpo, quando un leader di pavoneggiava in scarpe costose, quando si sbeffeggiava un politico amante del cachemere.

C’è da rimpiangerli, eccome: almeno erano lontani da noi, nei loro empirei privilegiati. Queste e questi invece ci sono molto vicini per sputarci in faccia, sbertucciarci, dileggiarci mentre nel frattempo umiliano le nostre aspettative legittime, alienano i nostri beni comuni, cancellano il domani nostro e dei nostri figli, annullano conquiste, avviliscono perfino i desideri di qualcosa d’altro e di meglio, dandoci in cambio niente più di una Nutella una tantum.