Renzi-MarchionneRenzi, manda gli ultimi messaggi, ma non al popolo dei gazebo, bensì al sistema di potere che è il suo vero Grande Elettore. Alla vigilia delle primarie non ha mancato di rassicurare Sergio Marchionne sul fatto che occorre cambiare le regole del lavoro. Così il sindaco di Firenze ritorna dopo un anno e mezzo sul luogo del delitto e spezza una nuova lancia a favore del manager col maglioncino e della sua concezione del lavoro. Dopo il primo clamoroso endorsement a
favore dell’Ad Fiat, Renzi aveva avvertito il disagio nel Pd e lo sconcerto in molti elettori, quindi aveva pensato di soprassedere. Tanto più che nei mesi successivi Marchionne “rivelò” che il piano di Fabbrica Italia era stato in sostanza una presa in giro.

Ma adesso il supercandidato dopo essere riuscito nell’impresa di piacere a tutti senza dire nulla, deve rassicurare i suoi mandanti sul fatto che il successo non gli ha dato alla testa e che sa benissimo chi deve ringraziare. Così mentre la rivolta dei bus a Firenze si accompagna ad una repressione a tappeto degli scioperanti, Renzi sceglie una marginale tribuna a Reggio Emilia per avvertire la classe dirigente italiana che ha perso il pelo, ma non il vizio e che per il lavoro
e i suoi diritti saranno tempi sempre più duri. Così in previsione del Partito dei Sindaci, Matteo usa la sua città a scopo dimostrativo.

Per aiutare a costruire l’identikit del personaggio è utile riproporre alcuno dei post pubblicati sul meraviglioso mondo di Matteo Renzi.

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