Nel momento in cui la Repubblica entra in crisi e una classe dirigente fallimentare, sopravvissuta a se stessa, tenta di perpetuarsi stravolgendo la Costituzione a suo uso e consumo, mi pare opportuno proporre una storia per immagini dei quasi 70 anni passati dalla fine della guerra a oggi. Trascurerò le immagini più conosciute per dare spazio invece a una sorta di storia più quotidiana, inerme, curiosa, come fosse uno spioncino sulle evoluzioni, involuzioni e radicati immobilismi del Paese. Naturalmente occorreranno molte puntate per per arrivare dalla fine del 1945 dove alla distruzione materiale si accompagnava una ricostruzione morale politica, fino al declino che stiamo vivendo.

P.S. Cliccando su ciascuna foto è possibile accedere a tutta la galleria di immagini e alle didascalie complete. Per ovvie ragioni di spazio non mi è possibile postarle a piena definizione: solo quelle che saranno piaciute di più verranno poi inserite in una galleria. E naturalmente chiunque abbia una qualche foto particolare o inedita può  partecipare inviandola a il.simplicissimus@gmail.com

Il 1945

Il 1946

Le donne sono protagoniste assolute nel bene e nel male di questo anno che manda in soffitta la monarchia, insedia la Costituente, vede la vittoria della Dc nelle elezioni locali in 5722 comuni, assiste al primo congresso del Pci, al boom dell’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini. Donne finalmente al voto e dunque strenuamente corteggiate dagli schieramenti, donne con la bandiera da una parte e con il velo dall’altro, donne a discutere della nuova Costituzione, donne assassine  e donne simbolo.

 

Cronologia essenziale e curiosità

 

1945 

  • Maggio – Viene lanciato il “prestito della liberazione” mediante titoli di stato a cinque con il tasso del 5% l’anno. Vengono raccolti 106 miliardi.
  • Giugno – La Venezia Giulia è divisa tra zona A e zona B dieci giorni prima dell’insediamento del governo di Ferruccio Parri. viene fondata l’agenzia di stampa Ansa
  • Luglio – Disordini in Puglia e Sicilia contro le condizioni di vita e soprattutto contro il latifondo
  • Agosto – L’epurazione dei fascisti viene estesa anche agli amministratori delle Spa con più di 5 milioni di capitale. Ma la decisione rimane del tutto disattesa e teorica.
  • Settembre – Luigi Einaudi allora governatore della Banca di Italia invia al governo un documento con il quale si oppone al cambiamento della valuta nazionale, richiesta dal Pci tramite il ministro delle finanze Mauro Scoccimarro, uno dei più autorevoli dirigenti comunisti assieme a Gramsci. Esce il primo numero del Il Politecnico di Elio Vittorini.
  • Ottobre – Grandi dimostrazioni nelle maggiori città italiane per chiedere l’insediamento della costituente.
  • Novembre – Mentre una delegazione della Bank of America con alla testa il suo presidente, Amedeo Giannini, studia possibili aiuti all’Italia, cade il governo Parri, pugnalato dal Pli.
  • Dicembre – Cgil e Confindustria siglano un accordo sulla parità di salario uomo – donna e sull’introduzione della scala mobile ( a 70 anni di distanza la prima non c’è mai stata, la seconda è stata abolita )

1946

  • Gennaio – Si chiude il primo congresso del Pci del dopoguerra. La linea è quella di cercare non tanto una rivoluzione quanto  la strada di una democrazia progressiva con contenuti sociali ed economici molto innovativi. Luigi Longo propone la fusione con i socialisti.
  • Febbraio – Congresso del Partito d’Azione, La parte più a destra con alla testa Ugo La Malfa escono e fondano la concentrazione democratica repubblica che in seguito diventerà il Partito Repubblicano. Gli altri migrano verso Psiup (la sigla dei socialisti)  e Pci. Accordo tra governo, sindacati e Cnl per una totale restaurazione in Fiat. tornano Valletta e tutti i vecchi dirigenti.
  • Marzo – Prime elezioni amministrative in 5722 comuni. La Dc ne conquista 2534, i socialcomunisti 2289, Esce il decreto per il referendum Monarchia – Repubblica.
  • Aprile – Primo congresso Dc: il 60% dei delegati si esprime in favore della Repubblica. De Gasperi non prende posizione.
  • Maggio – Abdica Vittorio Emanuele III in favore del figlio Umberto, già luogotenente del regno. Ondate speculative in borsa a seguito di un provvedimento di rivalutazione degli impianti industriali.
  • Giugno – Il referendum, tenutosi il giorno 2, vede la vittoria della Repubblica con 12.717.923 voti contro i 10.719.284 della Monarchia. Re Umberto, in assenza di dati ufficiali e definitivi, tenta una resistenza sulla base di un cavillo secondo il quale la il vincitore avrebbe dovuto avere la maggioranza dei votanti e non dei soli voti validi. Una tenue e inconsistente speranza che s’infrange il 18, giorno nel quale la Cassazione fornisce il risultato definitivo.  Umberto però è già partito per l’esilio il 13. Enrico De Nicola diventa il primo Presidente della Repubblica.
  • Luglio – A tuti i lavoratori viene corrisposto un premio della Repubblica : a quelli con famiglia a carico vengono date 3000 lire e agli altri 1500. il provvedimento serve in realtà a tamponare gli effetti dell’inflazione galoppante,   senza tuttavia impegnarsi in una politica dei salari. Per educazione istituzionale nei confronti del Capo dello stato De Gasperi si dimette e riforma in pochi giorni un De Gasperi II. Comnciano i lavori dei 75 membri dell’assemblea costituente nominati in base alle elezioni ad hoc svoltesi assieme al referendum istituzionale. La DC aveva conquistato il 35, 2 % dei voti contro il 18,9 del Pci e il 20,7 dei socialisti, il 6,8% dei liberali, il 5,3 dei Qualunquisti, il 4,4 dei Repubblicani.
  • Agosto – Gli esponenti delle formazioni partigiane del nord italia minacciano di riprendere le armi- Il Pci fa di tutto per evitare che si crei un’insurrezione e alla fine, con una serie di provvedimenti in favore dei partigiani, riesce a sedare la protesta.
  • Settembre – Si dimette il  ministro delle finanze Epicarmo Corbino, accusato dai comunisti di condurre una politica deflattiva, Viene firmato l’accordo De Gasperi – Grueber sull’Alto Adige, De Gasperi si dimette da segretario della Dc.
  • Ottobre – Disoccupati danno l”assalto al Viminale, al tempo sede anche della presidenza del consiglio. Negli scontri si registrano un morto e un centinaio di feriti. Gcil e confindustria firmano un patto per l’aumento dei salari del 35%.
  • Novembre – Saragat attacca la posizione troppo a sinistra dei socialisti e in pratica preannuncia  la sua uscita dallo Psiup  che porterà poi alla fondazione dello Psdi. Secondo alcuni storici questa mossa va letta nella preoccupazioni Usa in una vittoria dei socialcomunisti per cui nulla fu lasciato di intentato per dividere il fronte di sinistra.
  • Dicembre – Nasce il Movimento Sociale Italiano, di chiara e dichiarata ascendenza neofascista ad appena un anno e mezzo dalla fine della guerra. Anche questo va visto con gli stessi criteri validi per l’annunciata secessione di Saragat.