Arriva il circo: il più grande spettacolo del mondo

circoCi sono gli elefanti e le tigri, un nugolo di clown guidati dal famoso Silvio, la famiglia Addams nelle persone di Santachè e Sallusti. E poi il trapezista Renzi famoso per il doppio salto  della quaglia senza rete, solo quella finanziaria, il cavallerizzo Bersanie poi le mummie viventi, i professori parlanti, la donna serpente, le ballerine con e senza Passera. Venghino signori, come si può perdere uno spettacolo del genere? L’Italia che si avvia alle elezioni è proprio questo: un maledetto circo dove si può vedere di tutto dentro un’atmosfera di disperazione.

Pochi giorni fa c’erano ceffi e ceffe del Pdl che alzavano il ditino per spiegare al Pd cosa sia la democrazia, oggi il Pd piemontese  ci fa sapere che non vuole sigle identificative per i poliziotti: lo sappiano studenti, no Tav e disoccupati che il Pd ha un articolato programma in proposito esposto in Italia bene comune: “zo bot”, detto nella lingua del segretario. E poi se non lo sapete ve lo dice il trapezista Renzi che il liberismo è di sinistra. Venghino siori, c’è anche la mummia che si crede faraone e pure dentro il sarcofago vibra che è un piacere.

Accomodatevi in prima fila. Godiamoci lo spettacolo del capo clown che si presenta, non si presenta e fa scoppiare mortaretti fra le gambe dei suoi compagni e vuole andare a febbraio alle elezioni. E che dire del del compagno di laurea di Sara Tommasi, ovvero il famelico e bocconiano Passera che dall’alto delle sue ambizioni politiche dice che Silvio non va bene. Proprio lui che da cinque anni fa prestò a Forza Italia 96 milioni, che l’anno dopo arrivò a coprire i debiti di Fininvest per 2,7 miliardi di euro e contemporaneamente si prestò all’orrenda operazione elettorale Alitalia che finì con tre miliardi perdita secca per il Paese e 4000 esuberi. Oh si l’esuberante Passera nella sua folgorante carriera sotto un cappuccio che arriva alle caviglie non ci ha fatto mancare gli esuberi: all’Olivetti 10 mila, prima della dissoluzione, 20 mila alle Poste, 10 mila a Banca Intesa e mai una volta che si faccia vedere nelle centinaia di vertenze aziendali. Il solito mollusco che tende la mano moscia Ma figurarsi se non troverà un onorato posto tra Monteprezzemolo, Casini e altri cazzi buffi: sono la compagnia ideale.

Non è un meraviglioso spettacolo? Ve la sentireste davvero di non partecipare? In fila mi raccomando, perché è davvero indimenticabile. E che tristezza quando il tendone leverà le tende: tristezza e noia porteran l’ore. Perciò meglio godersela: Narrami o Niki di questo vaudeville, l’ira molesta che infiniti adusse euri alle banche. E si sa che sopra la banca la capra campa.

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