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La Grecia distrutta – Un depistaggio come premessa

Brancoliamo nel buio, tra spezzoni di informazione che volano come proiettili , trafiggono la mente, creano emozioni, ma non riescono a comporre il puzzle dei nostri destini, aggregarsi attorno alla lucidità che sarebbe necessaria. Oggi nel web e tra i giornali circola una notizia bomba che più  o meno recita: La Grecia ha gonfiato i debiti per avere più soldi. La cosa pubblicata da Spiros Karazaferris lo stesso giornalista che ha tirato fuori la lista Lagarde,  arrestato  e poi scarcerato, deriverebbe, secondo quanto afferma, da un’incursione di Anonymous nella rete dello stato greco.

Notizia golosa dunque, abbiamo il giornalista sospetto al potere, le incursioni informatiche e infine la clamorosa nuova del debito gonfiato a quanto pare per favorire banche vicine al potere politico. Insomma ci sono tutti gli ingredienti per fare notizia. Peccato che nessuna di queste componenti sia genuina: quando si va a leggere ci si rende conto che si tratta di informazioni già ultra note, infarcite di errori e che il tutto viene usato per accreditare una tesi che in qualche modo scagiona la troika e addossa tutte le colpe all’avidità interna. La coincidenza con le imminenti decisioni dell’ Eurogruppo è inquietante, tanto più che il giornalista estraneo al potere è in realtà il fratello del leader del Laos, il partito piccolo, reazionario, ma potente  della chiesa ortodossa.

La vicenda è quella che riguarda l’innalzamento improvviso del rapporto deficit/ Pil dal 12% (non dal 3,9%come dice Karazaferris )  al 15% per l’anno 2009: un provvedimento, realizzato dal governo Papandreu appena insediatosi,  che provocò un avvitamento della crisi. Ma è tutt’altro che segreta  tanto che esiste un procedimento penale contro Papandreu e il ministro delle finanze del tempo, Papacostantinou, proprio per questa mossa. Ufficialmente non fu il potere politico a stabilire questo aggiustamento, ma il direttore dell’ufficio statistico greco che nel calcolo del deficit incluse improvvisamente voci che per decenni  erano state tenute fuori. Lo strano comportamento fu denunciato in documento – manifesto  di Mikis Theodorakis senza che pero il mainstream mediatico lo sbattesse in prima pagina, come avviene invece ora con il giornalista reazionario.

Il fatto è che Karazaferris ne fa una questione esclusivamente interna di malcostume e corruzione, purtroppo assai plausibile, ma che rappresenta un depistaggio nella logica complessiva degli eventi: lo strano e incongruo aumento del debito, emerse dal limo, guarda caso, nel dicembre del 2009, dopo pochi giorni da un incontro fra Papandreu (eletto da appena un mese) e Strauss-Kahn, allora direttore generale del Fmi.  Come si vede basta semplicemente collegare fra di loro notizie note per avere un quadro assai più interessante e significativo che quello derivante da certe clamorose e sospette incursioni. Oggi su questo blog darò una notizia esplosiva sulle intenzioni dell’ Eurogruppo riguardo alla Grecia, intenzioni che trovano una “facilitazione” dalle tesi endogene e da un colpo di acceleratore sul fattore corruzione, del resto preparato dall’altrettanto misteriosa lista Lagarde, tendente a colpire tutta la politica greca, ma non ho dovuto violare nessun sito, mi è bastato leggere la stampa economica tedesca, collegare i fatti e avere un po’ di memoria, non spezzoni di notizie che non illuminano, ma semplicemente abbagliano le vittime designate.

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