Abbasseremo le tasse. Non si capisce come il miracolo sia possibile visto che dall’anno prossimo dovremo pagare 50 miliardi in più a causa del fiscal compact, insieme ad un’altra bella fetta dovuta all’aumento degli interessi sui titoli di stato e per di più con un vistoso calo del Pil: se fosse possibile, non ci sarebbe stata alcuna ragione per alzarle quando non c’era questo onere. Ma ormai è evidente la trasformazione antropologica dell’uomo Monti in premier: la sopite ambizioni e l’arroganza di fondo tenuta sempre a bada, fuoriescono come da un geyser e comportano uno sconfinamento nel territorio della menzogna palese o dell’inganno deliberato. Lui lo annuncia, i giornali lo scrivono, la tv lo dice e qualcuno ci crederà.

Naturalmente quello dell’abbassamento delle tasse è solo un modo per sterilizzare Berlusconi e conquistare all’agenda Monti la mandria degli ex Pdl che muggisce smarrita senza il capobranco e si scorna. Ma è una balla infantile: proprio l’altro giorno con quel computer che gli gracchia in gola, aveva detto che il governo cercava il modo di evitare l’aumento dei punti di Iva e oggi siamo addirittura alla diminuzione. Roba da Polverini: ci manca che salti fuori il manifesto con la sua facciotta da aringa che annuncia “Le abbasseremo noi queste tasse”.

Naturalmente è sempre possibile che limi qualcosa alle aziende, ma a carico però della maggioranza della popolazione che sarà chiamata a riempire il buco. Più produttività castrando la domanda: non solo le bugie sono infantili, ma anche queste fissazioni a cui può credere solo chi ci guadagna. Così mentre la piazza comincia ad agitarsi  di brutto e i primi ritratti del premier subiscono l’onta o la purificazione delle fiamme, il prof mentre lancia le sue promesse elettorali pensa a  come sistemare l’ordine pubblico che è poi la massima preoccupazione dei governatori della periferia europea. E succhia mentine per allenarsi.