Amo l’innocenza, ma sono sempre sospettoso nei confronti dell’ingenuità, soprattutto quando nasce dal chiudere gli occhi e , se non basta, dal mettere la testa sotto la sabbia. Così mi è sembrato assurdo che qualcuno davvero pensasse alla possibilità di un cambiamento totale dopo vent’anni di berlusconismo, che con una bacchetta magica agitata dalle finestre del Quirinale, si potesse avviare una totale discontinuità rispetto al passato.

Così non è stato. E anche sullo stile, comincio ad avere qualche dubbio. Non sono solo i pianti finti e le smemoratezze improvvise della Fornero, la nuova ondata di consulenti a caro prezzo che hanno cominciato a venire e a moltiplicarsi, i vistosi conflitti di interesse che non si sono voluti evitare. E l’evidente contiguità con un ceto politico che ad ogni livello cerca di mantenere prebende e privilegi. C’è anche il sobrio cinismo di Monti che ancora non so se classificare come algida presa per i fondelli o come il risultato di uno sguardo miope e impedito da paraocchi ideologici.

Tutto si poteva dire all’approvazione della manovra che l’Italia ora va a testa alta. A testa alta per che cosa? Per la straordinaria iniquità dei provvedimenti che hanno costretto persino Draghi a dare l’alt? Per il vigoroso aumento delle previsioni di recessione dopo l’annuncio della manovra? O per aver accettato il diktat europeo senza nemmeno discutere, senza far valere le ragioni e le condizioni del Paese, senza esigere nulla in cambio, tanto che gli spread navigano sempre a un livello di interesse difficilmente sostenibile?

Si va a testa alta per aver ubbidito a qualche euroburocrate e alla Merkel o ai propri istinti? Per aver colpito  i ceti popolari, lasciando intatta l’area della ricchezza e della rendita? Anche pensando che questa manovra possa salvare il Paese qualsiasi persona con un minimo di senso critico e non ripiena come un cappone natalizio di ostinazione e cecità ideologica, avrebbe avuto parole diverse, meno offensive per chi dovrà pagare una crisi creata da chi adesso cerca di metterci una pezza. Si può davvero sostenere di avere la testa la testa alta quando la Bce stanzia 2000 miliardi di euro in favore delle banche mentre non ha trovato un centesimo per il mondo del lavoro e per aiutare i Paesi in difficoltà?

Se ne dovrebbe uscire a testa e coda bassa, altro che essere orgogliosi. Ma la mancanza di stile non appartiene soltanto alla sguaiataggine cui siamo stati abituati, ai vaiassi e alle vaiasse del berlusconismo. Può anche essere algida e grigia.