Ieri gli scontri in Val Susa, oggi lo scontro fra due campioni della più orrenda demagogia, Maroni e Grillo. Il primo che parla di violenza terroristica non sapendo nemmeno quello che dice e non riuscendo a misurare le parole. Il secondo a cui non è parso vero di poter fare l’anziano Masaniello e che ha parlato di eroi.

Naturalmente né l’uno, né l’altro solo un Paese dove ormai si copre la cattiva coscienza con le balle. E con le stesse si occulta la mancanza di argomenti. Si le balle del governo che sono a ciclo continuo e anche le balle di un ambientalismo sospetto, un’eredità di anni passati e non limpidi il cui campione è stato Pecoraro Scanio.

Ma anche di una informazione che non fa il suo dovere, che si accontenta di frasi fatte, di sentire opinioni, senza curarsi minimamente del fatto che siano fondate o meno, che non riesce a spiegare nemmeno la differenza che esiste tra una ferrovia del 1851, incapace di trasportare merci e passeggeri secondo i tempi e le modalità di oggi, che si limita a ripetere il rosario delle opposte non ragioni.

Alcune persone , quelle più intelligenti e più oneste, si sono chieste come mai sia stato impossibile mettere in campo un’ingegneria del consenso in grado di evitare gli scontri  e anzi di trovare soluzioni. Ma la ragione è ovvia: tra chi vede terroristi e chi vede eroi secondo la logica dell’arroganza da una parte e della militanza dall’altra c’è poco da mediare. E ancor meno ce n’è se poi si opera una costante simulazione di ambientalismo per celare altri e molto più meschini interessi. Come pure si è potuto ascoltare in alcune interviste e come un qualunque cronista onesto avrebbe potuto tirare fuori già da anni.

Non si può mettere in campo la mediazione perché in realtà c’è ben poco da mediare tra due assoluti: quello inteso a favorire affari e manovre sui pubblici appalti e quello inteso a farci credere che collegare l’Italia e i suoi porti ai mercati del Nord Europa sia qualcosa di secondario, una complessa alleanza, tra interessi spiccioli, irrequietudine disponibile e personaggi  in cerca di visibilità. E infatti chi voleva mediare, chi aveva ipotizzato un referendum è stato bocciato alle elezioni.

Viviamo in un pessimo Paese e non so nemmeno per quale miracolo siamo scampati al nucleare e alle multinazionali dell’acqua. Ma ho l’impressione che non scamperemo né alla prepotenza, né al tifo come succedaneo di una politica fatta di riflessi automatici, di decaloghi e di appartenenze. Umiliati allo stesso modo dai Maroni e dai Grillo, rovinati dal nostro stesso egoismo.