Anna Lombroso per il Simplicissimus

Come tutte le persone timide e anche un po’ bacchettone io a volte subisco la suggestione del douteux personnage, mi lascio incantare dal genio sregolato di chi si costruisce addosso una identità temeraria e sfrontata, così spudoratamente volgare da assumere una certa eleganza. Non può non piacermi Lady Gaga, quel calcolo sapiente del suo potenziale di trasgressione impudente che l’ha accreditata come icona svergognata e furba dell’anticonformismo e del talento di épater le bourgeois.

C ’era da aspettarsi dunque che Telephone o Bad Romance suscitassero scandalo, come lei voleva, tra benpensanti e bigotti. Ma che dei motivi orecchiabili e dei look volutamente indecenti ed estremi avessero un contenuto golpista, beh questo è sorprendente.

Ma ne ha indovinato questo segreto carattere lesivo delle istituzioni la lungimirante deputata Binetti, fino a oggi nota più come fan del cilicio e del catechismo che della Carta. Che insorge contro la presenza della cantante all’Europride e motiva il suo sdegno preoccupato nel timore bi partisan che la presenza provocatoria della discussa star offenda insieme Napoletano il Papa e forse Papi. E addirittura che la sciaguratella rechi derisione alla Costituzione, che, ricorda la Binetti (tristemente nota per aver definito se stessa donna di scienza e l’omosessualità, una devianza della personalità), rappresenta il comune sentire degli italiani. Se poi l’aggressione alla Costituzione, ammonisce l’esperta di dogmi incresciosi, sia fatta con l’intenzione esplicita di mortificarne lo spirito, di alterarne l’impostazione culturale di base, credo che saranno molti gli italiani a risentirsene. Non so quanto questo convenga anche a una cultura che vuole farsi paladina dei diritti umani, perché tale atteggiamento non significherebbe essere paladini dei diritti umani, bensì semplicemente paladini di quel diritto che in quel momento si identifica come proprio”.
Per una volta la Binetti parla con cognizione di causa, cattiva peraltro. Perché è proprio una ripetitiva e instancabile costante dell’integralismo al servizio di un regime autoritario e ispirato dal profitto e dall’avidità trattare e commerciare con cinica padronanza temi e valori che in modo inappropriato proprio loro definiscono “sensibili”.

E li definiscono anche non negoziabili. Certo a loro non piace negoziare preferiscono imporre o vendere e comprare per soldi o consenso tanto che potremo aspettarci prima o poi un “condono sessuale” che “abboni” certi comportamenti dietro pagamento concordato purchè, c’è da immaginare, rigorosamente e rispettabilmente eterosessuali.
Noi invece non siamo disposti a condonare la menzogna nemmeno quella “ispirata” che vorrebbe dare luogo a Costituzioni parallele intente a cancellare, guarda un po’, proprio la prima parte della Costituzione, quella dei principi, delle libertà e dei diritti. veri e propri cantieri di iniquità cui lavorano spalleggiandosi complici quelli che stanno soffocando conquiste del lavoro, bellezza, sapere, istruzione e futuro e quelli che negano diritti e dignità delle attitudini, differenze e scelte di vita, affermando la superiorità e la non negoziabilità dei propri valori e il relativismo delle carte, siano la Costituzione o la Dichiarazione universale dell’Onu, per loro solo frutto di terreni e mediocri aggiustamenti politici.
Si tratta di un’allenza sleale nei confronti dei cittadini, una politica impietosa oltre che autoritaria, prigioniera delle proprie logiche, incapace di accostarsi alle vite delle persone, irrispettosa e che nega l’espandersi del rispetto dell’altro, delle sue opinioni, delle sue credenze e delle sue scelte personali e quindi della libertà di tutti e di ciascuno in ogni sfera nella quale voglia manifestarsi.

E che i credenti per primi dovrebbero rifiutare, in nome della loro cultura e tradizione, e i democratici tutti in nome della loro storia, perché la proterva volontà di riscrivere la tavola dei valori costituzionali, stravolgendo l’impalcatura dei diritti di cittadinanza, mostra chiaramente la caricaturale istanza di limitare libertà e di annullare le differenze che in quella libertà devono potersi esprimere.
Una classe politica impietosa vuole condannarci a un supplemento di dolore -che va aggiungersi ancora più iniquamente al dolore di vivere – quello di reprimere, nascondere, vergognarci di scelte inaccettabili per il moralismo, quello di piegare attitudini e esigenze alle convenzioni di una rispettabilità coatta ed ipocrita. Vogliono farci partorire con dolore, morire con dolore e vivere con dolore e senza dignità, forse perché vogliono farci assomigliare a loro e alla loro miserabile imitazione di esistenza, senza pietà, senza compassione e senza amore.