Basta guardarla quella faccia per capire a che punto siamo arrivati. Si, dico la faccia del premier che come un questuante disturba Obama per rivelargli che in Italia c’è la dittatura dei magistrati di sinistra. Persino il contenuto inverosimile, passa in secondo piano di fronte a quel volto che cerca di mendicare simpatia.
Quella faccia la conosco, molti di noi l’hanno già vista: è quella dei mezzi alticci che ti investono con incredibili idee per farsi sganciare qualche spicciolo o anche solo per ricevere un assenso. Sa di bar provincia quando comincia a far sera, sa di desolazioni invisibili. Parrebbe quasi la faccia di chi soffre l’infelicità pubblica, non quella di chi l’ha creata.
Ma siamo al G8, non c’è macchina del caffè che esala vapore, né l’odore triste di vino, rimasuglio degli aliti e delle orme dei bicchieri sul bancone. Però è lui il Cavaliere che funge da attore e da scenografia dello squallore in cui ha gettato il Paese. Quello che ha detto è solo la pessima sceneggiatura che ormai lo tormenta come un’ossessione. E basta osservare Obama per capire che gli avrebbe messo in mano cento dollari pur di toglierselo di torno.
La sconfitta e il declino dell’Italia sono lì in quella scena avvilente, in quell’accattonaggio molesto di chi dovrebbe rappresentarci ed è solo angustiato per i propri destini, per il grido del passato che lo fa tremare e straparlare mostrando le crepe ossessive della senilità.
E in fondo il volto di chi partecipa intimamente dei suoi guai, quasi ad essere tutt’uno con essi: un passato che non vuole passare.


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Ho lasciato questo messaggio sul profilo Twitter di Obama
Dear @barackobama sorry! I apologize for Berlusconi’s behaviour he’s not my president and doesn´t speak in my name!
L’ho visto quel mendicante!.
Ho pensato veramente che fosse un padre in difficoltà
e ho preso dalla tasca tutti gli spiccioli che avevo
e glieli ho lasciati senza guardarli.
Poi l’ho rivisto, nello stesso viale con la stessa
faccia, la stessa di B. con Obama.
Quell’uomo implorante è lo stesso che controlla
quasi tutte la tv italiane pubbliche e private, è lo stesso che controlla Fininvest, lo stesso che corrompe
avvocati e quando ci riesce anche giudici.
E lo stesso che insulta i suoi avversari e saluta la
folla plaudente mentre di fronte al palazzo di giustizia dove si svolge un processo infamante a suo carico.
E’ lo stesso che distribuisce denari, gioielli, macchine di lusso, appartamenti e benefit alle sue
giovanissime prostitute.
C’è ancora chi lo difende a morsi come un cane da guardia la sua cuccia e chi ancora lo adora come
fosse davvero quel grand’uomo che B. non è.