Quando Hegel vide passare al galoppo Napoleone protetto da un nugolo di uomini della vecchia guardia, pensò che ero lo spirito del mondo a cavallo. E forse questa immagine  è quella a cui si addensa il meglio e il peggio della Fenomenologia dello Spirito: il fatto che in alcuni individui si concentri “in solo punto” la realtà e la sua autocoscienza.

Qualcosa di simile mi è capitato guardando le pose della Minetti e delle altre che certo non sono Napoleone (nemmeno io sono Hegel, del resto), anche se sono avvolte da una vecchia guardia di lenoni decrepiti. Mi chiedo se queste signore non abbiano capito molto meglio degli altri che nel liberismo tutti siamo diventati merce e che alla fine tanto vale esserlo fino in fondo.

Mi chiedo se la ” sacralità” del corpo e l’indignazione per la sua violazione non siano un alibi, un lenzuolo per non far emergere apertamente la mercificazione delle persone. Così come un nascondimento è anche lo sbattere in faccia questa condizione sotto forma di gioco come fa Ferrara con le sue mutande. Tanto scoperta e assurda che nessuno ci può credere.

Questo vale per tutto l’occidente, ma in Italia dove non solo si è  merce, ma  anche merce contrattata sottobanco, chissà che la protervia puttanesca delle ragazze di Arcore e dei loro protettori, non sia il risultato di un più acuto senso della realtà.  Che il loro essere così autenticamente mignotte, non serva a far aprire gli occhi e a destare da lunghi sonni, da timorose rassegnazioni . Dopotutto Napoleone era un dittatore, ma diffuse l’idea di libertà nel resto d’Europa, così come molti difensori della libertà hanno diffuso dittatori in tutto il mondo. Non è mai detto.

Quindi non disprezziamole, ma serviamoci anche noi, in altro modo, dei loro corpi esposti. Per capire soprattutto che  lo scandalo e l’indignazione sono pannicelli caldi, alibi anche quelli, se non portano a una semplice autocoscienza: che non serve a nulla alzare il prezzo di noi merce per salvarci. Che proprio il mondo va cambiato.