Anche Bossi, come la Marcegaglia dice che non bisogna festeggiare l’Unità d’Italia. E mica perché lui vuole la secessione, no questo non ha il coraggio di dirlo, ma perché, udite udite, quel giorno bisogna lavorare.

Cioè devono lavorare gli altri, perché nell’Italia delle bugie e delle antinomie, il leader della Lega non ha mai lavorato un solo giorno in vita sua. Ha fatto finta si, quando ha organizzato la festa di laurea, senza aver mai messo piede in un’università. Ha fatto per gioco quando alla moglie incinta diceva di fare il medico a Pavia e si girava tutte le trattorie della zona, trincando e strimpellando. E  la stessa cosa ha fatto con gli italiani: gli ha presi in giro fingendo da medico di fantasia di poter porre ai mali del Paese, mentre uno dei mali era proprio lui, megafono della pancia e il suo voracissimo partito.

Potrebbe festeggiare il 17 marzo affrontando il suo primo giorno di lavoro. Ma purtroppo ha pensato anche a questo: a renderlo difficile il lavoro. Praticamente un genio. Come il figlio.