L’Italia è l’ossessione di Berlusconi e Berlusconi è il carnefice dell’Italia: da una parte rapporto ventennale di astuto e volgare sfruttamento di un sentimento che pure esiste e di abbandono a un triste amore dall’altra.

All’inizio fu Forza Italia, nome dal sapore calcistico, che doveva evocare riti domenicali e facili vittorie, ma  finito poi nell’acre odore degli spogliatoi, nella miseria dei grandi affari privati e degli scannatoi del potere.
E ora, consumato il delitto, ridotta l’Italia a carne di porco per i Marchionne e i ladri di regime, il Cavaliere cambia e nel suo nuovo simbolo elettorale fa comparire solo Italia, così sicuro di averla ormai corrotta al suo livello da azzardare un’identificazione: Italia sopra, Berlusconi presidente sotto.
Ma il copyright del nome appartiene a tutti i cittadini, è un patrimonio comune, è una storia sofferta, appartiene ai vivi e ai morti. Così quel nome di partito non è altro che un’appropriazione indebita, un trucco, una volgare palpata sul bus dell elezioni.
Che lo chiami in altro modo, s’inventi qualcosa se ne è capace, magari Italy tanto per compiacere il provincialismo che è fatto della sua stessa carne, magari Italy off shore per andare sul concreto, Mangia Italia se gli aggrada (e gli aggrada), ma lasci stare i nomi collettivi che ha umiliato con la sua stessa presenza.
Bisognerebbe fargli causa, impedirgli di sputtanare quel nome nel mondo accostandolo al suo.
Anna Lombroso ha avuto l’idea di una petizione che riporto e che nella sostanza dice le stesse cose anche se con l’eleganza che le è propria:
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi avrebbe in animo di chiamare il suo partito “ Italia”.
Ci stupisce perché la concorrenza è l’anima del commercio e la sua azione di governo ha invece avuto l’effetto di togliere al paese qualsiasi attrattiva in termini di competizione qualsiasi potenzialità di business e perfino il desiderio dei suoi abitanti di continuare a viverci, come sarebbe giusto per un posto così bello e carico di una storia che l’attuale classe dirigente vuole dimenticare, di una bellezza che vogliono ostinatamente cancellare e di una cultura che siccome non si mangia è meglio venga relegata tra i rottami improduttivi coi quali si trastullano i comunisti.

E poiché a molti irriducibili nonostante tutto questo posto piace ancora e pensano sarebbe il luogo ideale per ragionare insieme, lavorare senza che si debba cedere a ricatti e sopraffazioni, accogliere chi sta peggio con spirito di armoniosa comprensione, godersi paesaggi e bellezze risparmiati dall’incuria e dal profitto, e viverci insomma e anche morirci con dignità, li invitiamo a riappropriarsi del copyright. E a isolare chi pervicacemente ha fatto dell’Italia un terreno per le sue scorrerie e oggetto di scherno da parte dei paesi civili.

L’Italia non è una sua proprietà. I voti non autorizzano arroganza possessione prevaricazione illegalità. Se vuole trovare un nome che interpreti efficacemente finalità di personalismo autoritarismo repressione disinformazione spregio dei diritti e delle regole illegalità, allora lo chiami semplicemente Berlusconi. Lo può fare, a noi piace la libertà perfino per lui, almeno fino alla condanna giudiziaria e della storia.

Si, sarebbe da firmare.  qui