Da pochi giorni Google, Gogol per premier,  ha attivato un nuovo servizio, il google trend con il quale è possibile verificare il volume di ricerche nel web per un singolo personaggio o evento. Sebbene non sia uno strumento rigoroso, è comunque utilissimo per capire quanto il nome di un personaggio o di un partito è cliccato, suscita interesse e in corrispondenza di quali eventi riceve maggiore attenzione.

Il nome Berlusconi, per esempio è stato più cliccato nel giorno in cui ha incontrato bruscamente il duomo di Milano di quanto non lo sia stato dal 2004 ad oggi. Quello di Ratzinger ha ricevuto un’enorme attenzione al momento dell’ascesa al soglio pontificio per poi discendere a numeri molto bassi, salvo quando ha chiesto perdono per la pedofilia, il 10 aprile scorso. Un discorso che ha fatto crescere l’attenzione in tutto il mondo, salvo che in Italia. E anche questo è abbastanza significativo.

Ora prendiamo due personaggi dell’opposizione.

Ecco il tracciato di Bersani

Come si vede i picchi riguardano il periodo in cui da ministro del governo Prodi propose le liberalizzazioni, poi quando è stato eletto segretario del Pd. Per il resto la curva è abbastanza piatta e su valori modesti.

Questa invece è la “tabella” di Niki Vendola:

Qui, come si vede c’è un picco alla sua prima elezione a governatore della Puglia, poi calma piatta fino al 2008 quando i click cominciano a salire, si infittiscono durante le primarie e poi alla seconda vittoria nelle regionali, ma, con qualche saliscendi, continuano a rimanere alte e su valori assoluti che vanno da due o tre volte quelli di Bersani.

Questo non significa che Niki, sia meglio di Pierluigi, dice solo che è il personaggio della sinistra che raccoglie maggior attenzione, che incuriosisce o affascina. Ma scusate se è poco.

Altra cosa interessante è che mentre i rottamatori nel loro complesso hanno avuto per pochi giorni punte altissime di attenzione e di click, così non è stato per i singoli protagonisti: Renzi, Serracchiani e gli altri, hanno visto aumenti personali praticamente inesistenti, segno che era l’operazione in generale ad interessare, non le ambizioni dei singoli. Con un’eccezione, quella di Pippo Civati che invece ha seguito la curva in ascesa dei rottamatori. Evidentemente  è il personaggio nel quale, a torto o a ragione, meglio si identifica il rinnovamento.

Insomma se siamo circondati da favole e da bugie, Google ora ci fornisce una bussola e probabilmente anche un argine alle troppe chiacchiere  e affabulazioni che ci tocca ascoltare.