I governi dopo non aver fatto nulla un anno e mezzo fa, adesso tornano a lamentarsi dei giochi della finanza, ovvero del reale governo mondiale. Ma faccio una previsione, saranno anche spaventati, avranno magari buone intenzioni, ma non arriveranno a nulla. Perché nella stragrande maggioranza dei casi chi dovrebbe prendere provvedimenti è dentro la stessa logica che smuove le borse e le valute.
Lo si capisce molto bene dal colloquio di ieri tra Obama e la Merkel nel quale è emersa la volontà di regolamentare le borse e, nell’immediato, di “tutelare gli investitori”. Buoni propositi per carità. Ma non si capisce bene perché quando si tratta delle fasce deboli delle popolazioni, come in Grecia, non solo non si accenna ad alcuna tutela, ma addirittura si impone l’impoverimento come inderogabile misura di salute economica. Mentre l’investitore è diventato quasi una specie di figura sacrale, che deve continuare a foraggiare il gioco e la mattanza finanziaria.
Qualcuno osserverà che gli investitori non sono soltanto i privati, ma anche organizzazioni che, al di la della loro forma societaria, rivestono un interesse pubblico, come i fondi pensione, per esempio. Però proprio qui è il nodo: come si fa a tollerare che siano le vittime a finanziare i loro carnefici? Come si può consentire che in borsa si giochino le vite delle persone?
Se non si comincia a sottrarre le forme di tutela sociale al governo mondiale dei soldi, che le usa non soltanto come combustibile per creare enormi profitti, ma anche come forma di ricatto, non si farà nemmeno un passo avanti. Si lascerà che a decidere le sorti di tutti, governi e politica compresa, siano una manciata di uomini e di algoritimi per computer, non controllati in pratica da nessuno. A meno di non essere così creduloni da dare ascolto alle agenzie di rating che sono invece le attrici principali della commedia. Assieme alla banche.
Ma temo che sia persa la cultura politica per pensare davvero di cambiare qualcosa: il mercato si è mangiato lo Stato.


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Il vero problema della depauperazione delle risorse economiche , è che non esistono garanzie per chi investe , o almeno per i piccoli investitori .Il ” parco buoi” non ha nessuna percezione reale di come si investano i propri soldi , sono pochissimi a detenere le redini di quello che viene chiamato libero mercato e che invece è un cartello di pochi speculatori , basta vedere come la consob vigili sulle società quotate in Italia dove spesso i controllori sono gli stessi controllati e come sia ridicolo pensare che l’insider trading possa frenare logiche speculative tutte a danno dei “peones”.
La casta non è solo politica , purtroppo, esiste una casta molto più potente e strisciante che condiziona le sorti dell’umanità ed è più forte di qualsiasi governo: basta vedere cosa stavano facendo le lobby finanziarie usa con i subprime, siamo stati ad un passo dal tracollo generale altro che Argentina e Grecia.
Nicola…leggendoti mi hai ricordato il discorso del grande capo…quando l’uomo bianco si accorgerà che sta distruggendo tutto per i soldi e arriverà il giorno in cui avrà solo i soldi in mano e capirà che i soldi non si mangiano…faceva più o meno così….bè vedesse il grande capo dopo un secolo che anche i soldi sono solo una illusione…e mi chiedo per quanto tempo potremo andare controccorrente…..ed io non voglio subire l’epurazione degli indiani!
E’ vero, è un titolo assai appropriato: oggi siamo arivati al punto di credere che sia la Borsa ad infondere la Vita (Economica) agli esseri umani… eppure, parafrasando qualcuno, un giorno si scoprirà che la Borsa non si può mangiare, e che i danni all’eco-sistema terrestre non sono emendabili dal denaro…
per meccanismo perverso intendo che anche con le migliori intenzioni sei costretto a scendere a compromessi, ad entrare nel gorgo, il titolo di questo scritto mai fu più appropriato come oggi.
Qui non si tratta d’esser pessimisti, ma realisti e già lo vedo un bel passo, le vostre analisi apprezzo e condivido, non vedo però come protremmo cambiare lo stato delle cose, è vero anche che in economia io non sono un gran forza, tenendo i piedi ben saldi per terra continuo ad avere purtroppo una visione di impossibilità da parte nostra di cambiare questo stato di cose, spero di sbagliarmi, ma l’attaccamento al denaro è troppo forte e da sempre e ciò ci ha portati sempre più in forme perverse di sfruttamento e tanto altro.. In tutto ciò che accade l’unico spiraglio che vedo è che per quanto sia impressionante ci troviamo di fronte ad un momento storico di crollo totale di un sistema, ad un passaggio, un cambiamento inevitabile nostro malgrado e forse per fortuna!
A parte la deriva finanziaria del capitalismo, ovvero la sempre crescente “finanziarizzazione” della nostra economia, che l’approssima sempre più ad un gigantesco casinò, il problema cardine è lo stesso paradigma capitalistico, il quale, essendo fallace, andrebbe abbandonato; ed invece si insiste a voler curare l’ammalato con la stessa medicina che l’ha fatto ammalare, solo aumentandone progressivamente ed istericamente le dosi, fino all’inevitabile catastrofe finale… l’Argentina non è servita a nulla.
Non rispondo direttamente al vs articolo,ma mi pare che ci stiamo avviando, e lo dico con amarezza, verso quello che ha detto Monicelli ad Anno Zero…..
Spero comuque che il mio sia soltanto ….un lungo momento…di pessimismo!