In principio compare la rossa. Sapete di chi parlo, della ministra del turismo appartenente all’ordine della giarrettiera, quella che commercia in stoccafissi e pesce congelato come se un rio destino le impedisse di uscire dalla categoria merceologica, anche nel milieu politico. Appare sorridente ed eccezionalmente senza la coscia al vento, non può distrarvi perché, dal sito di http://www.buonivacanze.it vi annuncia la buona novella: il governo, il buon governo di cui fa parte, vi regala dei soldi per le vacanze. Sempre, naturalmente che ve la passiate male, che siate tra quegli italiani che vivono il precariato degli 800 euro, che siate disoccupati o monoreddito con parecchi figli. Il regalo vale persino se siete di quei disoccupati così scorretti da non entrare nelle statistiche di Sacconi. Anzi la rossa con dolce sicumera si attribuisce il regalo e poco importa se gli stanziamenti derivano da due leggi, una firmata da D’Alema e l’altra da Prodi, non dall’unto. Particolari che ai vacanzieri non interessano di certo.
Se non siete rimasti affascinati dalla ministra e avete la forza di proseguire oltre il suo accattivante sorriso, scoprite però che la signora si diverte molto a scherzare con voi. E capite che la magnanima offerta è valida solo per i periodi di bassa stagione, solo per le strutture inserite nell’elenco che generalmente comprendono pensioncine sperdute o magari costosi hotel d’affari nel centro e nelle periferie di grandi città.
Non importa, mica è detto che chi ha un reddito basso non debba accedere a vacanze intelligenti che comprendono la dolce nebbia milanese o il mare d’inverno. Ma forse avrete un qualche turbamento quando arrivate sulla tabella che elenca i redditi che vi fanno accedere al cadeau. Perché vi rendete conto che in realtà dovete anticipare delle belle sommette per avere un po’ di contributi. Se per esempio guadgnate da 0 a 10 mila euro lordi l’anno dovete versare in banca 275 euro per poter disporre di un contributo di 225 euro. Se invece il vostro reddito naviga tra i 15 mila e i 20 mila euro, sempre lordi, bè allora dovete depositare 400 euro per averne 100 di buono. Vi va meglio se siete dei ricconi con 30 -35 mila euro di guadagni, ma con moglie e almeno 4 figli a carico: vi tocca anticipare quasi 1000 euro e ve ne vengono regalati la bellezza di 246. Sempre che andiate fuori stagione e che lasciate i figli a casa, perché con 246 euro ci fate poco.
Per esempio mettete di voler vedere il duomo di Milano, spinti da un’improvvisa onda d’amore. Bene, tra gli alberghi inseriti nell’elenco potete avere grande scelta. Purtroppo quasi tutti vi costeranno 200 euro a notte. Quindi le vostre vacanze gratuite dureranno 24 ore, snelle e caste vacanze berlusconiane. E questo non vale solo per Milano, ma praticamente per l’80% delle località: il massimo che potrete ricavarne sono tre notti.
Ma sarete grati egualmente per l’offerta del ministro. Almeno fino a quando non vi verrà la voglia di andare a vedere i siti di hotel, B&B, pensioni in lista: scoprirete che in bassa stagione, se andate senza il buono del ministero, vi fanno il 25% di sconto. Così senza fare documentazioni, senza dover versare in banca il 60 o il 70% del vostro buono, senza casini, spenderete praticamente la stessa cifra.
A questo punto vi lampeggia l’idea che in realtà il decreto della ministra non serve a voi, ma agli albergatori e alle strutture turistiche più neglette che si potranno effettivamente mettere in tasca i soldi messi in palio. E l’espressione non è fuori luogo: l’offerta ministeriale è a esaurimento dei fondi. Se tardate, siete fuori. Capito questo vi mettete a ridere. Ma volete mettere? Avete riso insieme alla Brambilla.
Com’è buona lei, le vacanze gratis della Brambilla

Grazie Gabriella per le precisazioni che aggiungono un'altra croce su questa iniziativa propagandistica.
Un cul de sac al giorno, toglie la malmostosità d'attorno…
Ogni tanto fa bene ridere
Vorrei fare qualche precisazione. Tanto per la cronaca questa proposta dei buoni vacanza oltre essere ridicola per gli "utilizzatori finali" è una presa per i fondelli e non certo un affare anche per le strutture turistiche eroganti i servizi, contrariamente a quanto da te espresso nel finale. Il motivo è semplice: gli albergatori o strutture extraalberghiere che aderiscono alla convenzione devono:1°) applicare uno sconto che comunque DEVE ESSERE abbastanza cospicuo trattandosi di un'utenza chiamiamo disagiata, sconto che chiaramente si può applicare solo in bassa stagione, quando circolano pochi turisti; se applichi un piccolo sconto tipo 10% non viene nessuno;2°) essere pagati non con moneta sonante bensì con dei "buoni";3°) perdere tempo per compilare un modulo per la richiesta di rimborso, andare alla Banca Unicredit o chi per essa(non ricordo) per depositare modulo e versare contemporaneamente un bel 4% alla banca per il servizio di riscossione;4°) forse e dico forse, ricevere finalmente il rimborso dallo Stato dopo SOLI 60 giorni dal servizio effettuato.Francamente se devo lavorare in questo modo, preferisco andarmene in ferie fuori stagione….e senza i buoni della brambilla!