“Vi ho salvato dal comunismo”. Berlusconi lo dice e lo ripete in continuazione da 17 anni, l’ultima volta due giorni fa. Lo fa dire e ripetere dai suoi in maniera ossessiva tanto che la parte politicamente abulica del Paese ha introiettato questa fesseria e la ripete a pappagallo senza nemmeno sapere ciò di cui parla: nel gioco di specchi della ripetizione, la consapevole menzogna diventa un’inconsapevole verità.
Ma arriva sempre il momento del contrappasso e così in questi giorni gli emissari del premier e di Tremonti sono a Pechino a supplicare che il potente impero rosso, formalmente comunista, non venda quel 18% di bpt italiani in suo possesso, anzi ne compri di nuovi e investa nelle residuali grandi aziende italiane. Cosa questa che ovviamente dovrà avere una consistente contropartita sulla cui natura non è difficile fare un’ipotesi: l’Italia come testa di ponte per l’industria cinese in Europa.
Se il parossistico appello all’anticomunismo avesse un qualche significato e non fosse soltanto un agitare spettri e specchietti per le allodole, per il Cavaliere sarebbe uno smacco gigantesco andare a chiedere proprio alla potenza comunista di salvare l’Italia. Se le allodole potessero pensare chissà quale giudizio darebbero su stesse e sul loro uso di comunista come un’offesa. Ma è una questione puramente astratta: se potessero pensare non sarebbero state allodole di Silvio.
Ma anche se i libri di Tremonti avessero un senso, dovrebbe essere un grave smacco per il ministro dell’economia andare con la mano tesa a Pechino, quando per anni ha denunciato il pericolo di colonizzazione dell’Europa da parte della Cina.
Così adesso Berlusconi dovrebbe dire, vi ho salvato dai comunisti italiani (ma chi, il conte Max?) e vi ho salvato grazie ai comunisti cinesi. Tutto torna però: il non senso del berlusconismo si arrende alla realtà e i suoi dazebao si rivelano per quello che sono sempre stati: carta straccia.


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Una notizia di poche ore fa: i cinesi (il governo e gli imprenditori coillegasti) sono pronti a comprare titoli italiani dichiarando che non si può lasciare deperire una nazione come l’italia.
Vi faccio notare che grazie allo spread italiano è possibile ottenere un mutuo a tasso varisaboile e reivestire in titoli a tasso fisso guadagnandoci. Il mercato sta avvitandosi ma molto seriamente! (grandi affari per gli scommettitori e chi è liquido….).
La Cina è comunista? Allora non ho capito nulla del comunismo.
ma la Cina è la terra promessa del capitalismo occidentale, nessun diritto sindacale, lavoro a cottimo libero licenziamento, sono politiche che anche Tremonti ha inserito nella recente manovra…allora che vuol dire? che la Cina si sta occidentalizzando o che il capitalismo occidentale di sta cinesizzando?
Secondo me l’unico vero comunista rimasto è Fidel Castro, gli altri sono borsa e profitto, non vedo nella Cina alcuna anima comunista, anzi, vedo molto CAPITALISMO RAPACE E CRIMINALE
Siamo davvero al paradosso. Ecco perchè in Italia si sta sfasciando lo stato sociale e la democrazia è diventata un optional. Non mi è mai piaciuta l’ingerenza cinese che sta per affermare un capitalismo dove gli schiavi devono indossare la casacca dell’obbedienza. O forse al premier la Cina piace in quanto non esistono leggi che tutelano i meno abbienti tantomeno una magistratura che cerca di affermare i principi fondamentali di una democrazia ridotta da esseri abietti in fin di vita. Prima la Libia, ora la Cina. Ma che ci sta a fare uno come il cavaliere che ci sta svendendo al colosso del drago nascente. Mi vergogno d’essere cittadina italiana e chiedo asilo all’America. Voglio diventare cittadina americana. Credo nel valore fondamentale degli individui, nella loro capacità ad avere una dignità rispettata e non calpestata. Se il dissenso avesse voce, io e chi la pensa come me staremmo da tutt’altra parte.L’Italia non è più il Paese degli italiani