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Etica alla canna del gas

Napalm-GirlOggi vi propongo un interrogativo etico: è legittimo condannare in altri atti che vengono compiamo in prima persona, magari in misura maggiore, ma che in questo caso vengono considerati legittimi o comunque non degni di riprovazione? E possibile basarsi su questa totale dissimmetria morale? Naturalmente no perché in questo caso non vi sarebbe alcuna eticità e la logica sottostante, peraltro tipica del pensiero criminale, ma solo una logica dell’ipocrisia e del potere. Ora immaginiamo anche solo per un attimo che le ripetute e ripetitive messinscene a colpi di gas nervino messe in piedi in Siria e altrove per colpevolizzare ora Assad ora Putin, non abbiano la palese natura di narrazioni mediatiche, ma che siano reali, fingiamo cioè di essere cretini come ci vorrebbero. Ora anche in questo quadro mi chiedo quale diritto di intervento avrebbero (con conseguenze peraltro sanguinose), potenze che hanno fatto della guerra chimica uno dei loro must, che continuano a produrre queste sostanze letali e che le hanno considerate pienamente legittime quando usate da loro. Anzi che si sono sentite autorizzate a produrre tali veleni al di fuori dei confini per tutelare la propria popolazione e di disconoscere le stragi avvenute a seguito di incidenti colposi durante la fabbricazione.

Lasciamo perdere i trattati di interdizione che includono alcune sostanze e ne escludono altre per fattori contingenti, diplomatici  o di convenienza: questa è solo burocrazia che non sfiora il cuore del problema. Non è certamente un mistero come nella seconda metà del ‘900 gli Usa siano diventati di gran lunga i maggiori gassificatori di tutti i tempi : nel 1964 cominciarono a irrorare il Vietnam con l’agente Orange un diserbante a base di diossine con gravi effetti anche sugli uomini e sugli animali secondo la parola d’ordine “we will smoke them out”, noi li staneremo con il fumo, strategia usata anche nelle caverne afgane, dunque assai più recentemente. Per queste operazioni, trent’anni fa, gli Stati Uniti hanno impiegato 72 milioni di litri di defolianti ed erbicidi, oltre a gas nervini e ad altre armi non convenzionali, creando stragi immediate, distruzione di raccolti ed effetti persistenti sull’ambiente e  sulla popolazione, Poiché l’agente Orange veniva sparso dopo il consueto bombardamento al napalm e al fosforo bianco, è  impossibile stimare le morti dirette: sta di fatto però che a tre decenni di distanza 100 mila adolescenti e giovani nati anche molto dopo la fine della guerra soffrono di gravi patologie e malformazioni genetiche, le stesse che ancora affliggono migliaia di bambini che nascono ai nostri giorni. Complessivamente si può dire che un milione di vietnamiti sia stato in qualche modo “toccato” dall’agente Orange, senza contare ovviamente Laos e Cambogia.

Tuttavia c’è anche di peggio perché le medesime diossine prodotte dalla Union Carbide a Bhopal, in India, in uno stabilimento privo di qualsiasi accorgimento di sicurezza, hanno fatto 20 mila morti, mezzo milione di invalidi e un numero imprecisato, ma comunque altissimo di mutazioni nelle generazioni successive senza che la multinazionale (successivamente comprata dalla Dow Chemical) abbia mai risarcito qualcuno, proponendo al massimo un’elemosina di 400 dollari a morto, e di appena due milioni  per la bonifica del vasto territorio colpito, così che per certi versi vivere o nascere in qual luogo è ancora una roulette russa. Insomma 470 milioni totali da un gruppo che al tempo aveva un bilancio di 26 miliardi di dollari all’anno. Anzi quando i sopravvissuti hanno osato chiedere, dopo oltre vent’anni, che quella miseria fosse finalmente pagata e hanno inscenato una manifestazione davanti alle rovine, l’azienda ha risposto con la richiesta di 10 mila dollari per danni di immagine. Naturalmente gli Usa come Stato non hanno offerto nemmeno un centesimo, ma solo foto e reportage come se l’accaduto non riguardasse da vicino anche le logiche di governance.

Ora sono questi stessi che fingono indignazione per il possibile uso di gas, sfruttando ignobilmente persino strani ragazzini biondo siriano, per accreditare emotivamente  narrazioni peraltro prive di qualsiasi prova. Del resto è noto che quando qualcuno di autorevole osa farlo notare l’informazione maistream chiude i microfoni come è accaduto all’ex capo di stato maggiore delle forze armate britanniche che nel momento in cui ha osato esprimere qualche dubbio su Sky si è visto chiudere i microfoni in faccia. Ma al di là della questione, anche se queste sceneggiate fossero vere i governi occidentali e in primis quelli che hanno direttamente o indirettamente responsabilità nell’uso della chimica bellica, possono strapparsi i capelli e chiedere interventi umanitari, peraltro a suon di bombe, senza prima aver fatto mea culpa, aver processato come criminali di guerra i personaggi ancora in vita che si sono resi responsabili delle stragi, senza distruggere definitivamente gli arsenali e risarcire il danno commesso? A mio giudizio in mancanza di questo di questo riconoscimento non ci troviamo di fronte a posizioni che possono avere un valore etico,  ma solo funzionali, tanto più ipocrite e condannabili in chi pretende una sorta di eccezionalità che si traduce in irresponsabilità e impunità. Dunque in sé non giustificano nulla se non la tracotanza e il dominio come vediamo proprio oggi in un attacco a suon di missile i due terzi dei quali sono stati peraltro intercettati e abbattuti, prefigurando già così la fine dell’Europa dopo il primo colpo.  I criminali di guerra hanno gettato la maschera anche per conservare la loro funzione di criminali sociali.

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Ma quante gassate per una crisi

skripal-716x393-620x393Qualcuno ha notato la straordinaria correlazione che esiste tra l’avanzamento delle truppe siriane e la diffusione di falsi pseudo umanitari destinati a giustificare un eventuale intervento diretto in Siria o comunque a mantenere Assad nel mirino della deplorazione occidentale. Questa volta però Trump ha esagerato con i suoi toni e i suoi tweet e ha trascinato probabilmente oltre le intenzioni, la tipica cretina inglese, zia May e il Napoleone IV di Francia, che forse in assenza della premiere nonna, ha sostenuto di avere le prove del lancio di gas da parte di Assad mezz’ora prima che Trump facesse marcia indietro. Sarebbe solo patetico se non fosse anche criminale, visto che ha affermato di avere le prove dei gas anche lo scorso anno, senza però mai presentarle.  Tuttavia questo precipitarsi nel baratro di attentati fasulli e in finti appelli a un’etica tradita nel momento stesso in cui la si invoca con l’inganno a tutto campo, ha finito per sfociare in una sorta di stato di pre guerra con minaccia di mandare flotta. aerei e sottomarini: francamente un po’ troppo anche considerando il miserabile livello di personaggi che non riescono nemmeno a fare i burattini come si deve. Si tratta tuttavia di un interventismo che ha fatto più che capolino anche altrove in Italia e in Germania, ad esempio.

Il fatto è che la correlazione citata all’inizio è reale, ma è anche povera, cioè prende in esame due soli elementi senza tenere conto che essi sono immersi e collegati ad altre logiche sulle quali agiscono e dalle quali sono agite. La grande gassata in due atti del 2018 non riguarda solo Assad e la Siria, ma suona come un rullo di tamburi ordinato per distogliere l’opinione pubblica dall’ennesimo fallimento della grande promessa della crescita e anzi da un riaffacciarsi prepotente della crisi: in Usa le bancarotte societarie hanno raggiunto in marzo il livello della primavera 2011, dopo circa sette anni di altalena, ma comunque con una media annuale stabile: questa prepotente inversione di tendenza cominciata già a dicembre dello scorso anno non è altro che un venire dei nodi al pettine dimostrando il cattivo stato di salute dell’economia reale non certo curata e curabile con i placebo delle iniezioni statistiche e con le chiacchiere. Lo stesso fenomeno, in forme diverse, sta avvenendo in Europa dove tutti i primi dati del 2018 contrastano con le euforiche previsioni sparate come mortaretti:

  • la produzione industriale in Germania è diminuita dello 0,1% a gennaio a fronte  di un aumento stimato dello 0,5%;
  • la stessa cosa accade in Francia ( – 2%) e in Spagna (-2,6%);
  • gli utili per azione sono stati rivisti al ribasso del 32%
  • la Bce ha modificato le stime sull’inflazione per il 2018, portandole all’ insoddisfacentissimo livello di 1,4%.
  • L’ “indice di sorpresa” adottato da City Group e che misura la distanza tra le attese e la realtà è ai massimi, senza contare i timori inglesi per un’emigrazione da Londra a Francorforte di una serie di società e banche d’affari capisaldi della finanza: in questo caso la Brexit è solo un pretesto che copre i timori per le possibilità di vittoria dei laburisti di Corbyn.

Tutti dati che stanno uscendo a raffica nelle ultime settimane e che prefigurano una situazione nella quale si dovrà cominciare a dire che sulla mitica ripresa si era ancora una volta scherzato, col rischio di far comprendere anche agli ultimi moicani che siamo dentro una crisi irreversibile di sistema: così una forte e lunga deviazione dell’attenzione verso l’altrove siriano, non può che essere la benvenuta, Tanto benvenuta che il MI6 l’ha esplicitamente invitata al party con abito lungo e gas simil nervino, visto che le vittime presunte stanno benissimo e questo non potrebbe in nessun caso avvenire per una vera, anche se minima esposizione a queste sostanze.  Dal momento però che per la stessa classe di eventi si è gridato al lupo troppe volte, adesso la dose di metanfetamine pseudo umanitarie dev’essere aumentata fino al limite del pericolo estremo. Con il paradossale risultato di non essere intervenuti direttamente in Siria quando lo si poteva e di essere costretti ad agitare oggi con più forza questo feticcio ben sapendo che significherebbe il conflitto globale. Ma una bugia tira l’altra e un’idiozia pure, difficile uscire da questo circolo vizioso: si può solo troncarlo alla radice.

 

 


Gli sguatteri alla guerra

kc767_hoseCome tutti sappiamo la Costituzione italiana ripudia la guerra “come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” e nonostante questo un ceto politico, senza distinzione fra destra e sinistra, ha trascinato il Paese in almeno 7 guerre di aggressione negli ultimi 20 anni, tutte ingiustificate e preparate con pretesti, alcune lontanissime dagli interessi italiani e almeno due (Jugoslavia e Libia) del tutto contrarie agli stessi. I responsabili di questo stato di cose, compresi quelli che dopo la dissoluzione  dell’Unione sovietica, avrebbero dovuto lavorare per una uscita morbida da un’alleanza come la Nato che non aveva più senso, si sono invece strenuamente dati da fare per precipitare l’Italia in una condizione coloniale senza uscita. Sprechiamo soldi vitali per la tutela dei cittadini e per l’economia del Paese in avventure ambigue e del tutto inutili, al seguito non solo dei padroni americani, ma persino dei valvassini francesi, inviamo uomini e mezzi laddove non servono affatto, giusto per ribadire lo stato di servitù.

Agli americani non gliene può fregare di meno se mandiamo una delle nostre pochissime e malconce cisterne volanti, peraltro comprate a caro prezzo da loro, nei cieli mediorientali per rifornire i caccia che fanno la guerra alla Siria a suon di bugie sui gas e in appoggio ai tagliagole ingaggiati da Washington, che poi nei momenti liberi fanno qualche ammazzatina in Europa. Ma lo facciamo in qualità di faccendieri per fornire a Washington uno scenario di cartapesta che consenta di parlare di operazione internazionale. Ancor peggio tutto questo viene fatto per iniziativa di un governo scaduto e per giunta di fiducia di quel presidente Napolitano che nel 2010 conferì ad Assad  la Gran Croce  al merito della Repubblica, come “esempio di laicità e difensore della libertà”. Ma se Damasco val bene una messa per il salvataggio di questo impresentabile ceto dirigente che ha rovinato il Paese e lo ha scavato come un topo nel formaggio, ben altra cosa, ben altro tradimento nei confronti dei cittadini è abbandonarsi a questa logica anche per quanto riguarda l’ostilità prebellica con la Russia che p tutt’altro discorso: abbiamo permesso che molte basi americane di ogni tipo, vitali per la soggezione imperialistica  del Mediterraneo, comprese quelle a capacità atomica, occupassero lo Stivale dalla Sicilia al Friuli, il che in caso di conflitto con la Russia significherebbe la distruzione certa di ampie zone del Paese senza la più remota possibilità di difesa né in proprio, né da parte dell’alleato padrone che ahimè non è poi così forte come vorrebbe far credere e come l’informazione mainstream fa credere proprio per non allarmare l’opinione pubblica. Da notare che la sedicente sinistra, non appena si è cominciato a parlare di guerra  e invio di mezzi ha subito abbandonato l’ostilità verso Trump e si lasciata andare al giubilo nonostante il fatto che le storie sui gas a Douma  non soltanto non siano state provate e di fatto vengano asserite solo da ong e organizzazioni che fanno parte integrante del dispositivo occidentale di propaganda, le medesime peraltro e che già nel 2013 avevano tentato l’identica mossa, ma che addirittura abbiano provocato l’esplosione di un conflitto tra varie agenzie dell’Onu sulla consistenza di questa narrazione. Più precisamente tra l’Organizzazione mondiale della sanità che ha fatto propria la narrazione pur non avendo personale e dunque fonti dirette in loco  salvo poi far sparire le prese di posizione sul proprio sito e l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche che invece ha espresso la volontà di controllare da vicino la veridicità di queste affermazioni. Per non parlare della mancanza di riscontri sottolineata dall’ufficio locale del coordinatore delle Nazioni Unite in Siria, che tuttavia partecipa attivamente alle operazioni umanitarie nell’Est Ghouta.

Aggiungo che l’imposizione dell’inglese come lingua universale fa sì che vengano avidamente lettere le chiacchiere in questa lingua e trascurate completamente  le fonti locali o anche quelle russe: così le dichiarazioni ufficiali del comando russo – siriano vengono regolarmente trascurate e, per esempio, con la scusa della lingua non è stato riferito che il 3 marzo scorso è stato scoperto in uno dei tunnel sotterranei della città di Khazram, un laboratorio terrorista per la produzione di munizioni con sostanze velenose. Si tratta certamente di una fonte interessata, ma non lo nemmeno quelle considerate neutrali che in realtà vengono finanziate dai governi interessati a costruire verità.

Ho voluto fare questa panoramica per sottolineare  la tripla irresponsabilità di un governo in carica solo per gli affari correnti e bocciato dagli elettori che si permette di stracciare la Costituzione entrando in guerra, senza aver ricevuto alcuna offesa, sulla base di vicende ancora tutte da provare e che presumibilmente si riveleranno bufale asolute. A me questo esecutivo e l’espressione politica da cui prende le mosse fa venire il voltastomaco, una nausea senza fine.  Il suo posto ideale sarebbe accanto alle basi americane.

 


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