Oggi avrei voluto parlare dei cosiddetti record di caldo che in realtà non lo sono affatto e cito solo il dato della Germania,, Paese dove i database meteo sono di gran lunga i più affidabili del continente, visto che tengono traccia anche delle manipolazioni ex post che si sono verificate sempre più spesso: il can can mediatico ha detto che i 41,3 gradi a Saarbrücken sarebbero la massima temperatura mai raggiunta. Balle purissime: nel 2010 la temperatura arrivò a 44 gradi. Ma credo che a lavare l’asino si perde troppo tempo senza ricavarne granché perché ciò che conta è l’atteggiamento e la disponibilità con cui si guarda al mondo. Questa considerazione è valida per molti aspetti del discorso pubblico e investe anche il doppiopesismo nei confronti di gesti, opinioni ed eventi che vengono valutati in maniera diversa a seconda di quali siano i protagonisti e non per la loro valenza intrinseca. Per esempio è bastato che Elon Musk ( personaggio che peraltro considero deleterio, in quanto espressione di un’oligarchia del denaro che fa la parte del poliziotto buono) salutasse qualcuno, per far dire che faceva il saluto nazista, leggenda metropolitana che si è poi fissata nell’immaginario della banalità quotidiana.

Al contrario un silenzio di tomba è calato su Antony Albanese, primo ministro australiano, di fede laburista, qualsiasi cosa voglia ormai dire questa espressione che via via ha perso di senso. Il quasi omonimo del nostro attore si deve essere ispirato a Cetto la Qualunque, perché, coram populo, durante un’intervista in cui gli era stata posta una domanda innocua sui regali ricevuti durante i suoi viaggi in qualità di capo del governo, si è lanciato in una serie di allusioni velate ai seni della prima ministra giapponese Sanae Takaichi  che aveva avuto la disgraziata idea di donargli dei meloni Yubari King, i più costosi al mondo. La cosa era inequivocabile perché Albanese, come potete vedere nella gif di apertura, ha portato le mani a coppa davanti al petto, nel caso qualcuno avesse frainteso. Poco dopo si è lanciato in aperte allusioni sessuali su Kylie Minogue, una cantautrice australiana che secondo i finissimi idioti volontari del Time  sarebbe una delle 100 persone più influenti al mondo. American Shit allo stato puro. Ma il mal gusto e la gratuità di queste scene da Cetto sono tali che si sarebbe scatenato l’inferno mediatico su Albanese se per caso fosse stato di area politica conservatrice. Invece silenzio assoluto, anche da parte delle femministe che di solito non si lasciano scappare occasioni ghiotte come questa.  È stato quasi interamente compito dei media più conservatori – Sky News e The Australian  – sottolineare l’ovvio, ovvero che un Primo Ministro che avesse mimato il seno di una leader straniera davanti alle telecamere sarebbe stato spacciato entro l’ora di pranzo.

Insomma non abbiamo soltanto le narrazioni che ci vengono propinate dalla mattina alla sera e vanno in replica di notte caso mai qualcuno sfuggisse al sabba bellico occidentale, ma anche l’indignazione selettiva e una inesausta  riserva di ipocrisia e di vacuità travestita da pensiero.