Di certo viviamo in un mondo confuso dove i bandoli della matassa sono spesso nascosti o dove si svolge una rappresentazione che nulla a che vedere con quello che si nasconde dietro lo scenario. È come un transatlantico che viaggia in un mare di iceberg, ma che nessuno può fermare perché esiste un’inerzia che lo fa avanzare anche a macchine ferme. La convinzione dei poteri forti – chiamali così – di controllare e decidere la rotta è anch’essa un’illusione che mentre sta massacrando le società occidentali e i valori a cui esse dovrebbero ispirarsi, si attaccano come molluschi a certe forme, ritualità, istituzioni come se fossero salvifiche: in due parole fanno ciò che hanno fatto da 50 anni a questa parte, come se il contesto fosse sempre lo stesso. Per esempio le Borse vanno a gonfie vele proprio nel momento in cui dovrebbero andare male visto il prosciugamento degli ingenti flussi di denaro derivanti dagli scambi commerciali nella regione verso le banche occidentali. Tutto ciò sta erodendo progressivamente i bilanci di queste istituzioni e sta costringendo le banche centrali a stampare moneta a pieno regime. Una notizia che è stata come una coltellata inferta come una coltellata al fianco è che le grandi aziende tecnologiche americane, Alphabet (Google) , Microsoft, Amazon, Meta e Oracle hanno 1.650 miliardi di dollari di debiti occulti che non compaiono nei loro bilanci, una cifra superiore ai 1.350 miliardi di dollari dichiarati ufficialmente nei loro bilanci. È sorprendente che queste aziende abbiano più debiti fuori bilancio di quanti ne dichiarino, e le norme contabili lo consentono fino a quando i data center che stanno costruendo non saranno operativi. Quattro di queste cinque società pubblicheranno i loro bilanci nelle prossime due settimane, e sarà interessante vedere se i mercati prenderanno atto di queste nuove rivelazioni o se faranno finta che vada tutto bene.
Sarà probabilmente così perché che Tutto va bene è la commedia messa in cartellone da quando tutto sta andando male. La demenziale guerra contro l’Iran sta facendo mancare un 15 per cento abbondante di petrolio, che non significa solo carburante, ma anche un’estesa gamma di prodotti vitali per l’agricoltura e l’industria, ma sembra che tutto questo non sfiori la fantastica marcia della finanza. Eppure se queste società, dovessero fallire ci sarebbe una tempesta molto più violenta di quella dovuta a suo tempo dal crack di Enron: dopotutto esse rappresentano un terzo della capitalizzazione del Nasdaq. Insomma tutto questo mondo sta affondando senza che nessuno sembri coglierne i sintomi. Tutto questo non riguarda solo le borse e i cosiddetti investitori, ma si collega direttamente alla guerra tecnologica sull’Intelligenza artificiale che gli mUsa hanno aperto con la Cina. Oggi persino i fogli più accanitamente globalisti e neoliberisti ammettono che la guerra tecnologica contro Pechino è stata un fallimento totale: le aziende cinesi di IA hanno colmato il divario prestazionale con i loro concorrenti statunitensi, offrendo i loro servizi a una frazione del costo e con molte meno restrizioni. La scorsa settimana, la startup cinese Moonshot AI ha rilasciato il suo nuovo modello, Kimi K3. Ha superato “Fable 5” di Anthropic e “GPT-5.6 Sol” di OpenAI nei test di programmazione e ha surclassato “Opus 4.8” nelle classifiche generali, il tutto a un costo inferiore del 40%. Poi è arrivato un duro colpo per le offerte di intelligenza artificiale statunitensi: il 27 luglio, Moonshot renderà “Kimi” disponibile come suite aperta, consentendo a qualsiasi azienda o governo del mondo di scaricarlo ed eseguirlo sul proprio hardware, senza restrizioni o abbonamenti.
Ed è chiaro che a questo punto i debiti occulti avranno un peso determinante. Ma la soluzione del “mondo libero” è in pieno stile sovietico, Il che, tra parentesi, ci dice molto sull’eterogenesi dei fini insiti negli ideologismi globalisti: Trump sta infatti meditando, come scrive Axios, di vietare i modelli open source cinesi negli Stati Uniti. Ma sopprimere semplicemente la concorrenza porta a risultati prevedibili che trovano peraltro molti precedenti storici: le aziende protette possono starsene tranquille a sviluppare nuove strategie di vendita e di sfruttamento della loro posizione invece di generare innovazioni di successo. Se si volesse un’immagino del declino perfetta sarebbe proprio questa: la testa sotto la sabbia per non vedere ciò che si sta preparando. E forse questa posizione dello struzzo si adatta benissimo agli scenari mediorientali che stanno catalizzando il disastro dove c’è abbastanza deserto dove nascondere qualsiasi testa, specie le teste di… il completamento della frase lo lascio ai lettori.


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Se vuoi dimezzare un debito in dollari , devi dimezzare il valore dei dollari oppure restituirlo stampandoli al costo della carta e dell inchiostro !
Il risultato non cambia e il costo neppure .
Solo che lo prendono nel polacchino i creditori , cioe il 95% del mondo !!!
In piu per farlo devono avere l appoggio di tutti i lecca culo politici e dell informazione .
Ne riparliamo a settembre , godetevi la spiaggia e l ombrellone !
Gli Usa non cambiano mai pelle . Anche stavolta hanno vinto le lobby .
https://giubberossenews.it/2026/07/23/rubio-dopo-lincontro-con-lavrov-a-manila-lo-spirito-di-anchorage-e-finito/
La politica del pacco contropacco e contropaccotto , sembra un film di Nanny Loy
Consigliatissimo da asvoltare .
Quando si nasconde la testa nella sabbia si lascia il didietro indifeso.
Una manna per gli uccelli paduli!
Teste di… struzzo!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Completo con sommo piacere
Non per far il cavilloso, ma questo è valido per la Ue. In Italia, la testa è nel Wc (eufemismo). Usata come scopino per pulirlo.