Fin dai tempi del Vietnam si chiama escalation, una parola che ai presidenti degli Stati Uniti è molto cara, essendo una delle più usate nel gergo dell’imperialismo. Ma pare che stavolta l’escalation vera e propria la stia facendo l’Iran perché risponde ai raid americani su strutture civili (ovvero quelle meno difese, quelle più facili e più adatte ai vaneggiamenti di potenza) e che hanno fatto finora 38 vittime, colpendo le basi militari americane, le petroliere che tentano di lasciare il Golfo Persico, ovviamente di nuovo chiuso e le strutture vitali di altri Paesi che offrono agli Usa la loro sponda, come, ad esempio un impianto di desalinizzazione in Kuwait, cosa che costituisce un gravissimo colpo per un Paese del tutto artificiale che è totalmente privo di corsi d’acqua.  I colpi sono stati durissimi. Tiri missilistici e lancio di droni hanno colpito la principale base del comando Usa in Giordania e un’altra base aerea distruggendo e danneggiando numerosi aerei cisterna oltre a diversi caccia. ““Oltre al Centcom, sul vostro territorio sono schierati una base aerea e decine di aerei cisterna statunitensi, F-35, F-15 e F-16, da dove attaccano il popolo palestinese, l’Iran e il Libano. Ora tocca al nobile popolo e all’onorevole esercito giordano compiere il proprio dovere e colpire gli interessi degli Stati Uniti, aggressori e anti-islamici, per purificare la Giordania dalla macchia dell’occupazione americana”, dice una dichiarazione delle guardie rivoluzionarie.

Ma il colpo più incisiva è stata la distruzione di un importante deposito di armi in Iraq, alla periferia di Erbil a cui si riferisce l’immagine di apertura: le esplosioni secondarie sono durate ore e secondo quanto è dato di sapere anche un sistema Patriot è andato distrutto assieme a decine di missili antiaerei. La notizia è importante anche perché rivela a pieno il bluff della difesa americana basata su sistema d’arma estremamente costosi, ma a quanto pare obsoleti e incapaci di difendere gli obiettivi dagli sciami di droni.  D’altro canto Trump è del tutto incapace di sottrarsi alle sirene della guerra. dopo aver firmato il famoso memorandum d’intesa in cui erano accolte molte richieste iraniane è stato sommerso dalla scomposta reazione di guerrafondai americani e lobby sioniste che consideravano la pace una specie di capitolazione. Per questo quell’accordo ha cominciato a sfaldarsi non appena firmato, semplicemente perché Trump non ha alcuna vera autorità e autonomia e né lui , né gli Stati Uniti sono mai stati noti per la fedeltà ai loro solenni impegni. Anzi, nell’ultima settimana The Donald , come prevedibile, si è lasciato andare a numerose “invenzioni”, dichiarando che il patto includeva ogni sorta di cose che non prevedeva e che gli iraniani si erano assunti altri impegni che hanno fermamente negato, con il vicepresidente Vance che a volte ha offerto gli stessi travisamenti, benché voglia apparire in una sorta di presidio di moderazione. In un’intervista a Fox News , Trump ha persino minacciato di morte i negoziatori iraniani , un comportamento tutt’altro che conforme al protocollo diplomatico di base. E infine il governo israeliano si è rifiutato di conformarsi a qualsiasi disposizione del documento relativa al Libano.

Dire che qualcuno vede ancora Trump come il campione della lotta al globalismo, mentre è pienamente implicato in ciò che il globalismo vuole, vale a dire lo stato di eccezione senza fine , che in questo caso è una linea continua di guerra dall’Ucraina all’Iran, con il quale frastornare i cittadini e renderli di fatto impotenti di fronte al tentativo di militarizzare la città e di esercitare controlli su tutte le loro comunicazioni. Tutto in questa fase va gestito dal potere in maniera che il bubbone sia dolorante, ma non esploda, che si viva sempre sul filo del rasoio; poi quando le strozzature commerciali conseguenti alla guerra ad oltranza si faranno sentire in maniera acuta e in modi perfettamente prevedibili, ma imprevisti per la popolazione, tutto sarà più facile. Come sempre o ci si libera da soli o aspettare che qualcuno lo faccia per noi , è soltanto un’illusione.