E tutti giù per terra. Gli ultimissimi giorni sono stati una specie di seduta di autocoscienza del mondo occidentale e della china sulla quale sta scivolando precipitevolissimevolmente. Innanzitutto la caduta del governo francese prima ancora di entrare in carica, sancisce il divorzio definitivo tra il sistema politico e la cittadinanza rendendo insostenibile la posizione del presidente Macron. L’idea di dare l’incarico di formare un esecutivo al ministro della difesa, evocando così la volontà di guerra non è certo stata vincente, proponendo tra l’altro un personaggio come Lecornu, nome che anche in francese appare ridicolo. Visto che un governo centrista non riesce ad essere formato, a Macron non rimangono che due strade: o continuare a bruciare un personaggio dietro l’altro, magari tentando con un Lecon, oppure allearsi con i socialisti o con la destra. Ma chi vorrà sputtanarsi guidando un governo il cui scopo è fare strame dello stato sociale che rimane in Francia? Non credo che Mèlenchon possa accettarlo e men che meno Bardella. Al fondo non rimane che una realtà ineludibile, ovvero che i guai della Francia originano in gran parte da quella costruzione europea neoliberista e a moneta unica rigida, che sta fossilizzando ed erodendo le economie del continente con le sue assurde prescrizioni ed esaltando una guerra che prevede, oltretutto, le sanzioni suicide che si sono volute comminare alla Russia. Dunque questo fallimento del sistema francese è un colpo non solo per la Francia, ma per l’intera Ue che comincia visibilmente a scricchiolare.

L’altro evento di un certo rilievo è la scoperta che Charlie Kirk, due giorni prima di essere assassinato, aveva diffuso un messaggio in cui dichiarava di voler rompere definitivamente i rapporti con il sionismo: “I donatori ebrei si scontrano con tutti gli stereotipi. Non posso e non voglio essere vittima di bullismo in questo modo, non lasciandomi altra scelta che abbandonare la causa filo-israeliana.” Nella sostanza Kirk si lamenta del fatto che i ricchi ebrei che donavano soldi al suo movimento non sopportassero alcuna critica su ciò che stava accadendo a Gaza e che insomma lo pagavano solo per fare propaganda filo – sionista. Lo stesso Netanyahu aveva, in prima persona, offerto a Kirk dei fondi per svolgere un’azione pro Israele. Ma già dal luglio scorso i rapporti si erano incrinati, cambiamento che era diventato palese durante un incontro ospitato dal miliardario, gestore di hedge fund e donatore filo-israeliano, Bill Ackman, al quale partecipavano vari influencer americani. Dunque la pista israeliana riguardo all’assassinio si rafforzano, tanto più che le autorità non riescono a darne una spiegazione minimamente plausibile dell’assassinio.

Il terzo accadimento è la dichiarazione a sorpresa di Angela Merkel che, durante una visita in Ungheria ha detto che la Polonia e gli Stati baltici condividono una quota di responsabilità per l’invasione russa dell’Ucraina, affermando che la loro resistenza ai negoziati guidati dall’Ue con Vladimir Putin nel 2021 contribuì indirettamente alla successiva guerra. Ora, la Merkel aveva orgogliosamente affermato che i due trattati di Minsk del 2014 e 2015 erano solo stati un raggiro da parte degli europei e della Nato nei confronti della Russia e siglati solo per dare tempo all’Ucraina di armarsi fino ai denti. È abbastanza chiaro che questa nuova dichiarazione, non soltanto tende a scaricare qualche responsabilità, anche personale per lo scoppio della guerra, ma ha anche lo scopo di prendere le distanze da un conflitto che ogni giorno di più si profila come una sconfitta, nonostante il disperato tentativo dell’apparato mediatico di nascondere questo stato di cose. Sapendo poi come gli Stati baltici e in parte anche la Polonia non siano molto di più che una succursale di Washington, è abbastanza chiaro che Merkel abbia voluto indirettamente indicare negli Usa la radice del conflitto. E per giunta ha accennato al fatto che sia stata la pandemia, con l’impossibilità di incontri personali, a far pesare la bilancia verso la guerra, singolare e rivelatrice notazione di certe occulte sinergie. Naturalmente c’è stata una reazione dura da parte di Varsavia che ha affidato all’ex primo ministro Mateusz Morawiecki, il compito di bacchettare Angela, inserendola “tra i politici tedeschi più dannosi per l’Europa dell’ultimo secolo”. Dal momento che Angela Merkel è stata il capomastro del cantiere oligarchico nel quale è stata realizzata la Ue post Cee, possiamo vedere le profonde crepe che si stanno aprendo nei muri maestri.

Insomma si assiste al graduale disvelamento del canovaccio che guida la miserabile recita delle oligarchie e se ne comincia a scorgere sempre più la filigrana. Sempre che questo abbia un qualche effetto sulle popolazioni di lotofagi stese sui divani.