Non saprei dire in maniera specifica quali pensieri susciti l’espressione “Intelligenza artificiale”, ma credo che generalmente si sia portati a pensare che essa sia qualcosa di autonomo rispetto alla mente umana, insomma una vera forma di intelligenza capace di ragionamento proprio che gli integrati credono salvifica mentre gli apocalittici temono che alla fine ci soppianterà e deciderà per noi. Altri ancora rimangono affascinati dalle interrogazioni che fanno nei vari strumenti gratuiti che ormai nascono come funghi, meravigliandosi che non sempre, ma spesso, le risposte siano sensate.  La realtà finora è molto più banale: si tratta di  estrarre contenuti appropriati dai data base a disposizione che sono enormemente più ampi rispetto al passato o nei casi più avanzati di mescolare i dati di input secondo uno schema imitativo in maniera da apparire creativa ( e c’è da dire che in questo è perfettamente in linea con la cultura contemporanea), mentre è soltanto casuale e/o priva di senso.  Il problema è che i contenuti su cui l’IA può spaziare possono essere ampiamente condizionati da algoritmi che assegnino maggiore importanza a certe cose piuttosto che ad altre. E questo, ovviamente non lo sappiamo.

In due parole l’intelligenza artificiale può essere un ottimo strumento di propaganda poiché viene a torto ritenuta insospettabile. Un analista americano ha voluto fare alcune prove su diversi sistemi di IA gratuiti  chiedendo informazioni sul recente aumento del prezzo della benzina a Mosca e San Pietroburgo. Tali aumenti sono stati mediamente dello 0,6 per cento tra maggio e giugno e della stessa entità tra luglio e agosto e agosto. Tuttavia i sistemi di intelligenza artificiale hanno ritenuto modesti i primi aumenti e molto significativi i secondi con una evidente discrasia e per giunta hanno attribuito la crescita dei prezzi al consumo dovuti agli attacchi dei droni ucraini contro importanti raffinerie di petrolio.  In realtà l’aumento è dovuto per una certa quota all’inflazione e il resto alla crescita dello 7,5 per cento dei costi di estrazione. Anzi il fatto che i prezzi dei carburanti siano governati e non affidati al cosiddetto libero mercato, ha fatto sì che gli aumenti siano più contenuti rispetto ai fattori che li hanno generati. Il danno parziale a due impianti di raffinazione, provocati dal regime di Kiev, c’entra poco o nulla con tutto questo e non è molto intelligente farne la causa principale degli aumenti. Insomma il Qi dell’intelligenza artificiale sembra essere completamento sovrapponibile a quello della propaganda più becera del regime di Kiev.

Ma si potrebbero fare mille esempi oltre a questo. In generale l’intelligenza artificiale è un sistema che non sfugge a una regola generale: garbage in – garbage out. Se metti spazzatura nei data base di riferimento o fai in modo che essa sia valorizzata rispetto ad altre informazioni, un po’ come succede per i motori di ricerca, ecco che i risultati non saranno che spazzatura. Se poi tale rumenta viene reimmessa in circolo grazie alla diffusione delle risposte nei social, nelle tesine, nei discorsi da bar e i loro strascichi in rete, si crea un circolo vizioso che alla fine porterà alla creazione di un’enorme discarica intellettuale. La “robotizzazione” della società comincia in realtà già dalla robotizzazione preventiva dell’essere umano e dalla sua omologazione: si tratta quasi di un movimento convergente in un punto zero che è davvero il nulla.

Ad ogni modo è evidente che i padroni della rete si stanno dando da fare per trasformare l’intelligenza artificiale in un nuovo sistema di propaganda che man mano tende ad elidere ogni tesi controversa rispetto alle verità di fede del sistema e al catechismo mediatico che esse generano. E naturalmente se una cosa la dice l’IA va presa come fosse vangelo o quanto meno come un contenuto neutrale, nemmeno immaginando che esso possa essere gestita da chi ne ha in mano le chiavi: come sempre il padrone più insidioso è quello che non si mostra e si nasconde dietro il paravento della scienza e della tecnologia.