Non so quante volte nell’ultimo decennio ho sentito evocare la complessità, con tanto di aedi, scuole e profeti della stessa, eppure a me sembra che mai come in quest’ultimo periodo il semplicismo e la sciatteria intellettuale siano diventate un segno dei tempi. Per esempio abbiamo nugoli di persone dotate di laurea in economia o di master, corsi, seminari e non so quale altra diavoleria inventata dalla paludata ignoranza contemporanea in questa materia di studio, senza nessuno che abbia il minimo sospetto che sia una scienza auto avverante ossia che gli strumenti di analisi siamo costruiti proprio per giungere a certi risultati e verificare la teoria o meglio l’ideologia sottostante. Ancor peggio, rispetto a questa cecità teoretica, è il fatto che la platea sempre più grande di persone che per qualche verso hanno un qualche pezzo di carta in economia, non sembra afferrare il motivo per cui Trump ha lanciato la sua campagna di dazi, ovvero quella di affrontare un anno cruciale per il bilancio statunitense e l’enorme peso del debito.
Se ne era parlato anche in campagna elettorale o meglio si era discusso in maniera un po’ tecnica su come affrontare questo anno di passaggio in cui incombono poco meno di 9 trilioni di dollari di titoli a breve scadenza, ovvero quelli che vanno da un mese a un anno con un rendimento medio del 4,16 per cento, almeno prima del 4 aprile. Bene, con questa manovra sui dazi e i timori di recessione che essi hanno suscitato, l’interesse è calato e gli Usa dovranno pagare di meno sul debito a breve termine mentre il calo azionario non fa altro. Trump è un uomo di affari ed è abbastanza abile in questo, ma disgraziatamente non si trova a competere con altri magnati per la conquista di una lottizzazione, si trova invece in un contesto internazionale delicato, dove questo sistema per ridurre il debito risuona di fatto come un colpo di pistola in chiesa, come una minaccia unilaterale che per di più ha effetti immediati, ma non strutturali sul debito che, anzi, rischia alla fine di aumentare ancora di più. Non solo, ma rende abbastanza chiaro a chiunque che ormai gli Usa in prospettiva abbiano da offrire solo questo: ovvero di ridurre il proprio debito a spese altrui. Tutto questo è un formidabile assist alla dedollarizzazione (che ovviamente coinvolge anche l’euro, in quanto dollaro di serie b) e alla creazione di nuovi circuiti commerciali che escludano gli Usa.
Come detto, le cose sono complesse e a ogni azione non corrisponde una sola reazione, ma parecchie e contraddittorie visto che stanno venendo al pettine nodi e snodi mai toccati da molti decenni, così che il mondo sta cambiando a una velocità straordinaria dopo essere rimasto fermo per troppo tempo. Ma Trump, molto affarista e poco statista, non è certo il solo ad essere senza una bussola che indichi un qualche Nord. La stessa cosa dicasi – e a maggior ragione – della Ue anti trumpiana che vuole vendicarsi dei dazi in maniera davvero singolare, ovvero spendendo centinaia di miliardi di dollari in armi americane con il pretesto di fare la guerra alla Russia. Insomma, mentre la Casa Bianca tenta fuori tempo di ristabilire una sorta di potere di ricatto planetario dopo lo smacco delle sanzioni alla Russia che hanno rivelato i reali rapporti di potere, la Ue cerca per dispetto ideologico di continuare la disastrosa politica di guerra di Biden, arricchendo l’amministrazione Trump.
Certo la comunione di cervelli di Bruxelles dovrebbe essere studiata scientificamente per capire come mai essi siano così poco efficienti. Ma in ogni caso, è evidente che l’unica strada percorribile per il nostro continente è di aprirsi alla nuova multipolarità invece di aggrapparsi al potere occidentale in agonia, cercando per giunta di essere più realista del re: questo è ormai un vicolo cieco perché, come ha scritto Michel Hudson, non sono più possibili situazioni win-win ovvero quelle in cui entrambi i contraenti conseguono dei vantaggi. Ora l’Occidente in declino cerca di trattare solo situazioni vantaggiose di per sé e proprio per questo perde sempre più terreno.


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Una domanda per i più informati, alla manifestazione dei pacifinti con in testa tentenna il bradipo c’era anche la helly e la bandiera + Europa e quella LGBT+?
Te’, ciapa chi:
https://infosannio.com/2025/04/04/il-pd-aderisce-alla-piazza-per-la-pace-del-m5s/#comments
Visto, roba da far rabbrividire, un accozzaglia di furbi, di illusi, froci, lesbiche e culattoni, tutti per più Europa come se l’Europa non fosse la causa di tutto.
Tutto e il contrario di tutto,
Ah ah ah!
Da quando attributo “complesso”… sostituito e definitivamente archiviato equivalente più ruspante e concreto “complicato”… iniziata accelerare strutturale frana intellettuale occidentalis!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Certamente i danni che subiremo saranno enormi .
Per ridurre i prezzi dei beni da esportare si comprimeranno costi e prezzi delle materie prime
inoltre l america vendera i prodotti agricoli a prezzi piu bassi .
Un primo esempio si e avuto giovedi sui cereali ( frumento e grano duro scesi de 5%.
Ma questo non aiutera l europa , e i cittadini europei , ma sara una compressione dei guadagni .
Siccome nessuno rinuncera ai prezzi folli che si sono formati nei negozi, bar, ristoranti, servizi si ridurranno i consumi e cosi l occupazione in una spirale di recessione .
I nostri governanti non sembrano in grado di gestire questo fenomeno di inflazione/Recessione
per cui si creeranno sempre piu poveracci e morti di fame – contrapposti a ricchi sfondati .
Vi porto un esempio , il mese scorso mi fermo in una gelateria nel trevisano e non vedendo i prezzi esposti chiedo quanto costasse un gelato .
Mi si e risposto 3, 8 eur .
Mi sembro troppo , scusai il gelataio e lui si incazzo dicendomi che era colpa del caro ingredienti .
proseguendo trovai a pochi metri altra gelateria affollata .credendo che fosse piu economica .
Sbagliato , li costava 4 euro .
Comprai l ultimo mio gelato che mangero nel trevisano eppoi ragionai intanto che gustavo .
le risposte che mi diedi sono 2
O a treviso sono cosi ricchi da comprare un piccolo gelato a 8000 delle vecchie lire .
oppure risparmiano su altre spese e poi si gratificano con 12 o 16 euro a famiglia .
Adesso con i dazi el industria e l agricoltura che andra in crisi , i gelati
Scenderanno di prezzo ?
Aumenteranno ?
Oppure continueranno a magiare gelati carissimi e le sofferenze bancarie ed i fallimenti aumenteranno?.
Al momento le masse non hanno recepito il problema,
Continuano come niente fosse a spendere e spendere in viaggi vacanze ristoranti senza un domani,
Chi vivrà vedrà