Potrebbe sembrare incredibile, ma mentre i documenti di identità sono richiesti per qualsiasi cosa, si può andare a votare senza che nessuno li richieda e quindi una sola persona, magari senza nemmeno la cittadinanza o la residenza, può votare più volte in tutti i seggi disponibili: questa è la ben nota democrazia americana, che forse sarebbe più giusto chiamare brogliocrazia. ll governatore della California, Gavin Newsom, ha appena firmato una nuova legge che vieta alle amministrazioni locali di richiedere ai residenti di presentare un documento d’identità per votare. Tale legge è stata emanata per contrastare la decisione della città di Huntington Beach, di richiedere ai votanti la presentazione di un documento d’identità con foto alle urne. Del resto la California è tra i 14 stati degli Usa che non richiede l’identificazione degli elettori.

La giustificazione portata per questa assurdità, come spiega Politico in uno dei consueti esercizi acrobatici sul nulla, sarebbe quella di aiutare “i cittadini poveri ed emarginati che non hanno le risorse o l’intelligenza (sic!) per ottenere un documento, ma che vogliono comunque partecipare alle elezioni”. Siamo veramente nel mondo di Alice, perché semmai bisognerebbe fornire assistenza a questi cittadini e non esimerli tout court dalla possibilità di identificazione alle urne, anche perché in questo modo tali persone non possono svolgere alcuna attività legale, salvo votare. È fin troppo palese che si tratta di giustificazioni così grottesche e incongruenti che lasciano scoperto l’unico fine possibile, ovvero quello di servirsi di una consistente massa di manovra per alterare il risultato elettorale.

Il caos americano davvero non ha fine e leggi di questo tipo non fanno altro che rafforzare la convinzione che le elezioni vanno bene solo se confermano il potere delle oligarchie. Non ci sono stati problemi fino a che la “rappresentazione” della democrazia era garantita da un bipartitismo di facciata, con poche differenze tra i contendenti e il dominio di fatto della finanza e delle corporation, ma ora che le posizioni divergono in maniera più decisa ecco che il processo elettorale viene investito da fenomeni degenerativi. Cosa direbbero quegli “osservatori internazionali” spesso risucchiati dal Washington consensus, se in un qualunque Paese non identificassero gli elettori? Che si tratta di elezioni farsa. Ecco, forse sarebbe il caso di mandare osservatori anche negli Usa dove incombe un terzo mondo di ritorno.