Nessuno ci aveva abituati alla prospettiva e al paesaggio del declino, anzi chi poteva contestare le magnifiche sorti e progressive di un impero che aveva sotto controllo l’intero pianeta e che pervadeva con la sua lingua un immaginario sempre più scarno e grossolano? Del resto il sistema neoliberista evocava la fine della storia pretendendo di essere per sempre come un diamante. Dunque per decenni ci si è concentrati solo sui destini individuali come se la società non esistesse e le tesi del capitalismo estremo fossero un portato di natura. Credendo che l’abominevole e vacuo mondo proposto su vari livelli dai media fosse l’unica realtà possibile. Adesso però vediamo che le travature di questo sistema sono sempre state marce e le vediamo cedere tra inquietanti scricchiolii, senza capacità di reagire.
Qualche giorno fa alla Casa Bianca, la riunione di gabinetto (cui si riferisce l’immagine in apertura) che non si teneva da un anno, è stata presieduta non dal presidente on carica che manifestava evidenti difficoltà di parlare, ma in modo del tutto irrituale e sconcertante da sua moglie Jill, nipote di un certo Gaetano Giacoppo, originario di Gesso, frazione del comune di Messina, che certamente è più sveglia del marito, ma che si è sempre interessata solo marginalmente di politica e men che meno di geopolitica. Adesso pare che firmi i documenti col sigillo presidenziale. Come se questo non bastasse il vecchio Joe ha avuto modo di offendere il leader indiano Narendra Modi, dimenticandosi di chi fosse. Mi sono dilungato per mostrare come nel periodo più pericoloso per il mondo intero gli Usa sono completamente gestiti da tirapiedi come Jake Sullivan e Antony Blinken, ma soprattutto dalle varie agenzie, da agenti dello stato profondo e dai lobbisti del globalismo.
Dentro questo interregno si situano i crimini di guerra del governo Netanyahu che spera di salvarsi approfittando della situazione e infierisce sui palestinesi senza che nessuno dica nulla a Washington. Soprattutto la confusione che regna nel ramo esecutivo degli Stati Uniti è una ghiotta occasione per trascinarli in una guerra più ampia con l’Iran. Lo stesso disorientamento di cui vorrebbe approfittare Zelensky per scatenare una guerra mondiale che ovviamente non salverebbe l’Ucraina, ma solo se stesso e la sua banda. Tuttavia non siamo semplicemente di fronte a una crisi di leadership e per rendersene conto basta fare riferimento alla totale assenza di cervello di Kamala, alle incertezze metafisiche di Trump e al fatto che entrambi i candidati accusino l’altro di essere un pericolo per la democrazia, il che significa che la democrazia non esiste più se non come mera ritualità. Samo invece di fronte a una crisi di sistema che preannuncia quella dell’impero, anzi che ne è una conseguenza, anche se in questi casi è difficile distinguere causa ed effetto.
L’amara ironia è che questo spettacolare degrado della democrazia avviene nella nazione che si proclama “leader del mondo libero”. La disconnessione tra finzione e realtà rende gli Stati Uniti da una parte oggetto di scherno e di ridicolo, dall’altra soggetto di indignazione e di paura: la sua classe politica sta inspiegabilmente promuovendo il genocidio in Medio Oriente con un infinito sostegno al regime israeliano e attuando provocazioni sconsiderate in grado di provocare un conflitto nucleare, mentre impone l’inutile massacro di ciò che resta dell’Ucraina. E non contenta minaccia un giorno sì e l’altro pure una guerra contro la Cina. Persa la capacità di essere un riferimento trainante per gli altri si affida alla minaccia militare, peraltro molto relativizzata dalla Russia. In ogni caso gli Usa sono oggi il peggior nemico di se stessi e la minaccia più pericolosa per un ritorno alla pace.
Dunque ogni domanda diventa lecita: Trump sopravvivrà alla campagna elettorale, ci saranno effettivamente elezioni o grazie a qualche evento eccezionale, appositamente preparato, verranno rinviate a data da destinarsi, ci sarà qualcosa di definibile come guerra civile e l’Europa continuerà ad esistere? Difficile rispondere, ma il fatto stesso che ci si interroghi su questo testimonia il fallimento sistemico dell’Occidente complessivo e il tramonto di un’era. E sarà subito notte.


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L’impero sta crollando ma non perchè sta trionfando il bene sull’imperialismo, ma perchè l’elite sempre più avida, ingorda e senza ideali ha pensato solo ai propri interessi senza il minimo riguardo degli interessi nazionali o dell’alleanza, con il risultato che mentre affonda, sulle sue rovine una manciata di maiali erge piramidi di soldi e lussi più alte e sfarzose che mai. è l’occidente delle persone comuni quello che realmente affonda. Tutte le tensioni crisi sanitarie, militari o mediatiche che creano non hanno lo scopo di ristabilite una qualche supremazia occidentale, ma di alimentare il mostro della speculazione… non ci sono più gli USA o l’Europa, ci sono solo cerchie ristrette d’interessi di multinazionali e speculatori e i loro tornaconti… se la Cina da stato rurale e molto più arretrato adesso ci sotterra, è esattamente grazie a alle delocalizzazioni di comodo di queste che mentre assorbivano fiumi esorbitanti d’incentivi pubblici da una parte, massimizzavano i ritorni producendo in asia, e attuavano politiche per eliminare la concorrenza nei paesi dove avevano influenza politica e potevano usare il braccio armato della burocrazia per far fuori tutti i potenziali concorrenti creando monopoli di mega conglomerati parassiti e svuotando così l’occidente del motore di sviluppo e crescita.
Da leggere (!) :
LO STRANO NESSO TRA DEINDUSTRIALIZZAZIONE E MILITARISMO
su
ComidadPuntoOrg
Ok Giusy
Du https://media.tenor.com/1UIi9zSLDAgAAAAS/how-i-feel-most-mornings-sleep.gif
Stanno tornado di “moda” le mascherine.E non siamo a carnevale.Vaccini da smaltire? Tutto può essere, in questo paese de ladrones e coiones.La “media” dice questo.
9,99% e 50% astensione
E sicuramente ci sarà un ulteriore calo.
Un quaquaraquà a caccia di poltrone
Quando ci fu l’invasione del territorio dei nativi americani, a prendere il potere effettivo furono subito quelli che per primi si arricchirono rubando terre, ricchezze e con i vari commerci. La libertà per gli statunitoidi è sempre stata quella del più forte, ovvero della giungla. La loro costituzione è per l’appunto stata scritta per mantenere questo tipo di potere tanto che per dargli una parvenza di democraticità gli hanno dovuto aggiungere parecchi emendamenti. Non c’è quindi alcuno spettacolare degrado di un qualcosa, la democrazia, che non c’è mai stata. Neanche da noi europei, se è per questo, ma qui il discorso si fa più complesso se non altro perchè abbiamo alle spalle millenni di storia, avvenimenti e culture diverse mentre di là tutto si riassume nella cosiddetta “conquista”, come la chiamano loro, ovvero la rapina ed il genocidio come è nei fatti.
Nel frattempo il mondo è in bilico e la candidata alla presidenza del paese più (pre)potente del mondo che cosa fa? Ride.
https://www.youtube.com/shorts/H3_MZBCAcbE
Iena ridens
https://youtu.be/tSUOMwesLnE?si=SpHdAc9-v_3gyiuc
Un grazie alla redazione
Ma daii! Ma che racconti, loro sono la democrazia per eccellenza, sono l’ombrello che i vari J.d. amano ombreggiarsi per sentirsi protetti.
Hanno talmente sparsa tanta psyop che hanno completamente fuso milioni di cervelli facendoli diventare zombi,
L’ombrello dell’obnubile