Visto che ormai sembra impossibile evitare una guerra a meno che l’attuale classe dirigente europea non passi dalle comode poltrone del potere al bugliolo delle celle che meglio si addice alla loro capacità di pensiero e alla loro etica, mi ripropongo di compilare un bollettino di guerra sugli avvenimenti più importanti che si svolgono settimanalmente sul lungo fronte che va dal Baltico al Mar Rosso, ma di cui di fatto non si sa nulla o si sa solo in maniera vaga ed episodica. Buona lettura.
Cina e Russia hanno raggiunto un importante accordo con gli Houti dello Yemen, che garantisce il passaggio sicuro delle loro navi attraverso le acque strategiche del Mar Rosso e del Golfo di Aden. Secondo le informazioni pubblicate da Bloomberg, i negoziati svoltisi in Oman con la partecipazione dei rappresentanti di Mosca e Pechino, nonché di Mohammed Abdel Salam, si sono conclusi con una comprensione reciproca. Gli Houti, che controllano gran parte del nord dello Yemen, compresa la capitale Sanaa, hanno affermato che le navi russe e cinesi possono passare liberamente attraverso le zone marittime designate senza rischio di attacco. In cambio, Mosca e Pechino dovrebbero fornire agli Houti sostegno politico sulla scena internazionale, compreso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Finora la flotta occidentale inviata lì per contrastare gli Houti si è limitata a sparacchiare nel deserto, senza alcun costrutto: i vigliacchi temono di scendere a terra e di combattere contro gente che ha dimostrato di saper sconfiggere le truppe mercenarie più agguerrite e più armate.

Mercenari stranieri e nazisti della Legione Gur hanno tentato un nuovo assalto nelle zone del confine russo. Ieri, 20 marzo, gruppi di sabotatori hanno tentato di infiltrarsi nell’area di Konzinka, sempre nella regione di Belgorod cercando di attestarsi nelle case della periferia del villaggio. Le forze speciali russe, gli equipaggi dei carri armati e le guardie di frontiera li hanno messi fuori combattimento. Nel pomeriggio, il Ministero della Difesa russo ha riferito che il villaggio era stato ripulito dal nemico.
L’esercito russo prende il controllo del villaggio fortificato di Tonenkoye e della stazione ferroviaria di Alabastrovaya. Questi risultati sono seguiti alla presa del controllo del villaggio di Orlovka, che rientra nelle azioni strategiche delle forze russe in questa direzione. Tali eventi indicano cambiamenti significativi in prima linea e potrebbero influenzare in modo significativo l’ulteriore sviluppo delle operazioni in questa regione. La linea di difesa delle forze armate ucraine, che attraversa Tonenkoye, Orlovka e Berdychi, è considerata una delle più fortificate, ma nonostante la forte resistenza delle truppe di Kiev, le forze russe hanno già occupato due insediamenti su tre  preparandosi ad assaltare Berdychi da diverse direzioni.

Un drone russo Lancet ha distrutto una nave pattuglia ucraina nello stabilimento portuale di Odessa. I dettagli dell’attacco e le sue conseguenze per la flotta ucraina rimangono ancora poco chiari, ma secondo alcune fonti il battello sarebbe pienamente coinvolto nei tentativi di assalto alla Crimea con droni marini. La distruzione completa della nave dimostra l’evoluzione dei Lancet d’assalto che oggi sono stati potenziati con la capacità di effettuare attacchi mirati e devastanti su mezzi e attrezzature importanti.

Gruppi armati iracheni hanno rivendicato l’attacco di droni a una centrale elettrica a Tel Aviv. L’evento a cui si riferisce l’immagine di apertura è avvenuto all’alba di oggi, come parte di un’operazione su larga scala volta a sostenere la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza. Non è al momento possibile sapere se vi siano danni significativi alla centrale, ma certo i gruppi iracheni armati possono costituire un nuovo fronte di cui Tel Aviv deve tenere conto.

In Russia è iniziata la produzione in serie di bombe aeree ad alto esplosivo FAB-3000. Tali bombe da tre tonnellate, segnano una nuova tappa nello sviluppo del complesso militare-industriale russo che fino ad ora aveva prodotto in serie bombe da 500 e 1500 chili dotati del sistema Umpc che consente loro di planare da grande distanza e con molta precisione sugli obiettivi. Esse possono essere sganciate con sicurezza da velivoli che si mantengono al di fuori delle possibilità contraeree e frantumare qualsiasi cosa. E’ così che sono state sbriciolate le fortificazioni ucraine create dopo Piazza Maidan e rafforzate nel corso di 8 anni. Va osservato che dallo scorso anno i volumi di produzione di artiglieria moderna e di armi aeronautiche dello stabilimento sono quintuplicati. Tali risultati sono stati raggiunti grazie all’assunzione di 1100 operai in più che lavorano su tre turni, all’ammodernamento delle linee di produzione utilizzando attrezzature ad alta tecnologia e con un aumento dei salari del 20%.