Probabilmente in Europa i cittadini o per meglio dire i detenuti di un gigantesco panopticon fatto  di pass, di censure, di telecamere ad ogni angolo, di controllo ossessivo sia sociale che social, non hanno domestichezza con gli armamenti e perciò pensano ad un conflitto con la Russia che l’élite continentale evoca un giorno sì e l’altro pure, con ad un confronto che potrebbe non toccarli direttamente. Magari chissà immaginano corpi di spedizione e fanno una gran fatica a immaginare l’armageddon  dopo che tre generazioni si sono abituate a considerare la guerra come qualcosa che si fa altrove e contro nemici molto più deboli. E’ per questo che le masse, trasformate in greggi amorfe che brucano l’erba del padrone, non sono allarmate dai discorsi bellicosi che ogni giorno arrivano da Macron, da Scholz e persino dal nostro governicchio  che sembra più il cast di un cinepanettone.

Una consistente minoranza si rende conto che le tante basi americane sul nostro territorio e su quello europeo in generale  attirerebbero attacchi missilistici russi impossibili da fermare con sistemi si difesa obsoleti come si sono rivelati quelli Nato, tuttavia anche molte di queste persone non si rendono conto che in realtà un attacco preventivo potrebbe essere molto più semplice di così, basta una detonazione nucleare di una sola bomba di potenza adeguata a un’altitudine di circa 16o – 170 chilometri per mettere in ginocchio aree molto ampie  come l’intera Europa o gran parte degli Stati Uniti e i russi dispongono dei mezzi specifici  per rendere praticamente non intercettabili i vettori di tali bombe. Poiché a quell’altitudine l’atmosfera è estremamente rarefatta non si avvertiranno effetti esplosivi la detonazione nucleare ad alta quota creerà un gigantesco impulso elettromagnetico o EMP. In un miliardesimo di secondo, l’onda EMP  iniziale causerà la formazione di enormi tensioni e correnti all’interno di linee elettriche, linee di telecomunicazione, cavi, fili, antenne e qualsiasi altro materiale elettricamente conduttivo in un’area vasta milioni di chilometri quadrati. Tale impulso produrrà 2 milioni di volt e una corrente compresa tra 5.000 e 10.000 Ampere  all’interno delle linee elettriche di media distribuzione. Qualsiasi dispositivo elettronico moderno non schermato che contenga circuiti a stato solido, collegato alla rete, verrà disattivato, danneggiato o distrutto. Ciò include i dispositivi elettronici necessari per il funzionamento di tutte le infrastrutture nazionali critiche.

Poiché le centrali nucleari non sono progettate per resistere agli effetti dell’EMP, anche l’elettronica a stato solido all’interno dei loro sistemi elettrici e di raffreddamento di backup verrebbe danneggiata e disabilitata. Il guasto dei loro sistemi di alimentazione di emergenza e dei sistemi attivi di raffreddamento del nucleo di emergenza renderà impossibile raffreddare i nuclei dei reattori dopo lo spegnimento di emergenza; ciò porterà rapidamente alla fusione dei noccioli dei reattori di dozzine di centrali nucleari.

L’onda E1 distruggerà istantaneamente anche milioni di isolanti di vetro presenti sulle linee di distribuzione di energia elettrica  fornita agli utenti finali (residenziali, agricoli, commerciali), mentre  l’enorme tensione indotte dall’onda E1 danneggerà e distruggerà i relè, i sensori e i pannelli di controllo delle sottostazioni ad alta tensione  mettendole  fuori uso l’intera rete elettrica di quasi tutti i Paesi europei o della metà orientale degli Usa se per per esempio la bomba esplodesse sulla verticale dell’Ohio. Da uno a dieci secondi dopo la detonazione nucleare, la successiva onda EMP E2 ( o E3 se si considerano o meno effetti secondari)   indurrebbe potenti flussi di corrente nelle linee elettriche, comprese quelle interrate. L’E3 danneggerebbe o distruggerebbe  la maggior parte  dei grandi trasformatori di potenza e degli interruttori automatici ad altissima tensione necessari per la trasmissione a lunga distanza di circa il 90% dell’energia elettrica. Tali trasformatori di potenza pesano ciascuno tra le 200 e le 400 tonnellate, devono essere progettati  su misura e vengono realizzati in grandissima parte di Asia. Ciò significa che per la loro sostituzione, anche in caso di resa immediata dopo questo primo colpo, ci vorrebbero anni e gigantesche risorse finanziarie per poter riprstinare una decente distribuzione di energia: nessuna società moderna potrebbe reggere a questo impatto. Può darsi che molti sistemi militari siano schermati e possano resistere, ma cosa te ne fai quando un ‘intera economia e un’intera società sono implose? Con i riservisti ci fai le seghe caro Crosetto.

Naturalmente anche l’occidente potrebbe utilizzare lo stesso sistema, ma non avendo concepito armamenti  specifici, avendo vettori molto più lenti e intercettabili, si troverebbe in grande svantaggio per non parlare del fatto che l’enorme estensione della Federazione russa ridurrebbe  i danni che invece sarebbero enfatizzati dall’estrema concentrazione in Europa. Quando si invoca la  guerra bisogna sapere bene di che si sta parlando, cosa che i nostri milieu politici ignorando completamente.