Praticamente ogni giorno ho a che fare con persone che proprio non riescono a capire che il mondo sta cambiando e che rimanere zitti e buoni nella speranza apotropaica di un ritorno alle logiche precedenti alla pandemia, ma molto più realisticamente  alla crisi economico – sociale a del  del 2008, è una terribile illusione, un perverso autoinganno. Nessuno è risparmiato: persino il campo cosiddetto progressista si accontenta della libbra di carne dell’antifascismo di maniera, perché non si veda quello vero , nascosto dietro presunte virtù di obbedienza medica ed ecologica. Tuttavia mi sembra impossibile che non ci sia un ravvedimento o quanto meno una sveglia sulla evidente deriva fascista e autoritaria della società occidentale, anche perché ci sono vicende dalle quali questa deriva appare chiarissima,

Per esempio in questi giorni gira la vicenda di una ragazza inglese, tifosa di calcio, bandita degli stadi per aver espresso opinioni non in linea con l’ideologia corrente. L’ esilio dalle partite è stato decretato dalla Free Speech Union, un’ unità  fondata  dalla Premier League inglese  apparentemente per una buona causa, ovvero sradicare il razzismo dagli stadi  ma che è rapidamente degenerata in un meccanismo di controllo delle opinioni che è l’esatto contrario della libertà di parola secondo i dettami della biverità orvelliana.. Ora la tifosa che risponde al nome di Linzi Smith è stata colpita non perché abbia compiuto atti di violenza o detto peste e corna degli arbitri e men che meno perché abbia pronunciato o scritto frasi razziste. No, è stata “bannata” a causa di post sui social media ritenuti transfobici perché la donna  che oltretutto è lesbica dichiarata, dunque, diciamo così,  lontana da un concetto di normalità conservativa, ha espresso l’opinione che il sesso sia binario, da cui ne deriverebbe che  le “donne ” transgender non siano vedere donne. Ora viene da chiedersi cosa c’entri tutto questo con il calcio e soprattutto in che senso questa sarebbe un’opinione razzista o anche transfobica. Eppure Linzi  Smith, che promuove i diritti delle lesbiche, dei gay, dei bisessuali e i diritti delle donne, è stata messa sotto indagine dalla polizia, dalla Premier League e dal Newcastle United dopo aver espresso le proprie  in merito ideologia gender trans sul suo account X, ex Twitter. E verrebbe da chiedersi quale coerenza esiste in un tipo di pensiero che non sa definire né un uomo né una donna, ma che considera un grave peccato dubitare che una trans sia una “vera” donna.

Comunque su Linzi  è stato addirittura compilato un dossier riservato di 11 pagine nel quale era contenuta una incredibile massa di informazioni: dove vive, dove lavora e dove porta a spasso il suo cane per poi andare  sulle cose più intime. Anche la polizia invece di mettere sotto accusa chi ha compilato questa documentazione illegale, si è limitata a riferirle che il Newcastle United aveva trascorso quattro mesi a indagare sul suo passato che le aveva  revocato l’iscrizione bandendola dalle partite fino al 2026.

Ora è chiarissimo che l’opinione espressa  dalla Smith sul fatto che il sesso sia binario non solo è perfettamente legittimo, ma di per sé non ha assolutamente nulla di fobico nei confronti di alcun tipo di sessualità e dunque non  mette in crisi quella “inclusività” che è il pretesto per imporre una certa visione delle cose. Anzi si potrebbe dire che a questo punto che l’ “inclusività” è così fasulla da essere in realtà volta principalmente ad escludere qualsiasi altra concezione della realtà. La ragazza ha sintetizzato così: “Continuano a dirmi che vogliono che tutti si sentano inclusi, ma sembra che tu sia il benvenuto solo se segui il loro processo di pensiero su tutto, altrimenti sei bandito. È una cosa sinistra, mi sento violata”.

Ora abbiamo una persona indagata illegalmente per aver espresso un’opinione personale semplicemente diversa da quella che fa del transgenderismo un culto essoterico (non esoterico), ma senza alcun atteggiamento di odio. E questo da parte di una squadra di calcio di proprietà di ricchi sauditi che probabilmente inorridiscono di fronte ai dettami della transmania.  E’ la merda della contemporaneità, l’ipocrisia  Ora possiamo consolarci dicendo che si tratta solo di una storia curiosa e futile, ma è proprio questo che la rende grave e fa comprendere che esprimere opinioni diverse da quelle contenute nelle agende e nei decaloghi dell’oligarchia è ormai considerato de facto ( è talvolta ormai del lege) un reato, anche quando si tratta di cose marginali. Questo si chiama fascismo, anche se si tratta di fascismo politicamente corretto . E mi dispiace per tutti quelli che non riescono a capirlo  e soprattutto per quelli che assolutamente non vogliono capirlo.