In Gran Bretagna e anche in Europa per quella solidarietà che si forma tra guerrafondai e attori delle peggiori mascalzonate geopolitiche, è scoppiata l’indignazione: il feroce dittatore Putin che rimane tale anche se in Russia si svolgono elezioni assai più regolari di quelle puramente rituali e spesso truccate, dell’occidente, ha osato l’inosabile, qualcosa che nemmeno l’Unione Sovietica  si era spinta a fare. Vergogna nei secoli dei secoli: Mosca  sta bloccando le navi britanniche che si dedicano al bracconaggio di merluzzi , razze ed eglefini al largo delle coste siberiane che – urlano i media della Nato . è “più o meno” nel cortile di casa della Gran Bretagna. Certo ci sono le sanzioni che tentano di soffocare l’economia russa, certo si vorrebbero rubare anche i 300 miliardi di dollari della Banca centrale russa incautamente depositati nelle banche occidentali, certo si cerca persino di cancellare la cultura russa, ma tutto questo è niente rispetto al divieto di pescare merluzzi in acque altrui.

D’altra parte Mosca sta colpendo al cuore la cucina inglese che personalmente trovo spesso nauseabonda e probabilmente la peggiore dell’intero pianeta, ad eccezione – per ora – di quella pigmea che ha piatti forti a base di termiti, ma tra un po’ ci arriveranno anche Londra, dove sembra siano molto avanti nella trasformazione culinaria dettata da Net Zero. Sì la Russia sta colpendo la specialità nazionale britannica ancorché copiata da un piatto tipico degli ebrei spagnoli, prima di essere scacciati dalla penisola iberica,  ovvero fish and chips la cui caratteristica, sembrerebbe a volte quella di essere fritto in olio motore, ma di Rolls Royce mi raccomando  ancorché la famosa marca appartenga alla Bmw e sia di fatto costruita tutta in Germania. Per procurarsi il fish necessario un’enorme quantità di merluzzo ed eglefino viene pescata nelle acque della Siberia, oltre mezzo milione di tonnellate all’ anno, 566. 784 solo nel 2023 per farne un uso piuttosto scontato e noioso.

Chissà cosa penserebbe Kipling di questa perdita così dolorosa e chissà cosa ne diranno  anche gli ultimi  cantori e apologeti dell’eredità imperiale, ma sta di fatto che il dramma britannico ha subito trovato orecchie sensibili nel continente europeo e soprattutto  nel triumvirato gay di Parigi: benché si tratti di pesce che si accompagna alle patatine e dunque di un territorio problematico per le nuove e più fluide visioni del mondo, la Francia straparla di guerra alla Russia, specie dopo la morte di molti suoi “mercenari”  in Ucraina di cui non vuole e non può spiegare la presenza sotto le bandiere di Zelensky. Ho un po’ calcato la mano con i doppi sensi per mettere in rilievo la totale nullità politica di questa gente e che proprio per questa assenza di visione rischia di trascinarci dentro un conflitto nucleare. I sociopatici del Consiglio Atlantico urlano che “l’ordine internazionale si trova ad affrontare una sfida senza precedenti da parte di un allineamento autoritario di Cina e Russia che sta cercando di indebolire la sicurezza e la prosperità degli Stati Uniti e del mondo” e che dunque la prima cosa da fare è proteggere i rifornimenti illeciti di fish and chips significa conquistare tutta la Russia prima di passare a colpire la Cina, magari che ne so, con i nidi di rondine. Non si accorgono di essere già baccalà sventrati e appesi al vento.