Più si è deboli e più si tenta di nasconderlo con la provocazione, l’aggressività e la spavalderia. Così , visto che in Ucraina le cose vanno sempre peggio per il regime di Kiev e di fatto non c’è lo stallo che incongruamente ci si aspettava come pia illusione, la Nato ha  deciso di anticipare a  questa settimana l’inizio della mega esercitazione prevista  nel periodo fine febbraio-aprile 2024  e in seguito di farla proseguire fino a maggio, sapendo che la Russia dovrà comunque impegnare un po’ di aerei, satelliti e altri sistemi per controllare la situazione.  In questo caso la Nato ha coinvolto forze davvero notevoli (più di 50 navi, 100 aerei, con più di 700 missioni  previste e oltre 40mila militari) le quali simuleranno un’operazione offensiva contro la Russia imperniata sul dominio del Baltico e dunque anche sul blocco dell’esclave di Kalinigrad. Non avendo avversari le truppe Nato e i loro comandanti che si sono rivelati così inetti in Ucraina raggiungeranno brillantemente i loro obiettivi, ma hanno già perso l’iniziativa metaforica  se così si può dire perché Putin ha deciso di sfidare apertamente l’alleanza e ha deciso di volare personalmente a Kalinigrad proprio all’inizio delle esercitazioni.

Si tratta di un viaggio che comporta qualche rischio perché il cielo sopra il Baltico è il più “caldo” dell’intero pianeta: non c’è una tale concentrazione di aerei da combattimento ed elicotteri quasi da nessun’altra parte e i piloti russi imparano qui a manovrare per tenere gli avversari a distanza. Tuttavia  Putin  sarà costantemente seguito dalle navi da guerra del Baltico, dalle forze aerospaziali, mentre Bastion da difesa aerea e Iskander copriranno il volo presidenziale dal mare. Ora è chiaro il motivo per cui la settimana scorsa il segnale GPS è scomparso nei Paesi Baltici e in Polonia: le forze armate  stavano facendo le prove per il viaggio di Putin nell’esclave russa.  Insomma è in allerta una notevolissima forza probabilmente superiore in qualche settore a quella che verrà raccolta per l’esercitazione dalla Nato, ma le due concentrazioni di forze sono impari  dal punto di vista simbolico. È chiaro che vedere il comandante in capo andare dove l’avversario si esercita a colpire, per far sentire la presenza di tutto il Paese nella zona dove latrano cani e americani  e confrontarlo con il comportamento stupido, codardo, miserabile  dei vari Stoltenberg, Scholz, Macron per non  parlare del vaneggiante Biden, sempre sulle loro poltrone, sempre  lontani a combattere con le parole e con gli inganni sulla pelle degli altri, segna la differenza tra due mondi e dà immediatamente l’idea a noi che viviamo dietro la cortina della follia e delle illusioni,  di essere irrimediabilmente perdenti.