Anna Pulizzi per il Simplicissimus

Apprendo, attraverso dichiarazioni rilasciate alla Stampa, che il candidato sindaco della lista Sinistra in comune alle comunali di Torino, il “gramsciano critico” Angelo D’Orsi, esorta a votare per il piddino Lo Russo al ballottaggio.

Torino non può essere governata dalla destra” afferma. Aggiungendo, bontà sua, che la sua decisione “non impegna” la coalizione che l’ha sostenuto. E vorrei vedere.

Se ne deduce che il professor D’Orsi ritiene che la vittoria del Pd equivale ad una sconfitta della destra. E che evidentemente per lui il Pd non è un partito di destra. Anche se, e qui usciamo dal campo delle opinioni per entrare in quello dei fatti, la politica economica del Pd può dirsi uguale a quella di Margaret Thatcher negli anni ‘80. Che a sua volta era quella di Pinochet in Cile.

Forse, chissà, anche questi personaggi erano di sinistra (l’album di famiglia si arricchisce di inaspettate presenze). Beh dai, c’è una bella differenza! Pinochet ha dovuto imporre la sua politica con le fucilazioni ed i carri armati, mentre qui non ce n’è bisogno e ci si arriva pacificamente col voto, compreso quello di D’Orsi. Che nella stessa intervista ha rivelato che “Lo Russo nel corso della campagna elettorale ha raccolto varie indicazioni dal mio programma”. Capito?

Peccato che l’elettorato ingrato abbia preferito il doppione programmatico all’originale.

Ora, io avrei un piccolo suggerimento per D’Orsi come per altre cristalline figure del movimento rivoluzionario de noantri: ma perché non vi candidate direttamente col Pd? Da indipendenti s’intende, come è costume dei veri intellettuali. Così si contribuirebbe fin dal primo turno a battere le destre, no?

Il programma lo offrono gratis dalle parti della Bce. E poi ci sarebbe la possibilità di posare il proprio augusto didietro su qualche seggio locale e un domani chissà, magari addirittura parlamentare. Invece in questo modo non si ottiene nemmeno un posticino.

Concedetevi una pausa mentre leggete Gramsci e fateci un pensierino.