Il ritorno di Trump

Il post di ieri, quello sul dispositivo ad orologeria della pandemia ha suscitato qualche dubbio a causa della troppo rapida sequenza, elezione di Biden –  vaccino della Pfizer, prima ancora che la pandemia narrativa abbia ottenuto i suoi scopi. Di certo non mi sarei aspettato questa accelerazione  che tra l’altro rende più scoperto il disegno sottotraccia, ma il fatto è che esiste un diffuso timore tra i democratici americani che saltino fuori i brogli elettorali massivi perpetrati per posta, come sempre accade in qualsiasi elezione Usa, ma questa volta moltiplicati a dismisura dall’ “imperativo” del voto a distanza. E di certo non è caso se Biden sia stato acclamato dagli ascari europei, ma non dalle maggiori potenze militari ed economiche del mondo come Cina, Russia e Giappone. Tutto congiura a far ritenere che la partita elettorale non si sia per nulla conclusa, che si sono forzati i tempi: il fatto che Biden abbia perso lo status di presidente eletto dopo i brogli in Pennsylvania,  che Trump abbia guadagnato la Carolina del Nord e continui ad imperversare licenziando il capo del Pentagono o il cambiamento di atmosfera per cui adesso i media pregano Trump di lasciare comunque la Casa Bianca per salvare la faccia della democrazia americana che proprio loro hanno affossato. Non si sa come andrà a finire, ma l’operazione Biden così scoperta da portare alla presidenza non solo un personaggio dal passato così sanguinoso e ambiguo da essere detestato dalla vera sinistra americana, ma soprattutto un uomo ormai preda del marasma mentale senile, così da renderlo un burattino in tutti i sensi e o addirittura tale da dover essere sostituito subito dopo il giuramento, è incappata in qualche guaio. Qualcuno dice quello delle schede elettorali legali riconoscibili da una segnatura elettronica di cui i falsificatori non erano a conoscenza.

Ma anche al di là della ridda di ipotesi e di riconteggi, siamo di fronte a uno di quegli scherzi della teoria del caos perché tutte le manovre attuate in questo 2020 dalla pandemia e ai moti di piazza e infine una proclamazione mediatica frettolosa di Biden, sono riusciti in ciò che non pareva nemmeno lontanamente possibile dato il tipo di personaggio: dare a Trump uno spessore politico e popolare che prima non aveva e che in effetti non ha, essendo in ogni caso un miliardario dell’oligarchia per giunta tra i più rozzi:  nel tentativo di non fargli rivincere le elezioni lo si è trasformato in un punto di riferimento per milioni di americani che a qualcosa si devono pur aggrappare per superare lo choc della perdita di fiducia nelle istituzioni. Sta diventando sempre più chiaro che anche in caso di una probabile sconfitta a tavolino continuerà ad avere un forte peso nella politica statunitense, ridotta ormai al livello di quella del peggiore terzo mondo. Un peso paradossalmente più forte che da presidente continuamente  assediato da favole assurde come il Russiagate, comunque tale da fargli rimanere attaccata la solidarietà di gran parte del partito repubblicano che se affossasse Trump a questo punto affosserebbe se stesso. Ecco perché ha tutto l’interesse di resistere fino a che non saranno ricontati tutti i voti e del resto non si vede dove sia il particolare scandalo visto che Al Gore nel 2000 resistette un mese prima gettare la spugna, anche se allora in contestazione era solo la Florida.

Per questo e nel timore che i ricorsi ribaltino i risultati elettorali o che si apra una situazione inedita e pericolosa di stallo, sono stati accelerati i tempi del vaccino, tanto uno dei scopi di quello che è stato chiamato il grande reset è stato in parte ottenuto: il fallimento di una vasta parte delle piccole e medie attività della classe media, quella che più da fastidio alle oligarchie dopo aver domato la classe operaia, ma soprattutto si è accertato il valore della paura come potente ipnotico, in grado di far credere qualunque cosa all’uomo della strada e di ridurlo a una sorta di eremita affettivo e morale, di carne tremula timorosa degli altri, di malato di mente in grado di tiranneggiare chiunque nella sua piccola sfera di potere, come vediamo benissimo nelle forze dell’ordine e nella scuola. E questo di fronte anche a fronte a dati e a numeri che a qualunque persona seria non parrebbero degni nemmeno di uno scherzo. Insomma persone ridotte alla mera dimensione biologica grazie alla quale  sono disposte a rinunciare a tutto, alla stessa libertà come primo inutile orpello, talmente terrorizzate senza nemmeno darsi pensiero di accertare la credibilità di chi grida al lupo. Questa mono dimensionalità dell’umano ridotto a bio merce è stata lungamente preparata nelle cucine dell’egemonia culturale e adesso l’esperimento finale ha rivelato che il modello funziona: adesso gli apprendisti stregoni sanno  di avere in mano un’arma potentissima  per rimodellare la società. E tra l’altro facile da usare perché basta un’influenza qualsiasi a farla scattare e un po’ di crociere e “contributi” vari  per comprare una classe medica, certamente più appartenente alla commedia dell’arte che alla scienza.

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