Compagni di merende, di giornali e di Covid

Tre settimane fa, subito dopo il discorso di Berlino  il quotidiano The Globe and Mail di Toronto ha pubblicato un lungo articolo che diffamava Robert Kennedy Jr. e lo chiamava “una voce di spicco della disinformazione sui social media”, per aver egli rivelato fra le altre cose i disastri compiuti dalle ossessive campagne vaccinali ispirate e in parte finanziate da Bill Gates sia in India che in Africa, operazioni che come testimonia ufficialmente l’Oms, hanno di fatto ricreato la poliomielite che stava scomparendo. E naturalmente l’articolo ha omesso di riferire che l’organizzazione di Kennedy, la  Children’s Health Defense,  ha intentato una causa contro Facebook, Mark Zuckerberg e tre società di fact checking , accusando tali soggetti di censurare informazioni veritiere sulla salute pubblica.

L’articolo diffamatorio era stato tuttavia originariamente pubblicato sul sito di Tortoise Media con sede a Londra e il Globe lo ha riproposto come occasione di abbonarsi a questa testata con uno sconto del 30 per cento. Ma cos’è Tortoise Media? Una breve analisi ci mostra come tutto si tiene nel mondo dei super ricchi e dell’informazione che essi finanziano: la testata è stata lanciata nell’aprile del 2019 da tre persone, James Harding, ex redattore del quotidiano Times di Rupert Murdoch, e successivamente capo di BBC News fino alle dimissioni nell’ottobre 2017; Matthew Barzun, ex ambasciatore degli Stati Uniti nel Regno Unito; e Katie Vanneck-Smith, ex presidente del Wall Street Journal e Dow Jones. Il sostegno finanziario iniziale  è stato fornito dal banchiere Bernie Mensah, responsabile globale dei mercati emergenti per Bank of America Merrill Lynch, dall’investitore tecnologico Saul Klein e da due sostenitori anonimi. Il sito elenca anche 27 principali partner che forniscono finanziamenti, tra cui la Bill & Melinda Gates Foundation, Edelman, ( considerata una delle più grandi società di pubbliche relazioni al mondo, con circa 67 uffici in tutto il mondo) .Facebook, Google e la Rockefeller Foundation. E di tutto questo la testata si fa vanto senza vergogna: ” il nostro giornalismo è finanziato dai nostri membri e dai nostri partner. Stabiliamo partnership con aziende che desiderano sostenere una nuova forma di giornalismo, favorire il dibattito pubblico, condividere le loro competenze e comunicare il loro punto di vista”. Insomma pura merda, tanto per dirla con l’eleganza che questi signori si meritano. 

In effetti si tratta di un nuovo modello di informazione dove a gran parte della pubblicità si sostituisce il contributo dei super ricchi, ai giornalisti si sostituiscono comunicati stampa aziendali, rapporti di think tank, esperti aziendali e Pr come quelli di Edelman, partner di finanziamento di Tortoise e al posto della libertà si impone la post verità di fondazioni e multinazionali.  Da notare a margine che The Globe and Mail  il quale ha ripreso integralmente pubblicato l’articolo diffamatorio da Tortoise Media, è di proprietà della famiglia più ricca del Canada, i Thomson, che hanno visto la loro fortuna aumentare di quasi  9 miliardi di dollari durante la pandemia. Ad ogni modo poco dopo il lancio della testata due dei suoi maggiori partner finanziatori ( Edelman e Gates)  hanno partecipato a un esercizio di pandemia globale chiamato Evento 201, che si è tenuto a New York nell’ottobre 2019 e ha coinvolto 15 partecipanti principali. durante i lavori di questa sorta di conferenza su una possibile pandemia da coronavirus uno dei focus principali è stato proprio quello riguardante l’informazione e su come gestirla: il rappresentante di Edelman, Matthew Harrington, ha insistito sulla necessità che le piattaforme  di social media [Facebook, Google, Twitter, ecc.] dovessero collaborare ed essere emittenti di una “verità centralizzata” su base internazionale, evitando che tesi contrarie prendessero piede in rete. 

E naturalmente ad aiutare questa operazione di base ci sono i 250 milioni di Gates regalati alla stampa (Der Spiegel che ne ha ricevuti 3, una volta preso in castagna  ha osservato che questo solleva “domande su un’agenda segreta per influenzare le notizie”, ma anche gli abbonati a Tortoise media, circa 20 mila, ma tutti inseriti  in posizione emergente nelle reti aziendali. La cosa ancora più interessante è che lo stesso coacervo di persone e di potere agisce con gli stessi metodi anche in altri campi: per esempio la fondazione Gates fa parte della “Better Than Cash Alliance” che intende eliminare il contante e spostare tutto in valute digitali per il maggior vantaggio dei super ricchi.  Nel 2016 Gates alleato con l’Usaid ha spinto il governo indiano di Norenda Modi a rimuovere dalla circolazione diverse banconote , quelle da  500 e da 1.000 rupie ben sapendo che solo il 55% della popolazione indiana aveva un conto in banca e il 95% di tutte le transazioni erano effettuate in contanti. Quindi il cambiamento ha avuto un enorme impatto sui più poveri dell’India, che lavorano generalmente per contanti. Come risultato di questo decreto, c’è stata una grande carestia e migliaia di persone sono morte non avevano modo di acquistare cibo e un numero enorme di piccole imprese sono fallite. Ma si sa che Gates vuole salvare le vite con i suoi oscuri vaccini  ed è questa la verità che i suoi compari di merende e di Covid  vogliono farci leggere. 

Informazioni su ilsimplicissimus

Chi ha un perché per vivere, può sopportare tutti i come. Vedi tutti gli articoli di ilsimplicissimus

4 responses to “Compagni di merende, di giornali e di Covid

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: