Il dramma del bagnino

bagninoSupponiamo per un momento di essere tornati indietro di molti decenni e di trovarci in un’aula ad affrontare il test per l’ammissione a una facoltà universitaria, magari medicina,  pieni di ansia e batticuore. Ma proprio nell’occasione di questo sogno  distopico scopriamo che,  forse per incentivare gli ingressi, si sia deciso di fare test particolarmente facili e in una delle domande si propone il quesito: fareste qualcosa per salvare al 100% la vita di qualcuno, anche se questo qualcosa potrebbe avere una probabilità di uno su 1000 di causare la  morte della persona ? Anche se vi hanno appena portato dalla giungla e siete il ragazzo lupo rispondereste di sì, anche perché nella vita normale quotidianamente scegliamo in base a probabilità molto meno distanti fra loro. Ma così non la pensano gli oscuri “esperti” che mettono a punto misure emergenziali per un’emergenza che peraltro non esiste: spulciandosi e grugnendo felici stabiliscono che è meglio lasciar morire con certezza qualcuno piuttosto che operare in maniera da poter causare la sua morte con la remotissima probabilità di 1 uno su 1000 ( si tratta duna cifra simbolica in realtà le possibilità riguardo ai dati complessivi è di 1 su 30 mila).

Ed ecco quindi la norma che impedisce ai bagnini la respirazione bocca a bocca per paura che ciò possa diffondere il coronavirus e uccidere come Psyco. Ora per quanto ne sappiamo la possibilità che si verifichi un contagio stando alle cifre ufficiali degli stessi è piuttosto remota di 1 a 265. Siccome poi chi si avventura in mare o fa il bagnino raramente è sugli 80 anni o è gravemente malato o in stato terminale, anzi di solito gode di una buona salute ed in massima parte è in età giovane o al massimo matura, la possibilità che il Covid possa essere mortale è remotissima, mentre il decesso è sicuro in caso di arresto della respirazione. Per di più visto che ormai sono state messe a punto cure efficaci per cui gli esiti fatali in persone sane possono essere considerati nulli e comunque di gran lunga inferiori alla possibilità statistica di lasciarci le penne nel viaggio verso il mare. Abbiamo fatto questo semplice ragionamento basandoci sui dati ufficiali di contagi e di mortalità per età e condizione di salute, ma come possono immaginare le persone che hanno conservato uno spirito critico e cercano di informarsi il quadro è completamente diverso, anzi è certo dagli esami anticorpali che mostrano reazioni immunitarie già abbastanza lontane nel tempo, che il coronavirus circoli da molti più mesi di quanto non si dica, tanto che già l’anno scorso alcune sequenze genomiche del virus erano note ai laboratori di mezzo mondo: dunque è più che plausibile che la maggior parte delle persone sia già venuta in contatto col virus, senza nemmeno accorgersene e non sia  più infetta. Sappiamo però che la necessità di mantenere il Paese in stato di eccezione non consente di poter proporre apertamente questa ipotesi e tanto meno di avviare seri studi in merito, se non altro in via ufficiale: quindi do per scontato che questa farsa per imbrigliare e dominare il malcontento sociale prosegua.

Tuttavia il fatto che nella narrazione entrino elementi come questo dei bagnini e molti altri similari, di una stupidità da togliere il fiato, mette in luce un carattere di “gioco” e di simulazione nelle misure che vengono prese: le palesi idiozie sono  sempre disfunzionali rispetto allo scopo che si prefiggono, in questo caso il contenimento dell’epidemia e dunque non supererebbero il vaglio qualora vi fossero preoccupazioni reali e non semplicemente figurative per le quali ci si può anche divertire. Attenti dunque alla credibilità del racconto.

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