Tutto ciò che non doveva accadere, che non sarebbe mai potuto accaderenella testa degli illusi, sta al contrario succedendo a ritmo incalzante e tale da mettere in crisi l’élite occidentale, incapace di adattarsi alla nuova inaspettata realtà. L’Ucraina sta diventando l’inferno per Bruxelles, così come l’Iran per la Casa Bianca al punto che persino il Capo di Stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine, sta lavorando per trovate una via d’uscita da una situazione militarmente impossibile, contattando tutti quelli che nell’amministrazione Trump sono rinsaviti. La vicenda di Ceuta ha inaugurato una nuova frattura profonda all’interno della Ue, mentre la creazione di una Nato islamica con Arabia Saudita, Turchia e Pakistan, annuncia e inaugura un nuovo corso post americano in Medio Oriente.
Tutto questo avviene in un contesto del tutto inimmaginabile appena un decennio fa: l’arrivo di un inverno economico mondiale dovuto alla scarsità di oro nero e ormai inevitabile visti i danni subiti da molti impianti petrolifere e gasieri nel Golfo, che si ripercuoteranno nel tempo. Se la guerra finisse oggi ci sarebbe comunque da affrontare un inquieto autunno. Ma soprattutto la nascita di una stretta alleanza militare di fatto tra Iran, Russia e Cina che annuncia un cambiamento epocale degli assetti mondiali. Il supporto di Russia e Cina si è concretizzato nell’accesso di Teheran al sistema satellitare cinese Beidu che ha comportato la capacità di avere dati precisi sulle posizioni delle risorse statunitensi nel Golfo Persico, per migliorare in termini esponenziali le capacità di colpire gli obiettivi e le basi americane. Ma ci sono anche i 400 sistemi di difesa aerea Man Pad forniti da Pechino, l’accelerazione della consegna di sistemi russi Verba, l’arrivo di missili navali cinesi e di sei elicotteri d’attacco russi Mi-28, la rapida fornitura da parte di Mosca di ricambi per i sistemi anti missile S300 danneggiati dai bombardamenti e quella dei sistemi di disturbo elettronico da montare sui milli iraniani.
Si potrebbe continuare con questo elenco, ma ciò che conta è che alla fine gli aggressori stanno avendo pane troppo duro per i loro denti e che mentre da una parte si stanno costruendo nuove alleanze cruciali, dall’altro si assiste al fallimento e alla dissoluzione delle strategie poste in essere dalla Nato. Per un mese e mezzo si è scagliato tutto quanto c’era nei magazzini dell’Alleanza per tentare di costringere la Russia a un cessate il fuoco, ormai vitale per riorganizzare l’esercito e il regime di Kiev. Ma il piano è fallito miseramente e, anzi, ha sortito l’effetto contrario perché la Russia ha colpito le linee di rifornimento ucraine e della Nato con una forza senza precedenti, ottenendo successi decisivi sul campo di battaglia. Non solo, ma di fronte al protervo terrorismo atlantico è emersa la ferma determinazione da parte della Russia di perseguire la vittoria fino in fondo, mettendo in forse l’esistenza stessa dell’Ucraina. Le conseguenze saranno di vasta portata e porteranno inevitabilmente alla crisi definitiva di quell’entità fallimentare e guerrafondaia che si chiama Unione Europea, rivelatasi una sorta di alter ego della Nato.
Certo l’ondata di droni, benché intercettati al 94 per cento dalla contraerea russa , hanno provocato parecchi danni e hanno fatto un centinaio di vittime civili. Ma Mosca ha risposto bombardando fabbriche e centri di potere militari situati nei centri delle città proprio fare della popolazione civile un ostaggio. Ma a questo punto Mosca si è tolta i guanti di velluto e ha colpito senza più remore, distruggendo anche i porti dove oltre all’attività militare si svolgeva anche quel poco di attività economica che restava la regime di Zelensky. Sopraffatta dalla potenza di fuoco russa, l’Ucraina ha esaurito le scorte di intercettori Patriot e Trump ha comunicato al duce di Kiev che non potrò fornirne altri perché gli Stati Uniti devono preservare le scorte in diminuzione per la guerra contro l’Iran.
Insomma il disastro incombe sulle élite europee che hanno fatto di tutto per provocare una guerra, hanno fatto di tutto, compreso spogliarsi dei loro presunti valori, per tentare di vincerla, che hanno fatto di tutto per aggrapparsi a una possibile resistenza del regime nazista di Kiev e che ora non possono fare più nulla.


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ma son normali sti tedeschi ?
https://t.me/giuseppemasala/124207
Ecco la dichiarazione odierna di Erdoğan sull’argomento:
Gli effetti dannosi dell’esagerazione sulla Turchia…
https://www.msn.com/tr-tr/haber/other/abart%C4%B1n%C4%B1n-t%C3%BCrkiye-ye-zarar-veren-hali/ar-AA29GBb0
Il Presidente Erdoğan, il Principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e il Primo Ministro pakistano Shahbaz Sharif
■ Siamo giunti a un punto in cui i commenti basati su esagerazioni e informazioni incomplete iniziano a danneggiare la Turchia.
■ Ad esempio, la Turchia non ha una politica volta a rendere le 12 isole greche territorio turco, inclusa la Tracia occidentale entro i confini turchi, né a trasformare il Mar Egeo in un lago turco. Le richieste della Turchia alla Grecia sono che rispetti gli accordi internazionali, ritiri le sue armi dalle isole in cui il riarmo è proibito, si astenga da azioni che trasformerebbero l’Egeo in un lago greco e tracci i confini nei mari semichiusi secondo il “principio di equità”, come stabilito dalle sentenze dei tribunali internazionali. Nessuno prende sul serio i social media, ma dichiarazioni come “Ce la prenderemo, Atene sarà nostra in 48 ore” in televisione o nei commenti dei giornali sono dannose per la Turchia a lungo termine.
■ Ad esempio, la Turchia non ha alcuna politica di piantare la bandiera turca a Gerusalemme. Al contrario, per Ankara, Gerusalemme Est è la capitale di uno Stato palestinese da istituire sulla base dei confini del 1967. Il Consolato Generale turco a Gerusalemme è accreditato a livello di ambasciatore direttamente presso lo Stato palestinese, non presso Israele. Qualsiasi dichiarazione contraria, fatta con il fervore derivante dal valore spirituale di Gerusalemme, dà a Israele un asso nella manica. Tel Aviv sta diffondendo ovunque questi commenti e dichiarazioni, mascherandoli da neo-ottomanismo, per danneggiare le relazioni della Turchia con i paesi arabi.
■ L’ultimo esempio di questa dannosa esagerazione è l’Accordo della Mecca firmato tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan. Alcuni hanno interpretato questo accordo come una “NATO islamica”. Questa interpretazione serve solo a favorire Israele e la Grecia. L’accordo firmato venerdì prevede forse un’unica catena di comando centralizzata che gestisca gli eserciti dei paesi membri? No. La NATO, tuttavia, ha un comando centrale come il Comando Supremo Alleato in Europa e forze militari composte dai paesi membri sotto il suo comando. L’accordo non crea un blocco aggressivo contro un paese terzo o un gruppo religioso; mira a rafforzare la deterrenza collettiva e a ridurre la dipendenza dalle industrie della difesa straniere.
■ Le interpretazioni contrarie, come quelle che sostengono che l’accordo contraddica l’appartenenza alla NATO, sono completamente errate. La Grecia, membro della NATO, ha firmato una tabella di marcia quinquennale di cooperazione militare con l’India nel febbraio 2026. Questo accordo è stato considerato destabilizzante nel contesto della sicurezza marittima e del Mediterraneo.
■ La Francia ha firmato un accordo di cooperazione militare con l’amministrazione greco-cipriota, che non è membro della NATO. Mentre l’alleanza della Turchia con Pakistan e Arabia Saudita non è diretta contro alcun membro della NATO, la Francia ha firmato un accordo contro la Turchia, che è membro della NATO. Stipulare un’alleanza militare con l’amministrazione greco-cipriota, violando gli interessi di sicurezza nazionale e i diritti dei garanti, è una posizione politica contraria al principio NATO di “sicurezza indivisibile”. Inoltre, mina la stabilità nella regione del Mediterraneo orientale. Per di più, un altro membro della NATO, gli Stati Uniti, ha alleanze regionali e accordi di difesa congiunta nel Pacifico. Entrambi i casi di esagerazione sono problematici e portano a conclusioni errate.
■ Ci si potrebbe anche chiedere se la Turchia abbia bisogno di alleanze regionali finché fa parte della NATO. Questa è un’esigenza non solo per la Turchia, ma per molti paesi. Il processo decisionale all’interno della NATO è difficile a causa della sua enorme burocrazia e delle diverse priorità. Ad esempio, la priorità per la Polonia è la minaccia russa, mentre per l’Italia è l’afflusso di migranti dall’Africa. Le alleanze globali sono importanti, ma anche le alleanze regionali sono di fondamentale importanza.
■ Il Trattato di Difesa Collettiva della Mecca offre numerosi vantaggi a tutti i membri. Invece di spiegare questo fatto, fare commenti esagerati a favore o contro non giova a nessuno. È impossibile conoscere la risposta alla domanda sul perché lo stiamo facendo, ma dobbiamo ricordare che in questo mondo, l’informazione accurata è più potente delle alleanze…
Sì, “NATO ISLAMICO” è un termine improprio.
Una NATO islamica? Contro chi?
Tutti e tre i paesi CIRCONDANO l’Iran, ma l’IRAN NON È INCLUSO… Da ovest, da est e da sud.
Chi è contento di questa notizia?
Iraq, Siria, Egitto, Iran, Oman, Yemen, Libia, Algeria, Tunisia…
Perché l’Iran non è incluso?
Nessuno dei paesi più problematici dell’Africa, a partire dai paesi subsahariani come Sudan e Somalia a est, e proseguendo con il Sahara occidentale, il Mali e il Niger, è incluso…
Dove sono Indonesia, Bangladesh e altri paesi dell’Estremo Oriente? Non sto nemmeno considerando gli stati turchi in Asia… Persino l’Azerbaigian non è incluso…
Uno dei tre paesi menzionati sopra è membro della NATO da 70 anni e adempie a tutti i doveri che ne derivano.
Quanto all’Arabia Saudita, sta già combattendo al fianco dei paesi NATO contro l’Iran ovunque. Le guerre con lo Yemen durano forse da oltre 50 anni… Il punto cruciale, che crea problemi alla NATO, è il Pakistan…
Il problema è impedire al Pakistan di sostenere l’Iran. Il Pakistan possiede armi nucleari e ha dichiarato che avrebbe reagito in caso di attacco all’Iran.
Questo ha causato il panico nella NATO, che è sotto il comando dei sionisti. Ora, mentre cercano di fomentare disordini in Pakistan, stanno anche tentando di creare una spaccatura tra Pakistan e Iran.
L’aspetto più disgustoso è che lo stanno facendo attraverso i paesi islamici che controllano, sfruttando le differenze religiose…
L’Arabia Saudita wahabita sta forse cercando di creare una NATO della setta sunnita, che considera il suo nemico numero uno? Il fatto che non possano nemmeno usare il nome NATO illustra perfettamente ciò che vogliono fare…
Intuitivamente l’Arabia Saudita ha stretto un’alleanza con i due stati più potenti della Regione, cioè Turchia e Pakistan, evidentemente in funzione anti iraniana. Vedremo come va a finire.
Riunire le due germanie e dare liberta a polonia e baltici e stato il piu grande errore nella storia della russia .
Adesso pero sarebbe il caso di colpire i padroni e gli aizzatori .
In primis gli Aschenaziti -Ebrei e le elit anglosassone .
se non decapiti la piovra , non ottieni niente di duraturo .
In sostanza, i russi non hanno una politica imperialista. Come suggerisce il nome, l’Unione Sovietica era un’unione multietnica. La loro forza derivava proprio da questa unità.
Furono questi eserciti multietnici a liberare Mosca nel 1612 dalla Polonia, o più precisamente, dalla “Comunità Europea”, dopo due anni. La Russia moderna attribuisce grande valore a questo risultato. Il 4 novembre, giorno della Liberazione di Mosca, viene celebrato come Giornata dell’Unità Nazionale.
Mantenere il controllo di Germania e Polonia con la forza avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori.
Hai ragione riguardo ai Paesi Baltici… Esaminando la storia, vediamo che in queste regioni vivevano tribù pagane. I crociati, formati da polacchi e svedesi, lanciavano attacchi per cristianizzare queste aree. Queste tribù, comprese quelle finlandesi, chiesero aiuto ai russi. La Russia le salvò da questa invasione.
Tutti ne percepiamo la gratitudine. Infatti, in quei piccoli stati con una popolazione di 1-1,5 milioni di abitanti, la maggioranza della popolazione era russa. Anche lì i sovietici si dimostrarono indulgenti.
Nel mio scritto originale, ho usato il nome con cui era conosciuta storicamente: “Commonwealth europeo”. Si traduce in “Comunità europea”.
Polonia, Lituania e Prussia costituivano l’unione più potente del Medioevo. Storicamente, questi tre paesi sono noti come “Paesi del Commonwealth europeo”. Quindi, traducendo letteralmente, otteniamo l’espressione “Valori comuni europei”.
Ursula Legen della Commissione europea ha spiegato molto chiaramente in cosa consistono questi valori. Ha affermato: “I valori comuni europei sono, in realtà, il Talmud”.
Esperienza dovrebbe insegnare… mai dare scampo ad un tuo nemico mortale… potrebbe esserti fatale!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/