Non ci vuole molto per comprender a quale punto si sia arrivati e a quale disastro cognitivo andiamo incontro, a volte un’immagine è più potente di molte analisi. Tre settimane fa la Bild, ovvero il tabloid tedesco più venduto, ha pubblicato la foto che vedete in apertura con il titolo “Putin sta rimanendo senza benzina: i russi pagano quasi 4 euro per un litro di benzina“. Il che non solo è una menzogna grande come una casa, ma è anche così evidente che non so davvero chi ci possa cascare: nella colonna dei prezzi quasi al centro dell’immagine è scritto che la benzina a 98 ottani è in realtà venduta a 73,11 rubli al litro, ovvero 0,82 euro. Per la cronaca questo prezzo è diminuito nei giorni successivi e oggi naviga sugli, 0, 79euro. Ma nella colonnina si vede anche che la benzina a 95 ottani, la più comune anche da noi, costa invece 0, 71 euro e quella a 92 ottani, utile per i motori un po’ vecchi, 0,70 euro.

Ora, che gli infingimenti dei media occidentali ormai costituiscano un’offesa per l’intelligenza è un fatto accertato, ma che si fidino a tal punto dell’ipnosi generale per pubblicare cose smentite dalle immagini stesse, è qualcosa che suona come un campanello di allarme riguardo alla condizione mentale degli europei. Voler far credere che in Russia, uno dei maggiori produttori mondiali di petrolio e gas, la benzina costi più che in Europa, è un attentato al più elementare buon senso, ma avere la temerarietà di farlo presentando le prove del contrario, significa che ormai la cosiddetta informazione è arrivata alla frutta, ma che alla portata finale del banchetto neoliberista, partecipa anche un’opinione  pubblica passiva che non tenta di decrittare la realtà.