Il pil e il Babau, nuove frontiere per la bugia

tanagbabIn un certo senso è uno spasso: vedere la facilità con cui una banda di mentecatti con la complicità dei media, prende in giro gli italiani è davvero uno spettacolo imperdibile. Adesso questi sventolano le statistiche Istat le quali dicono che nel primo trimestre del 2020 il pil è calato di appena il 4,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso con un tendenziale  meno 4,8  per l’intero anno. Vorrebbero insomma  far intendere all’uomo della strada divenuto ormai uomo gelatina che il danno è meno grave del previsto, ma salvo manipolazioni per tenere quanto più basso possibile il dato sul calo del pil, in ogni caso questo esprime la gravità della situazione, non appena si cominci a riflettere, perché il blocco delle attività e la carcerazione degli italiani è iniziata il tra l’8 e il 12 marzo  quando è stata estesa a tutto il territorio nazionale. Quindi il calo del Pil si è realizzato in soli 20 giorni sui 91 del primo trimestre, con tutto che febbraio ha avuto anche un giorno in più rispetto al 2019. Quindi si stanno confrontando due periodi diversi  in maniera del tutto insensata per non dire truffaldina, esattamente come si danno le cifre del Covid. Ciò significa che se si contano anche aprile e maggio il calo generalizzato tendenziale  sarà tranquillamente intorno al 18%. O forse anche di più visto che bisogna calcolare i cali successivi di una stagione turistica non più recuperabile, l’oggettiva difficoltà di sopravvivenza di migliaia di aziende, la caduta fisiologica dell’export e del mercato interno. Scommetto qualunque cosa che il calo reale a fine anno sarà almeno del 25%, ovvero la pietra tombale sul Paese.

Dunque non bastava la presa in giro sul Mes “leggero” sul quale si era detto che non avrebbe comportato condizionalità e che oggi invece si scopre che ne comprende di pesantissime, ovvero quelle stesse che sono inserite nei trattati e che di fatto impongono i controlli della troika come in Grecia;  non bastava il balletto sui coronabond che già si sapeva non sarebbero passati, sia per questioni tecniche inerenti le dinamiche dell’unione, sia perché la Merkel alla guida dei Paesi del Nord lo aveva detto esplicitamente a Conte almeno due settimane prima della commedia;  non bastava nemmeno aver fatto credere in una manovra da 400 miliardi che non esistono e si traducono non in aiuti concreti e a fondo perduto come accade dovunque, ma solo in un credito di firma presso le banche. No, adesso si vuol far credere che dopotutto “andrà tutto bene”, anche se è evidente anche dall’aritmetica elementare che le cose non stanno affatto così e che la situazione va precipitando.  Ma del resto il governicchio fa benissimo a comportarsi così  e a smerciare fiori falsi nella sua quotidiana televendita mortuaria visto che i sondaggi gli danno un altissimo gradimento: credere nei sondaggi che vengono pubblicati nei giornaloni è come credere nei miracoli di Medjiugorje, anzi peggio, ma è evidente che esiste un buon numero di anime e belle di coglioni convinti che il presidente del consiglio gli abbia salvato la ghirba mettendoli agli arresti domiciliari. E forse invocano le app, i droni, le separazioni famigliari, il distanziamento sociale, la fine della politica  pur di sopravvivere al nuovo e definitivo ba bau del sistema.

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