Spioni e bari

Crypto-AG-1024x538Mike Pompeo, ex capo della CIA e attuale segretario del Dipartimento di Stato, è da oltre un anno ossessivamente alle prese con i potenziali pericoli spionistici derivanti dall’uso delle tecnologie Huawei 5G, sebbene più test sul campo abbiano già dimostrato tutta l’inconsistenza di queste preoccupazioni, false quanto all’oggetto specifico, ma invece reali a livello più generale visto che l’azienda cinese ha preso il comando della tecnologia wireless di quinta generazione e si è lasciata  gli Stati Uniti alle spalle a mangiare la polvere. La situazione crea un problema insormontabile per gli Usa che vogliono preservare il loro ruolo di superpotenza globale e questo non sarà possibile se la Cina domina la tecnologia delle comunicazioni e continua a essere il leader del settore nelle infrastrutture mobili di prossima generazione. La cosa in realtà meriterebbe una domanda che nessuno si fa: come è stato possibile che un Paese comunista o comunque ad economia pianificata, ampiamente arretrato fino agli anni ’70 , sia riuscito in cinquant’anni ad insidiare il cuore della potenza neoliberista che nel 1989 aveva dichiarato la sua completa vittoria planetaria e la fine della storia? 

Capisco che più ovvie sono le domande meno hanno probabilità di essere poste e individuate, ma ad ogni modo esiste anche una motivazione più specifica perché l’elite americana sia presa dal panico di fronte alla possibilità di essere controllata: il fatto di aver basato buona parte del suo gioco di dominio proprio sullo spionaggio. Per decenni, anzi per mezzo secolo i governi e i gruppi industriali di tutto il mondo cosiddetto libero si sono basati per la sicurezza delle proprie comunicazioni suoi prodotti di una azienda svizzera, la Crypto Ag, la quale vendeva sistemi criptaggio tipo macchina enigma un po’ a tutti, all’Iran come alle giunte sudamericane,  al Pakistan e contemporaneamente all’India, ai governi europei (compresa l’Italia, ça va sans dire) e persino al Vaticano arrivando in seguito  in seguito alle società di telefonia e alle banche. Il segreto più segreto, nascosto persino ai massimi dirigenti dell’azienda  era però che quella società apparteneva fin dal 1970 alla Cia con anche una partecipazione dei servizi tedeschi  (di qui lo scandalo che nasce quando si scopre qualche spiata americana in Germania). Naturalmente venivano vendute molte macchine truccate che consentivano all’intelligence americana di decrittare facilmente e in tempo reale i messaggi che venivano scambiati. Il rapporto tra la Crypto e la Cia risale però a molto prima: nel 1955, il fondatore dell’azienda  Boris Hagelin e William Friedman il capo crittografo dell’Nsa stipularono un accordo sottobanco  relativo alle macchine di crittografia C-52 che compromettevano la sicurezza  degli acquirenti.

Negli anni ’90 del secolo scorso, cominciò il declino del sodalizio quando il rappresentante della Crypto a Teheran venne arresto con l’accusa di aver venduto macchine truccate: la foglia cominciò ad essere mangiata da tutti nonostante le smentite ufficiali e le inchieste assolutorie del governo svizzero ed in effetti il trucco è stato poi confermato dai documenti declassificati della Cia. Intanto all’orizzonte si erano affacciati altri sistemi di spionaggio, come ad esempio Echelon e man mano la Crypto è decaduta fino alla sua definitiva liquidazione nel 2018. Si tratta di una storia conosciuta, nemmeno più segreta, che semmai viene rispolverata nelle guerre di interessi  fra corporation, ma che illustra il retroterra psicologico nel quale è nato l’affare Huawei: la paura tutta freudiana che altri possano fare ciò che si è fatto, ma soprattutto l’angoscia di essere passati in secondo piano, di non essere più alla testa della tecnologia. Il fatto è che la paura può essere facilmente fronteggiata con opportune contromisure, ma l’angoscia di essere scavalcati nel campo per tanti anni ha garantito l’egemonia geopolitica è difficile da contenere e porta a passi falsi: ci vorrebbe ben poco all’amministrazione americana per generare  un flusso di finanziamenti capace di favorire innovazioni che tengano le aziende statunitensi al passo dei tempi, ma si è scelta la strada bassa delle sanzioni unilaterali e delle molestie ai clienti del colosso cinese. E’ una dimostrazione di prepotenza, ma non di forza, che sembra nascere dall’inconscia convinzione di non potercela fare se non truccando il gioco. Sono lontani i tempi in cui l’ elite statunitense pensava di essere un buon giocatore, sia pure con qualche aiutino: adesso si sente così insicura che è costretta a barare.

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2 responses to “Spioni e bari

  • Paolo troiano

    È di certo meglio essere spiati dagli americani che non da un cinese con il CoronaVirus

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  • jorge

    Il neoliberismo è una ideologia, quindi la realtà è un’altra, gli Usa praticano un keynesismo militare di dimensioni gigantesche. Incidentalmente, ciò è la riprova che il keynesismo non funziona

    inoltre, tramite le sue agenzie il governo usa stabilisce delle priorità tecnologiche, finanziano tutti i progetti che vanno in quella direzione, a fondo perduto, e naturalmente anche progetti in concorrenza tra loro, e sia quando sono proposti da grandi imprese che da piccole start up. Poichè basta una pur minima relazione con gli obiettivi delle agenzie governative, in pratica il governo Usa finanzia tutto e tutti purchè si tratti di ricerche minimamente serie, poi dagli Usa ci arrivano i miti ideologici dei 4 giovani in un garage che cambiano la storia con tecnologie sviluppare a partire dai pochi soldi ottenuti vendendo la vecchia auto del padre

    forse, a furia di descrivere l’ideologia neoliberista, il simplicissimus si è convinto che essa esista davvero, la verità è che il neoliberiismo, come ogni ideologia, serve alla classe dominante per ingannare i subalterni ed a colpire questi ultimi nei loro interessi , ma la classe dominante non vi crede affatto e non lo pratica per se stessa e circa i propri interessi di fondo

    Del 5 g, in cui la cina è al primo posto, lo stesso Simplicissimus nega il potenziale spionistico scrivendo ” …. I potenziali pericoli spionistici derivanti dall’uso delle tecnologie Huawei 5G, …. nonostante più test sul campo abbiano già dimostrato tutta l’inconsistenza di queste preoccupazioni, false quanto all’oggetto specifico”

    Non si capisce allora come il Nostro derivi da questa pole position cinese la perdita, attuale o imminente, della supremazia tecnologica e militare Usa, arrivando a scrivere ” La situazione crea un problema insormontabile per gli Usa che vogliono preservare il loro ruolo di superpotenza globale”

    Evidentemente, la conclusione cui giunge il Simplicissimus esprime una proiezione in avanti del tutto astratta ed immotivata (partire per la tangente, come si usa dire)

    Il 5 G è una sfida anche commerciale, ed è per questo che trump cerca di impedire la sua diffusione, ma l’attuale primato in tale tecnologia non significa ne una supremazia cinese, ne che glli usa seguendo il neoliberismo sparagnino ( che in effetti neanche praticano) si faranno scalzare come degli allocchi

    il Simplicissimus dice che la spallata verrà dalla India o dalla Cina verso il fradicio occidente ( in particolare quello a stelle e strisce ), in verità è recente l’accordo tra Usa e Cina per cui il Dragone si impegna a comprare più merci dagli Usa per 200 miliardi di dollari dopo due anni di guerra commerciale, tanto fradicia la potenza Usa non sembra la cifra è enorme ed ha un valore politico ancora maggiore : la Cina deve accettare la potestà edi limiti decisi per lei dagli Usa, tanto più se non realizzasse in pieno l’accordo che qualche difficoltà la presenta, ora gli Usa hanno una perenne arma di ricatto nei confronti del Dragone lo spirito della quale è stato riconosciuto ed accettato dal Dragone stesso

    Anche il Giappone sembrava colonizzare gli Usa negli anni 80, aveva in mano il debito pubblico Usa, aveva comprato per investimento economico mezza costa pacifica Usa, Pianificazioe e robot vincenti su neoliberismo Usa, poi ci fu la guerra commerciale Regan Nakasone ed il Giapone entrò in un coma da cui non è ancora del tutto uscito. La Cina per converso, ospita investimenti Usa ed Europei, i capitali di queste macroaree economiche hanno aperto in Cina fabbriiche tecnologicamente avanzate per sfruttare il basso costo del lavoro, se tali capitali si sostassero altrove il miracolo cinese apparirebbe molto più misero

    Ovviamente il Nostro si guarda bene dal dare rilievo a questa svolta epocale marcata dall’accordo Usa Cina, per lui la Cina è il Sol dell’Avvenir, ma tantè..

    Quello del simplicissimus è il tipico atteggiamento dei gauchisti anni 70 che sostenevano improbabili rivoluzioni e dopo la prevedibile sconfitta dichiaravano morta la classe operaia, il blogger ha appoggiato il governo legastellato, nel quale Salvini sotto la cortina fumogena dei porti chiusi partecipava alle riunioni governative sul Mes senza deninciare la cosa agli italiani, ora che le masse deluse ( per la politica complessiva legastellata) rifluiscono ed appaiono atomizzate, il simplicissimus ha preso a denigrarle dimentico di averle (nel suo piccolo) male indirizzate

    Per questa strada i leader gauchisti anni 70 passarono al nemico, basti l’esempio di Paolo Liguori ( il compagno “straccio” di lotta continua), divenuto supporter di Berlusconi e delle sue politiche. Il recupero di istanze emancipative da parte del Capitale, es il rifiuto del lavoro alienato che diviene la proposta del lavoro flessibile ( poi precario), recupero all’interno delle compatibilità del capitale e della sua riproduzione, è un processo che tra anni 70 ed 80 ha potuto camminare anche sulle gambe dei tanti leader gauchisti passati al nemico, capaci di usare il loro passato di rivoluzionari per tirare la volata ad un presunto capitalismo nuovo ed emancipativo (gramsci la chiamava rivoluzione passiva, figlia della sconfitta di quella vera)

    Sull’accordo Usa Cina
    https://www.ilsole24ore.com/art/guerra-dazi-due-anni-usa-e-cina-firmano-pace-ecco-che-cosa-prevede-l-accordo-ACkER5BB

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