Perché all’improvviso 60 mila giovani marocchini in età di leva si accalcano attorno a Ceuta in cerca della solita “vita migliore”? Da alcuni decenni questa enclave spagnola in Africa, assieme a Melilla è interessata a uno stillicidio di immigrazione clandestina, tanto che la stessa Ue ha collaborato con Madrid a sigillare il confine, operazione che tuttavia ha dato scarsi risultati. Ma è ovvio che è proprio l’invasione massiccia è il metodo migliore per avere la certezza di essere respinti e riportati a casa: le ragioni sono ovvie e vanno dalle considerazioni di ordine pubblico a quelle politiche. E questo tutti lo sanno ormai piuttosto bene: l’invasione massiccia va proprio contro l’interesse dei migranti stessi. Ora guardate questo video che mostra come i giovani invasori siano stati accompagnati al confine dalla stessa polizia marocchina:

 

Si tratta di uno delle decine e decine di video che riprendono vari momenti di questa invasione che in realtà è un’operazione orchestrata volta a erodere il sostegno al governo spagnolo di sinistra e al suo presidente apertamente antisionista Pedro Sánchez. I burattinai che hanno agito con la complicità del governo di Rabat, sono i soliti noti: Bibi Netanyahu e il “piccolo” Marco Rubio  per fabbricare una finta crisi che avrebbe “dato una lezione alla Spagna”. Le ragioni sono ovvie: la Spagna è  l’unico Paese che ha dichiarato pubblicamente e ufficialmente la propria indisponibilità ad aiutare Stati Uniti e Israele a commettere il genocidio a Gaza , che ha riconosciuto la Palestina nel 2024, che ha imposto un embargo totale sulle armi a Israele, che imitato il suo spazio aereo durante la guerra con l’Iran…» . Quindi, nell’ultimo anno, Israele ha minacciato apertamente la Spagna, affermando che dovrà affrontare delle conseguenze se non sosterrà Israele. E degli idioti americani  (perdonatemi quella che è diventata ormai una tautologia) come Marco Rubio hanno detto negli ultimi mesi che il Marocco dovrebbe mandare migranti in Spagna, e invaderla. Lo stesso New York Times conferma che sono state proprio le autorità marocchine ad organizzare l’Invasione.

Del resto lo stesso Ynet News, sito online del quotidiano filo governativo Yedioth Ahronoth, il più diffuso in Israele, conferma in maniera inequivocabile la natura di questa “invasione”: 

Nel marzo 2026, Michael Rubin dell’American Enterprise Institute… ha esortato l’amministrazione Trump a riconoscere formalmente Ceuta e Melilla come territorio marocchino occupato, definendo la Spagna “una potenza coloniale che gestisce colonie al di là dello Stretto di Gibilterra”. Pochi giorni dopo, il deputato Mario Díaz-Balart, presidente della sottocommissione per la sicurezza nazionale della Camera e uno dei più stretti collaboratori di Marco Rubio al Congresso, ha dichiarato pubblicamente che le enclavi “non si trovano nel territorio geografico della Spagna”, bensì in territorio marocchino, e che il loro destino dovrebbe essere “stabilito, negoziato e discusso tra amici e alleati”. Gli Accordi di Abramo hanno creato un quadro di riferimento per riconfigurare le alleanze in Medio Oriente e Nord Africa in modo da servire simultaneamente gli interessi americani e israeliani. Aiutare il Marocco a recuperare Ceuta e Melilla servirebbe a questo quadro e punirebbe un membro della NATO che ha ripetutamente scelto l’ostruzionismo anziché la collaborazione nei momenti più critici dell’alleanza.”

Il quadro generale è dunque più vasto rispetto a quello di una semplice punizione per Sanchez, ma si tratta di una estensione del progetto della Grande Israele che si propone anche di “sistemare” il Mediterraneo e questo grazie a un personaggio del tutto succube di suggestioni pseudo millenariste e parareligiose.