C’è una cosa che a tutti i costi non si vuole vedere: che con l’aggressione all’Iran si è pienamente entrati in una terza guerra mondiale che sarà assai più lunga e incerta delle precedenti e che soprattutto vedrà la fine delle istituzioni e del potere occidentale. Innanzitutto la posizione strategica degli Usa e dei Paesi occidentali te gli tengono bordone si è deteriorata in modi che sfuggono a una misurazione meramente: le forze armate americane, progettate per la proiezione di potenza contro le forze ribelli e gli avversari regionali, si sono dimostrate vulnerabili alle tattiche di guerra di una nazione di medio livello dotata di sofisticata tecnologia missilistica e di una posizione geografica difensiva. Ma soprattutto appoggiata in maniera discreta da Russia e Cina che forniscono i dati di puntamento senza per questo entrare direttamente nel conflitto. La risposta a questo stato di cose è stata in qualche modo catastrofica perché al posto dei 2000 miliardi di risparmio promessi o forse darebbe meglio dire vagheggiata dall’amministrazione, ci sono adesso 5000 miliardi in più di spese con un debito nazionale passato da 36.200 miliardi a 39.500 miliardi di dollari in diciotto mesi, con deficit annuali di 2.000 miliardi di dollari ormai certi fino al 2030. Il tentativo dell’amministrazione di tenere bassi i prezzi del petrolio attraverso il drenaggio delle riserve strategiche e la manipolazione del mercato dei derivati, ha esaurito le scorte di emergenza, mettendo al contempo a nudo la vacuità dell'”indipendenza” energetica americana: il Paese ora non ha mezzi effettivi per resistere a un’interruzione prolungata delle forniture, per non parlare di un conflitto più ampio che coinvolga la produzione di altri Paesi.
Si dice che Trump abbia avuto ieri un feroce litigio con i suoi consiglieri che lo hanno messo in una situazione impossibile consigliandoli un attacco che avrebbe dovuto avere un pieno successo in una o due settimane e invece dura da 5 mesi. La riconfigurazione politica planetaria si è accelerata e si estende ben oltre il teatro operativi: la Russia, nonostante le sanzioni, ha consolidato un’architettura di sicurezza eurasiatica che include Iran, Cina e l’alleanza BRICS+ in espansione. La dedollarizzazione del commercio internazionale, accelerata dall’utilizzo del sistema SWIFT come arma impropria ha dimostrato la vulnerabilità dei sistemi di compensazione denominati in dollari, ha creato sistemi finanziari paralleli destinati a persistere indipendentemente dall’esito del conflitto. La Cina, dal canto suo, si è assicurata corridoi energetici attraverso la Belt and Road Initiative e ha sviluppato la capacità industriali e tecnologiche necessarie per rimpiazzare su larga scala gli Usa. D’altro canto i Paesi europei si trovano a subire un vero e proprio collasso demografico, industriale e tecnologico che non permette di fare concorrenza ai produttori asiatici. Così il patologico entusiasmo per il conflitto contro la Russia non ha alcun interesse strategico, ma serve solo a coprire le contraddizioni interne con il riferimento costante a un nemico esterno. E del resto provocazioni e illusioni si scontrano con l’accertata realtà che gli eserciti europei non sono in gradi avere un’autonomia di più di una o due settimane, senza i rifornimenti americani.
Le immagini provenienti dalla regione del Golfo – fotografie satellitari di petroliere in fiamme, immagini termiche di complessi di raffinerie fuori servizio, dati atmosferici che mostrano concentrazioni di particolato che colpiscono l’agricoltura regionale – prefigurano conseguenze economiche che arriveranno con un certo ritardo ma inesorabile certezza. Il drenaggio delle riserve petrolifere sotterranee, che ha temporaneamente abbassato i prezzi della benzina, non potrà continuare oltre il 2027. La carestia che gli economisti avevano previsto per il 2030 si è anticipata al 2027. La disponibilità di gasolio per la semina e il raccolto agricolo è diventata incerta se non impossibili a prezzi che ne consentano una redditività per quanto minima; la produzione europea di fertilizzanti, interrotta dai costi energetici già nel 2022-2023, non ha ancora ripreso la sua capacità produttiva; la catena di approvvigionamento globale già frammentata dalle politiche pandemiche e dalle interruzioni del Canale di Suez, si avvicina al collasso catastrofico, poiché l’interdizione del Mar Rosso da parte delle forze Houti – equipaggiate con tecnologia missilistica iraniana – recide l’arteria marittima che collega l’Europa alla produzione manifatturiera asiatica. Non si tratta di “volatilità di mercato”. Si tratta della fine dell’abbondanza e della fine dei quadri istituzionali stabiliti nel 1944-1945. La fabbricazione del consenso e in un ceto senso anche del dissenso, ha raggiunto la sua fase terminale. Gli organi di stampa che per tre anni hanno promosso il Russiagate (e tante altre sciocchezze) come un fatto accertato, ora presentano la narrativa di Netanyahu sull’Iran come verità indiscutibile. I commentatori conservatori che mettevano in guardia contro gli abusi di potere dell’esecutivo, ora giustificano la fusione tra potere statale e potere aziendale come necessarie misure di sicurezza. Il fenomeno del “partito unico” – la continuità ininterrotta delle politiche tra formazioni politiche apparentemente opposte – è diventato troppo evidente per essere negato, eppure troppo scomodo da riconoscere per le popolazioni coinvolte nel teatro della scelta democratica. E del resto l’ impoverimento del capitale sociale – l’atomizzazione della comunità, la sostituzione delle relazioni reali con la simulazione digitale – ha raggiunto livelli tali da precludere una risposta collettiva allo stress sistemico generando il paradosso dell’iperconnettività senza solidarietà. Insomma stiamo assistendo, in tempo reale, alla transizione da un ordine unipolare guidato dagli Stati Uniti a un sistema multipolare frammentato, e la violenza di questa transizione si misura non solo nel numero delle vittime – sebbene queste stiano aumentando in modi che il Pentagono si rifiuta di rivelare completamente – ma anche nell’erosione della leva strategica, che una volta esaurita non può essere recuperata.


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Ceuta , manovra anglo-sionista per in guaiare Sanchez . Spagna nel mirino del Pannocchia e compari , anche gli elicotteri russi che non si possono usare per spegnere gli incendi fa parte del piano .
https://giubberossenews.it/2026/07/31/ceuta-israele-ironizza-sulla-spagna-il-ministro-dei-trasporti-spagnolo-insinua-lo-zampino-di-israele/
istigazione a partire
https://www.radioradio.it/2026/07/ceuta-video-virale-polizia-marocchina/
Se gli exracomunitari tornassero a casa, l’italia andrebbe al collasso in due giorni. Moltilavori gli italianon li fanno.mancherebbe gettito Inail ed irpef. Crollerebbero i consumi. Fabbriche bloccate in linee produzione e specialmente logistica, alimentari, ortofrutta. Proviamo?
Proviamo proviamo,
Accettiamo solo chi condivide i nostri costumi e la nostra cultura, dei baluba ne facciamo volentieri a meno,
E inoltre il 90% dei loro guadagni se ne vanno dall’Italia come rimesse da emigranti,
Si proviamo con calma non di colpo .
Cosi come ci sono voluti 40 anni x farli arrivare ., ci vorranno 40 anni x allontanarne una grossa fetta , rimettere in piedi la natalita italiana .
E riequilibrare il sistema .
Negli anni 60 la popolazione italiana era di 50 milioni
Oggi di 59 piu gli illegali .
A cosa sono serviti questi 9 milioni ?
A renderci piu poveri e meno sicuri
ma ad ingrassare gli speculatori edili
A tenere in piedi industrie gia cotte
a mantenere alti i consumi
a tamponare un sistema di rendite delle elit .
Bisogna iniziare ad invertire il trend.
e ritornare a poter vivere come 70 anni orsono con i vantaggi di oggi .
Ma falla finita , una bugia detta tante volte diventa una verita’ , farlocca . O sei una risorsa o sei un sinistrato indefesso .
I globalisti stanno attaccando anche il nostro gia’ esangue walfare , ma fai finta di non accorgertene .
Dimmi un po’ e’ cosi’ il tuo ideale di immigrazione , poveri cristi da sfruttare nei campi di raccolta e poi farli ” vivere ” nelle baraccopoli ? Dirai , ma questo succede perche’ i proprietari agricoli non li trattano e non li mettono in regola . E perche’ mai dovrebbero farllo solo loro , quando poi sono le multi-nazionali e la grande distribuzione che ne beneficiano !!!! Perche’ non li mantenete e bene , voi , sinistrati del caxxo .
E poi questa cosa dei ricongiungimenti familiari .
Ho gia anni e anni di vita per aver conosciuto molti italiani che lavoravano in Germania o in Belgio che lasciavano le loro famiglia e vivevano da soli all’ estero e ogni tanto scendevano nei loro paersi d’ origine per ritrovare le loro famiglie , e che non approfittavano del welfare dei paesi che li ospitavano portandosi dietro lew loro famiglie . Semmai e non tutti lo facevano quando dopo un po’ di anni si sistemavano , e solo con le loro forze , senza aiuti di nessuno si ricongiungevano con le famiglie . Ora la sinistra globalizzata stende a questi solo tappeti rossi , gia’ da quando mettono piede , a discapito delle classi piu’ disagiate autoctone . . E’ giusto tutto cio’ ?
scritto male lo so , ma sono un po’ arrabbiato .
Il fatto e’ che si capirebbe se questa sinistra farlocca dicesse ad es: beh niente piu soldi per le armi e aiutiamo i piu’ deboli nostrani e poi anche i migranti che lo meritano . Invece no , manco per idea .
E allora ‘ Come la mettiamo ?
Ahahahahahahahahah
Ancora la meni con dx e sx?
Indottrinato e ben inquadrato nel sistema da non aver ancora capito l’ovvio, dx e sx sono le ali dello stesso pollo allevato in batteria,
È dalla notte dei tempi che il potere usa il sistema dividi et īmpērā per mettere le masse le une contro le altre,
Come se la melona urlatrice o la helly contassero qualcosa,
Solo marionette manovrate dal puparo.
di’ ce l’ hai con me o col sinistrato multinick delirante !
No perche’ se ce l’ hai con me ( che non parlo mai di dx e sx sei fuori gioco ) . E’ lui che se non te ne sei accorto e’ ossessionato dai fasci che vede pure nel portombrello di casa sua . Quindi se ce l’ hai con me correggi il tiro , semmai se proprio dobbiamo essere onesti anche tu spesso e volentieri massacri la meloni , ma con i sinistri sei molto piu’ , diciamo indulgente . Ma posso sbagliarmi ok ?.
Certo che massacro la melona urlatrice, è salita sullo scranno urlando come un ossessa contro questo abominio di Europa, contro tasse esose e invasione di baluba,
Cosa ha fatto?
Si è piegata a 90° e a c ulo scoperto rinnegando tutto ciò che aveva promesso di fare, la sx ossia il PD è ne più ne meno che la peste nera, conte un pdiota incaricato di gestire la distruzione di un MV nato per cambiare le cose, trovando terreno fertile visti gli elementi,
Poi abbiamo il pifferaio di turno, vannacci, altro mettinculo, un mercenario al soldo dell’egemone
Per cui, come vedi mi sono disintossicato della politica da avanspettacolo
PS il mio non vuole essere un attacco personale ma solo contribuire al dialogo tra freguentatori della bocciofila.
Mancano solo le termiti. A ceuta son arrivate le cavallette, per chi non si fosse accorto. I boschi bruciano, guarda cas. Infantino vuole brevettere il calcio, come fosse una droga farmaceutica. A rimini e cattolica si agitano gli squali.Sul lago si accartoccia lo spot della porsche. All’isola tiberina son di stanza i pirati e la decima mas ha posto il palastico alle chiglie. MAnca solo un qualcosa, qualcuno che esca dal corpo di Tutankamon al museo egizio, da torno in un’ostensione al colle. Così funziona la dinamica delle Scimmie di Satana. Altro che bimbi: Bamba.