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I giocondi cialtroni

vinci-invenzioniQuanto sento parlare di giacimenti culturali e di sfruttamento dell’ enorme patrimonio storico artistico italiano, sento la mancanza di quei mitragliatori da 1000 colpi al minuto che si vedono nei film. Ratatatatà … e per molte ragioni la prima delle quali è che tutta questa vacua retorica praticata dalla politica politicante si concreta nell’affitto, nel leasing o nella vendita a quattro soldi di palazzi, ponti, opere d’arte, scenari di immenso valore a un ceto di magliari che speculano oscenamente sulla bellezza, oppure in robette di incredibile modestia che hanno come obiettivo supremo, quanto del tutto episodico, di riempire qualche ristorante o qualche albergo qui e là. Ma di programmi e investimenti organici per la tutela e la conoscenza di questo patrimonio, per la sua valorizzazione economica, nemmeno l’ombra: non ci sono mai i soldi per questo e per dirla tutta non c’è nemmeno la cultura di un ceto politico analfabeta persino quando si picca di scrivere romanzetti.

Basti pensare che per i cinquecento anni dalla morte di Leonardo Da Vinci, una delle glorie italiane davvero universalmente conosciute e potenzialmente promettente quanto l’Expo, sono stati stanziati la miseria di 3 milioni e mezzo scarsi  per di più da spartire con le celebrazioni per i cinquecento anni della morte di Raffaello nel 2019 e i settecento della morte di Dante nel 2020. Tanto per fare un esempio la Francia dove Leonardo ormai vecchio è solo morto e temporaneamente sepolto, ha stanziato a livello nazionale 6 milioni assieme ad altre tantissime iniziative collaterali degli enti locali o di musei come il Louvre. Certo non si può dire che siano sempre di buon gusto vista la qualità del ceto dirigente  e la sua adesione al pensierino unico (Macron, per esempio, ha intenzione di organizzare una caccia presidenziale al castello di Chambord, non lontano dai luoghi abitati da Leonardo), ma è pur sempre sei volte di più di quanto non abbiamo fatto i nostri sedicenti sfruttatori di giacimenti culturali che siedono sopra una fortuna, ma che vivono nella dimensione della mancetta. Per di più, le iniziative che da qualche parte in Italia si vanno in qualche modo coagulando vengono tutte, senza eccezioni. presentate esclusivamente in quell’inglesaccio da resort che è la vera e unica lingua di questi scalzacani, ai quali pare così di essere più cosmopoliti con i fichi e le teste secche: per loro il più grande uomo del Rinascimento non è che una sorta di gadget, un nome conosciuto, ma misterioso, un brand e così si dedicano a questo tipo di miserabile “leonarding”.  Sperano così di attrarre qualche soldino in più e non si accorgono invece di essere soltanto dei valletti in cerca di mancia competente che si fanno sfuggire di mano il denaro vero.

E’ una fortuna che questa panoplia di personaggi che poi ha i suoi padri nobili e nello stesso tempo epigoni di se stessi nel  Berlusconi impagliato e nel  Renzi patetico revanscista, non sia ormai che un residuo del passato, Loro sperano ancora, contro ogni ragione e istinto, di poter riportare prima o poi gli elettori negli antichi stazzi: ma si tratta di una pura illusione perché ormai la frattura, incipiente da molti anni, si è alla fine verificata e niente farà tornare indietro l’elettorato, anche se le forze che hanno preso il sopravvento dovessero deludere. Al loro posto ne nasceranno delle altre perché ormai il punto di equilibrio è cambiato e anche i vecchi punti cardinali hanno subito delle traslazioni: non ci vuole Leonardo da Vinci per comprenderlo.

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22 responses to “I giocondi cialtroni

  • jorge

    a me pare che a lagnarsi, e tanto, sia proprio anonimo. non sono però in grado di dire se fotta.

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    • jorge

      in merito a questo questo secondo punto però…. le cose che scrive anonimo, sembrano avere qualcosa in comune con dei confusi incubi… notturni

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    • Anonimo

      Direi che è più che lecito , da appartenete ad una minoranza delle classi subalterne lamentarsi delle devianze delle varie corporazioni o lobby , che , in realtà distorcono o danneggiano con i loro avidi privilegi o soprusi un ragionevole benessere nazionale.
      A me i vaneggiamenti di Jorge su non meglio specificati incubi notturni, sembra una subdola pretestuosa polemica, avente come sfondo una mal dissimulata volontà di censura verso le mie lecite lamentele e critiche.

      In , modo di ragionare di Jorge mi ricorda quello della sinistra-sinistrata ,fallita e fallimentare, quella che vorrebbe spacciare il proprio globalismo pro turbo capitalismo di rapina, sostanziale, per mitico internazionalismo proletario…
      lo si nota quando per controbattere al problema dell’ immigrazionismo spesso causa di dumping sociale e salariale a danni delle classi subalterne italiane, lui risponde dicendo che comunque i capitalisti , se non avessero detto esercito industriale di riserva si trasferirebbero all’estero, come se ciò fosse un fenomeno naturalmente inesorabile…
      quando basterebbe una tassazione disincentivante per chi esportasse le aziende all’estero per risolvere in buona parte il problema presentato da Jorge come inesorabile…

      ma inesorabile solamente SE SI RAGIONA CON I MEDESIMI CRITERI DEL TURBO CAPITALISMO DI RAPINA,non secondo una visione socialista o realmente social democratica dell’economia.

      Inconsciamente, Jorge nel suo tendenziale fanatismo pro immigrazione, pur di difendere queste sue aspirazioni, fossero anche vagamente sopite, ragiona, in sostanza, secondo i dettami del turbo capitalismo, per i quali non si posso mettere vincoli alla libera circolazione dei capitali… hai capito dove si va a finire con certo sinistrismo-sinistrato aprioristicamente anti-nazionale.

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  • jorge

    Dice il Commentatore Indefesso : immigrazionismi, meridionalismi ultra secolari, femminismi deviati, e clericalismi, oltre ai soliti familismi-clietelismi…

    Diciture incomprensibili,,, che sarebbero mai i “femminismi deviati” ? Dove si possono trovare di persona ? Quale è il loro progetto ??

    E i meridionalismi ultrasecolari cosa sono ? c’entra Francesco Saverio
    Nitti ?? o Toto Riina ??

    Sono forze che hanno un potere reale ? O sottoculture in capaci di determinare qualcosa ??

    Fatti quantificabili o o enunciati in astratto ? E il senso del ridicolo esiste, o spostiamo sempre su qualcos’altro ??

    Passi per i familismi clientelismi, ma i clericalismi come si inseriscono nel post del simplicissimus ?? Non siamo almeno un pò troppo general-generici.. ad essere misericordiosi ??

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    • Anonimo

      Per essere brevi il clericalismo cattolico, in itaGlia, ha le tare che più o meno denunciava martin Lutero ai suoi tempo, oltre a tender ancora oggi al “potere temporale”, prioritariamente tramite potere politico ed economico, che quello ideologico ce l’hanno per principio.
      Il meridionalismo ed il femminismo deviato, hanno dei punti in comune, quello del vittimismo alla lagna e fotti, in ultima spesso del narcisismo tendente in modo artificioso a scaricare molto SPESSO LA COLPA SUGLI ALTRI in modo ipocritamente acritico.

      L’immigrazionismo ( mirato ad indebolire per molti versi l’identità nazionale…), in ultima è una delle forme di potere politico di una parte, dominante del clero cattolico ( ma anche dei sinistrati, che DI SINISTRA PER QUANTO VAGO POSSA RISULTARE QUESTO TERMINE, negli ultimi 30 anni non hanno fatto pressoché NULLA…DI SOCIALISTA MEN CHE MENO), per impedire il senso della nazione, e contrastare con ciò anche la netta affermazione del principio di laicità dello stato, che potrebbe ledere in qualche modo i privilegi clericali di matrice medioevale all’ itagliana.

      La pseudo assistenza da parte del clero cattolico agli immigrati che spesso tende a scaricare i costi dell’ immigrazione sul bilancio della Repubblica ( si predica bene, ma, ipocritamente si razzola male, di frequente…)… così usando il carisma culturale l’ esponente del clero cattolico di turno, crea nei confronti dell’immigrato un rapporto simil clientelare, i cui costi verranno però tendenzialmente scaricati sui bilanci della Repubblica, data la scarsa propensione del clero cattolica ad aiutare concretamente (!!) gli immigrati in difficoltà.

      Allo stato l’onere ( “di seminare”…) dell’assitenza sociale agli immigrati, al clero cattolico l’onore di ( “raccogliere”…) predicare bene al fine di fare proselitismi con l’immigrato di turno.

      Ah… in questo caso, lo stato sarebbero le nostre tasse, molto più di rado le tasse del clero cattolico.
      Gli elementi che ho elencato hanno varie combinazioni fra di loro e hanno effetti spesso deleteri per il benessere, nazionale, sociale ed economico, oltre che democratico.

      I femminismi deviati così come gli altri -ismi che ho citato, semplicemente scaricano sul cittadino comune gli extra costi, danni derivanti dai propri vizi, sulla collettività nazionale, erodendone pesantemente la sovranità effettiva.

      In una situazione di questo tipo, hai voglia poi a lamentarti della meschinità e avidità del politicante di turno, per qualsiasi motivo.

      Se non c’è buona economia e buona democrazia, è abbastanza inutile sperare che ci possa essere una diffusa forma di buone pratiche in qualsiasi campo.

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      • Anonimo

        Il realtà il lagna e fotti del femminismo deviato mira al perseguimento di rendite, anche clientelari, cioè discriminatorie contro i maschi ( specie quelli italiani che non possano servire a detto femminismo come utile idiota, nel perseguimento di dette rendite o privilegi, questo contestualizzato alla situazione italiana, ovviamente…).

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    • Anonimo

      “Passi per i familismi clientelismi, ma i clericalismi come si inseriscono nel post del simplicissimus ?? Non siamo almeno un pò troppo general-generici.. ad essere misericordiosi ??”

      Se indirizzi le risorse pubbliche a fare favori al clero cattolico , magari contando sul fatto che lo stesso clero ti dispensi qualche benedizione di fronte ai fedeli in periodo elettorale contribuendo alla tua campagna elettorale ( alla tua poltrona…), poi magari i fondi per fare altro Non si trovano… tanto per dire.

      A meno che persone come Jorge non siano a conoscenza, spece sotto i vincoli della UE, dell’esistenza dell’albero dei soldi, o delle risorse comunque.

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      • Anonimo

        L’ influenza del clero cattolico sul politicante medio ( ora, date le leggi elettorali “porcata” varie molto più in senso oligarchico…) :

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      • Anonimo

        aldilà dell’orientamento politico… un modo meno feticistico della poltrona ( qui pur di abbarbicarsi alla comoda e lautamente stipendiata poltrona ,si sono inventati la sgovernabilità, con leggi elettorali “porcata” correlate….) da parte di un politico:

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    • Anonimo

      “E i meridionalismi ultrasecolari cosa sono ? c’entra Francesco Saverio
      Nitti ?? o Toto Riina ”

      Beh.. si la mafia può rientrare in una forma di meridionalismo deleterio, nonche essere un particolare forma di familismo ( si parla di clan…), in senso lato.

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  • Anonimo

    Si può vedere:

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    • Anonimo

      È chiaro che, la deriva economica e sociale, poi diventerà deriva civile e culturale…

      quello che sta succedendo in itaGia , paese, che manco si potrebbe definire una Nazione visto i delteri particularismi ( immigrazionismi, meridionalismi ultra secolari, femminismi deviati,e clericalismi, oltre ai soliti familismi-clietelismi…) e la sostanziale mancanza di sovranità nel contesto UE-NATO.

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  • dani2005dani

    Il tutto poi condito dall’affermazione conclusiva che l’Italia ha il turismo come grande industria.

    Certo.

    Per poi non investire quasi nulla nel medesimo, gestito anarchicamente, con le nostre meravigliose meraviglie sempre più circondate da centri commerciali e strade e autostrade e altre case (spesso orribili) mentre quelle storiche (sempre gradevoli) cadono a pezzi, abitate da eredi spesso ultraottantenni che di sicuro hanno poco interesse a rinnovare e ristrutturare.

    IL PAESAGGIO è quello che attira, non la singola emergenza architettonica, sempre più circondata dalle merdacce edilizie di natura mafiosa che servono a riciclare denaro sporchissimo. Il Nord è stato devastato da questo negli ultimi 25 anni.

    IL PAESAGGIO, protetto dall’articolo 9 della nostra Costituzione.

    L’Italia, madre dell’archittetura è il luogo dove si fa sempre meno architettura, anche di restauro e ristrutturazione, ma solo edilizia speculativa. Dice bene l’articolo, adesso il poco di bello e storico rimasto lo si svende ai magliari….

    Quindi innanzitutto proteggere il Paesaggio, poi organizzare la cosiddetta industria turistica in modo che l’Italia, sicuramente con molta arte e bellezza (finora) e cultura (una volta), possa fare concorrenza a altre nazioni, altrettanto ben messe in campo artistico e culturale e di bellezza (naturale e non). Vero, l’Italia è il paese che ha il maggior numero di siti riconosciuti dall’UNESCO, ma non copre favolose percentuali da urlo del 50/60/70/80/90 % dell’arte mondiale. Molto meno e molto maltrattata, e quelle false percentuali solo mostrano un becero quanto inutile nazionalismo che non ha portato da nessuna parte.

    Noi siamo PIENI di arte cultura eccetera eccetera MA grazie a tutta la mancanza di organizzazione e rispetto della Costituzioine, l’Italia è solo quinta nella classifica delle destinazioni turistiche, dopo la Spagna che è terza. Come mai? Hanno più servizi, tariffe meno esose e usano bene il denaro pubblico per miglierare il Paesaggio.

    Tipo Bilbao, che si è fatta una veste nuova, da città industriale/mercantile a città della cultura. Qui un video

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