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Cena dallo chef: sono cozze amare

antonio-cannavacciuolo-950x450Antonio Cannavacciuolo è certamente un ottimo cuoco o almeno lo è stato, ma la televisione lo ha trasformato in un mostro in un tutti i sensi: costretto a frullare mozzarelle e a fare pappette di piselli per essere trendy, ormai fisicamente lontano dalle cucine più o meno stellate dove lo ha portato un fortunato matrimonio, è continuamente sotto le telecamere a fare lo chef  (parola che  peraltro significa solo il buon vecchio capocuoco) per trasmissioni che hanno origine tra le nebbie della peggiore tradizione culinaria dell’intero pianeta, non si ferma ormai davanti a nulla, nemmeno al caffè con le cozze che è il misero mezzuccio di chi proprio non ha nulla da dire e spera nella citrullaggine indotta dagli altri prezzi e dalla presenza televisiva. Come dimostrano decine di ricerche i prezzi di beni “immediati” come il cibo, sono alla radice dell’apprezzamento, per cui una schifezza pagata poco è proprio una schifezza, ma pagata molto diventa sublime o comunque quella che gli ottusi e i furbacchioni up to date chiamarebbero un’esperienza sensoriale.

Il povero Cannavacciuolo non ha certo colpa di questo effetto tunnel, ci si è trovato in mezzo e lo sfrutta a più non posso anche se è andato in tv grazie alla sua fama di cuoco e non è stato dichiarato cuoco per essere stato in tv. La cosa intellerabile è che sentendosi divo, non accetta di essere bacchettato per servire nel suo bistrot di Torino, lanciato del resto da un’ignobile redazionale televisivo travestito da storia della sua vita, cibi surgelati al posto di quelli freschi indicati in carta. Qui alle americanate culinarie e al loro trendismo coglione, tipico di chi non gusti e si fa facilmente impressionare dall’artificio, sostituisce immediatamente la rusapnte natura italiota per la quale    “Va bene che ci siano delle regole ma applicarle in questo modo è assurdo”.   Ammette di aver violato le regole, ma gli sembra che pagare dazio per questo sia troppo “rigido”. E dire che la multa comminatagli è di 1500 euro, che per lui davvero sono spiccioli, probabilmente meno di quanto non incassi per 5 minuti di Masterchef o di quanto gli rendano una trentina di pasti al suddetto bistrot. Naturalmente come ogni buon italiota minaccia di andarsene altrove dove peraltro una cosa del genere gli sarebbe costata al minimo  il doppio per arrivare anche a ventimila dollari, a secondo della decisione del giudice. Ricordiamo che sei ristoratori di Roma colpevoli di aver superato i metri quadri di dehor loro assegnati sono stati colpiti da 148 mila euro di multa, tanto per fare qualche paragone nostrano.

Evidentemente l’onta che brucia è l’essere stato pizzicato nel mondo reale del business del cibo, dopo anni che lui e i suoi colleghi parlano ieraticamente delle materie prime incontaminate, del territorio, della stagionalità e insomma di tutte le sacre sindoni retiriche che poi permettono loro di fare prezzi stratosferici per miseri bocconcini gourmet. Il che badate bene non è solo per guadagnare di più sulla quantità e sulla catena di montaggio della cucina o per permettere l’impiattamento artistico, per far mangiare con gli occhi più che con la bocca, ma anche se non soprattutto per evitare che la terza forchettata di questi presunti cibi degli dei, passata la sorpresa, si rivelino bislacchi, e annoino a morte il palato. Insomma rivelino la propria futilità.

Quando ero ragazzino la minaccia più grande che potesse sovrastare un alunno distratto e somaro era di essere mandato a frequentare l’alberghiero per impossibilità di fare altro. Era certamente sbagliato, una sindrome tutta italiana che in segreto svaluta i mestieri pratici o manuali. In realtà averceli i camerieri di una volta che sapevano spinare sapientemente pesci cucinati interi e dunque con sapori più intensi, non ridotti a strisce e cubetti come oggi che poi richiedono tonnellate di spezie ed espedienti, addirittura formaggi e salumi per sostituire i sentori di mare ormai persi. Averceli i cuochi in grado di eseguire con rigore e con passione piatti codificati invece di coprire le magagne con la sedicente creatività che sottrae a ogni confronto. Quelli magari inventavano davvero qualcosa dovendosi misurare con realtà concrete e non con un magma indistinto e decadente dove puoi spacciare per deliziosa qualsiasi cosa, meglio se rassomiglia a una prima colazione americana passata per l’oriente. Però non sarà l’esagerazione opposta, la mitizzazione gourmet a migliorare le cose: la sottovalutazione è ingiusta, ma la sopravvalutazione ha effetti disastrosi favorendo alla fine non la competenza, ma l’improvvisazione e il dilettantismo presuntuoso. tutte cose che diventano presa in giro non appena incontrano una mafia gourmet sotto forma di guida o una telecamera. Per cui Cannavacciuolo farebbe bene a tornare ai fornelli e smetterla di essere un maitre a penser di scuola disneyana o un Freud per osti della malora per evitare di trovarsi prima o poi  in una cucina da incubo.

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7 responses to “Cena dallo chef: sono cozze amare

  • Andrea

    Fantastico pezzp, pieno di verità e riflessipni “puntute”. Complimenti

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  • diderot39

    Pur condividendo il senso e i dettagli dell’articolo, direi che occorre aggiungere un particolare importante. Negli US of A, i mezzi di comunicazione (tutti), giornali, TV, Hollywood, e persino l’educazione sono sotto controllo monopolistico e settario – ne’ oggi, Natale, voglio aggiungere particolari.
    Pero’ – e questo ritengo importante – gran parte di quello che passa per “americano” e’ in realtà il frutto di un’ideologia imposta dall’alto in basso con la scusa che “questo e’ quello che vuole il popolo.” No, questo e’ quello che vuole la setta dominante, pretendendo che il “popolo” voglia solo le schifezze (culturali e culinarie) proposte dai monopoli mediatici.
    Che molti si lascino irretire dall’inganno ideologico e’ indiscusso – e qui il discorso diventerebbe lungo perchè l’irretimento e’ anche funzione del sistema educativo. Ma in generale, non tutta l’America e’ quello che si assume sia, giudicando i programmi delle le TV italiane e di altri paesi ascari, associati per osmosi, interesse o stupidità al carro ideologico yankee.
    Peraltro, anche in Italia, a leggere i giornali, il sistema educativo e’ sempre piu’ “mericano,” come del resto si può dedurre dall’erudita conoscenza della grammatica italiana da parte della Ministra dell’Educazione.

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  • diderot39

    Pur condividendo il senso e i dettagli dell’articolo, direi che occorre aggiungere un particolare importante. Negli US of A, i mezzi di comunicazione (tutti), giornali, TV, Hollywood, e persino l’educazione sono sotto controllo monopolistico e settario – ne’ oggi, Natale, voglio aggiungere particolari.
    Pero’ – e questo ritengo importante – gran parte di quello che passa per “americano” e’ in realtà il frutto di un’ideologia imposta dall’alto in basso con la scusa che “questo e’ quello che vuole il pubblico.” No, questo e’ quello che vuole la setta dominante, pretendendo che il “pubblico” voglia solo le schifezze (culturali e culinarie) proposte dai monopoli mediatici.
    Che molti si lascino irretire dall’inganno ideologico e’ indiscusso – e qui il discorso diventerebbe lungo perchè l’irretimento e’ anche funzione del sistema educativo.
    Ma in generale, non tutta l’America e’ quello che si assume sia, giudicando i programmi delle TV italiane e di altri paesi ascari, associati per osmosi, interesse o stupidità al carro ideologico yankee.
    Peraltro, anche in Italia, a leggere i giornali, il sistema educativo e’ sempre piu’ “mericano,” come del resto si può dedurre dall’erudita conoscenza della grammatica italiana da parte della Ministra dell’Educazione.

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  • Angelo Kinder

    Stavo per scrivere un mio post ma l’intervento di dani2005 mi ha tolto le parole dal dito della tastiera tanto rispecchiano il mio pensiero. Non posso che sottoscriverle totalmente. Buon solstizio a tutti.

    -Angelo Kinder-

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  • adelante

    L’alberghiero ottima scuola come anche i centri di formazione professionale per la ristorazione. Tanti ragazzi e tante ragazze che troviamo nei ristoranti, bar, nelle cucine, nei buffet di lavoro dalla Sicilia all’ Alto Adige provengono da queste scuole. In queste scuole si mangia benissimo e lavorarci è un piacere.
    I lavori manuali sono molto valorizzati: tutto il mondo è fatto a mano!

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  • dani2005dani

    Mi sono sempre chiesta perché ci sia stata nell’ultimo decennio questa crescita geometricamente abnorme di trasmissioni televisive di cucina. Ci sono reti che trasmettono solo cucine e impiattamenti, e devo dire che ascoltare ricette provenienti dagli USA, cuochi USA, consigli USA sulla cucina e altra scemenza sesquipedale suona tra il ridicolo e il deprimente. È come chiedere a un seienne che ne pensa di una ricetta elaborata come un’anatra all’aranciaEppure queste trasmissioni ossessivamente focalizzate sulla cucina provengono dagli USA, un posto dove non sanno che esistono la frutta e la verdura, dove bevono bevande gasate piene di zucchero, dove, in nome della loro dominanza e prepotenza (fortunatamente in fase di collasso) son convinti di aver inventato pizza, gelato, maionese e vino.

    Forse serviva ai cittadini USA sapere dell’esistenza di frutta e verdura, ma qui sulle sponde del Mediterraneo, anche no. Grazie.

    Le scuole alberghiere costruivano professionisti, adesso si rischia di andare in ristoranti di buona se non ottima levatura e trovare un povero signore tra i 40 e i 50 anni che avendo perso il lavoro come operaio o impiegato pensa di poter fare il cameriere, senza scuola, senza addestramento, e soprattutto i suoi datori di lavoro pensano di risparmiare sui costi.

    Lingue sconosciute, conoscenza dei vini sconosciuta, modalità di approccio al cliente sconosciuta. Una volta il cameriere consigliava piatti e vini, faceva flambè e ripuliva anche gli acini dell’uva. E lo faceva in almeno quattro lingue.

    Adesso è spesso un personaggio triste che non sa servire il vino, non conosce le basi del mestiere, musone (si sta riciclando a 40/50 anni) e non ti permette di finire la pietanza, asportandoti il piatto ancora pieno.
    Avanti un altro, che nemmeno la mensa ferrovieri…

    Cannavacciolo ha perso tutta la mia simpatia e stima, e non sono l’unica. Cracco, mentre piange nel suo living, perde una stella.

    Non sono nemmeno l’unica a dire BASTAAAAA TRASMISSIONI DI CUCINA…BASTA PER PIETÀ…. BASTA STRONZATE CULINARIE DA PAESI DEL TERZO MONDO QUALI GLI USA…

    BUON SOLSTIZIO.

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