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L’antifascismo del Pd si arena all’Onu

download (1)Qualcuno prima o poi dovrà spiegare come possano conciliarsi l’improvvisa fiammata di antifascismo di Pd – Repubblica – Rai  ovverno del governo e del sui megafoni, con l’astensione dell’Italia sulla mozione Onu di condanna della eroicizzazione del nazismo, del neonazismo e delle pratiche di discriminazione che ne scaturiscono. La questione si lega direttamente alla vicenda Ucraina dove le bande con la croce uncinata e in particolare il battaglione Azov che recluta in tutto il mondo grazie a soldi che arrivano magicamente da fonti sconosciuti, costituiscono l’asse portante dell’Ucraina democratizzata manu militare da Washington e dai suoi stolti valletti europei: infatti ha trovato il voto contrario del governo di Kiev e degli Usa con l’astensione in appoggio degli altri Paesi anglosassoni nonchédi quelli europei, ovvero di quello che una volta amava chiamarsi il mondo libero e che oggi si auto si compiace di chiamarsi democratico nonché esportatore di democrazia. Ma chi svende le idee alla più sconcia geopolitica non è certo democratico, è solo un fascista del terzo millennio.

Oddio è anche vero che questo antifascismo di giornata contraddice decenni nei quali  si sono chiusi tutti e due gli occhi su qualsiasi fenomeno nero guardandosi bene dall’applicare le leggi che pure ci sono, schiere di sedicenti intellettuali da televisione hanno civettato col fascismo tentando sotto sotto di minimizzarne le reponsabilità mentre altri di passione e cultura bottegaia ne hanno esaltato le gesta contro il lavoro, ma gli si è data anche una mano concreta: al punto che l’ispiratore della manifestazione Pd di Como, come reazione alle imprese degli skinhead veneti contro contro un’associazione cattolica pro migranti, è stato lo stesso Walter Veltroni che a suo tempo ha regalato un intero palazzo nel centro di Roma a Casa Pound. Bisognerebbe far pace con la testa, possedendone una. D’altra parte nemmeno i ministri degli interni, compreso l’attuale, impegnati contro il fantomatico anarco insurrezionalismo che tanto varrebbe chiamare anarco surrealismo,  sembrano essersi preoccupati troppo degli allarmi che giungono dai servizi nonostante che essi siano come al solito infiltrati da fumisterie di estrema destra, anzi l’unico che non sembra prendere sottogamba  la questione è il capo della Polizia, Gabrielli, attorno al quale si va già creando un alone di ostilità. Crede forse che si stia facendo sul serio?

Dunque per molti anni abbiamo vissuto in questa condizione di ambiguità totale e di svalutazione dell’antifascismo, ma ora esso ritorna di moda perché il Pd in gravissima crisi spera, nonostante la cattiva coscienza, di monopolizzare il tema e raccattare dei voti: anzi l’obiettivo cui si tende  è quella di creare artificialmente una sorta di sindrome francese che porti a votare Pd contro un pericolo fascista che di certo esiste nelle sue forme storiche e violente, ma solo perché si è evitato per troppi anni di applicare le leggi specifiche o addirittura le si è applicate in maniera strumentale per isolare, impaurire o addirittura condannare chi metteva il dito nella piaga.

Tutto questo si è svolto e si svolge dietro le quinte, nei sotterranei del potere, ma poiché non tutti i mali vengono per nuocere, l’astensione dell’Italia sulla risoluzione che condanna la rivalutazione del nazismo, rivela con chiarezza quali siano gli orientamenti reali e come sia artificiale non tanto l’antifascismo della gente che magari scenderebbe in piazza anche più spesso, ma quello dei quadri di comando.

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